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10 ottobre in difesa dei boschi e dei laghi dei castelli romani

corteo a rocca di papa dai campi d'annibale al parco
Tipo evento

SABATO 10 OTTOBRE

CORTEO PER LE STRADE DI ROCCA DI PAPA

FINO ALLA SEDE DELL'ENTE PARCO

CONTRO IL DISBOSCAMENTO,PER LA TUTELA DEI LAGHI E LO STOP
ALL'INCENERITORE

_RITROVO ALLE ORE 10.00 AI CAMPI D'ANNIBALE_

_(piazza G. Di Vittorio)_

_EVENTO FACEBOOK: www.facebook.com/events/1400223808386833/ [1]_

Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani convoca una
manifestazione aperta a tutti/e coloro vogliano far sentire la propria
voce a difesa del territorio dei Castelli Romani, messo in svendita
sotto tutti i punti di vista: disboscamento, prosciugamento delle falde
idriche, crisi dei laghi, cementificazione, progetti di turistificazione
impattanti e inceneritore.

L'Ente Parco Regionale dei Castelli Romani in questi anni ha, a nostro
avviso, timbrato l'intimbrabile, vidimato qualsiasi scelleratezza,
prescritto ai beneficiari delle richieste ad esso inoltrate attenuazioni
degli interventi mai verificate. Gli esiti di questi atti li vediamo
ogni giorno.

Inoltre, continua a negarci atti e dati che dovrebbero essere di
pubblico dominio, come quelli che riguardano gli studi sugli impatti
ambientali del "taglio ceduo", perseverando nel concedere nulla osta: il
95% dei boschi viene considerato tagliabile, ma si tratta di un
patrimonio ambientale, faunistico, paesaggistico, storico, culturale e a
basso impatto turistico che andrebbe conservato.

Al lago di Nemi, dove c'è stata una colata di cemento quasi in riva
per un progetto di "Sport Lineare" finanziato dalla Città Metropolitana
tramite fondi PNRR, ci era stato detto dal massimo responsabile dei
Guardiaparco che c'era un'indagine in corso e che avremmo saputo gli
esiti.

Ma è stata l'ennesima presa in giro, nulla si è più saputo e ad oggi
non risulta nessun nulla osta del Parco in Conferenza dei Servizi per lo
"scempio" avvenuto vicino al Museo delle Navi, con costi astronomici
pagati dalla collettività.

Sulla questione delle acque dei due laghi e delle falde idriche in
generale, il Direttore ha deciso di non perseguire la via nel sostenere
la dichiarazione di "disastro ambientale" (o un altro simile
provvedimento): decine di migliaia di appartamenti per la speculazione
edilizia e ingenti prelievi di ACEA direttamente dai bacini lacustri ,
le reti-colabrodo sono le cause principali di tutto ciò.

Anzi, si viene a sapere senza che lo stesso Parco ha dato un nulla osta
per il progetto di potenziamento della condotta del pozzo
Sforza-Cesarini che preleva direttamente dal lago Albano a patto però
che ACEA, ottenga la concessione.

Tradotto: per decenni ACEA ha prelevato milioni di metri cubi di acqua
(circa 20 cm di livello ogni anno) ma non aveva e non ha pagato nessuna
concessione. Roba da non credere.

Il Parco avrebbe dovuto negare alla luce di tutto ciò qualsiasi parere
favorevole, senza dare l'ennesima prescrizione che probabilmente finirà
nel nulla, coi lavori già iniziati.

Il Parco dovrebbe fissare un limite ambientale al livello idrometrico
delle acque dei due laghi, già sotto di quasi 8 metri rispetti agli
anni '80. Così come fece l'Ente Parco di Bracciano.

Il Parco dovrebbe eseguire studi e pubblicarli , in riferimento al
catastrofico taglio ceduo effettuato anche in aree ultraprotette e che
noi chiamiamo disboscamento.

Invece continua ad approvare le richieste di taglio di fine turno, tipo
quella che ha distrutto la via Francigena in più punti, l'Ippovia
costata oltre 200.000 euro di soldi pubblici, la zona di via Rocca
Priora lo scorso anno e tutto il versante velletrano dell'Artemisio.

I sentieri questa estate si sono trasformati in vie desertificate a
causa della mancata copertura degli alberi e sembrava di camminare su
delle dune arse dal sole in cerca di qualche oasi.

Invitiamo veramente tutte e tutti a partecipare, anche per chiedere
all'Ente Parco di esprimesri fermamente contro il progetto di
inceneritore che vede la stessa ACEA tra i protagonisti negativi.

Se le alte sfere dell'Ente non vogliono tutelare il Parco, come
previsto dallo Statuto fondativo, possono trovare altre poltrone su cui
sedersi comodamente, meglio per tutti se quelle di casa loro.

Non possiamo fermarci, non vogliamo mollare di un centimetro, specie
ora che sta per ricominciare l'ennesima stagione silvana che porterà
tra i boschi decine e decine di ruspe, trattori, benne, TIR e cingolati
a completare il lavoro delle motoseghe su centinaia di migliaia di
alberi: ogni anno ne spariscono circa 200.000 solo qui ai Castelli!

Fino a quando tutto ciò non avrà fine, saremo nelle piazze, nelle
assemblee e nelle lotte che da sempre caratterizzano questo "nostro"
territorio, contro chi per le proprie speculazioni economiche è
disposto a devastarlo senza farsi troppi problemi.

*

Per una moratoria dei tagli boschivi

*

Per l'aumento dei vincoli e delle tutele con il passaggio a Parco
Nazionale

*

Per impedire che il Parco continui a dare nulla osta a progetti
impattanti

*

Per la dichiarazione di "disastro ambientale" inerente la questione
idrica dei due laghi

*

Per avere risposte e dati finora negati.

Per farci sentire, per cambiare lo stato di cose presenti prima che sia
davvero troppo tardi, ci vediamo sabato 10 ottobre alle 10.00 ai Campi
d'Annibale a Rocca di Papa, piazza G. Di Vittorio, da cui ci muoveremo
una mezz'ora dopo verso l'Ente Parco, determinati e forti delle nostre
ragioni contro chi proviene da una storia politica di negazionismo della
crisi climatica.

Come siamo stati in piazza ad Albano nel partecipato corteo contro
l'inceneritore di sabato scorso, domani (martedì 29 settembre)
contesteremo ACEA e le altre multinazionali riunite nel Forum che si
svolgerà all'EUR (manifestazione ore 16.00 dalla Metro B – EUR Fermi)
mentre sabato 3 ottobre ancora nelle strade di Roma, dalle 10.00 a
piazza della Repubblica, nuovo corteo contro l'ecomostro di S.Palomba.

Andiamo "a domicilio" a far presente che le scelte politiche e
aziendali sullo sfruttamento dei Castelli Romani non sono per nulla
gradite.

_Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani._

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