Scarceranda 2008

POESIA

Andrea Camerini

SENZA CATENE
Sei salita tra di noi sul palco
una vibrazione leggera tra le mura di ruggine
la lieve melodia di una canzone
il cielo in una stanza.
Fu lì che compresi tutto il dolore di una distanza
l’isolamento in un’isola buia
i pianti delle madri dietro le sbarre
il pensiero dell’aquila che oltrepassa l’illusione.
La tua voce conteneva la notte che aspetta il sole
la volontà lucida di chi combatte la follia
l’oceano delle ore trascorse a navigare verso mete ignote
la gelida disperazione che scende la sera nel cuore.
Ma fu un attimo dolcissimo
un barlume di candela che resisteva al vento
una porta luminosa nella sala blindata
un brusio di ali di farfalle nell’aria.
I cani da guardia si sciolsero come neve d’estate
i battiti delle mani ci trasportarono verso un sogno libero
arrivammo al di là delle nuvole toccando il cielo con un dito.
Tutto era possibile
tutto realizzabile.
Il cielo in una stanza.
Quella sera tornai a casa diverso
senza catene
senza catene ai piedi.

Ricordi di un concerto con le Nuove Tribù Zulu
al carcere femminile di Rebibbia nel 2000