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Gravissime le condizioni di Riyad Al-Bustanji nel Carcere di Bancali

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Una compagna dell'assemblea per la Palestina di Sassari denuncia le gravi condizioni di Riyad Al Bustanji nel carcere di Bancali a Sassari e ribadisce la necessità di mobilitazione per la libertà di tutti i prigionieri palestinesi.

di seguito il comunicato

GRAVISSIME LE CONDIZIONI DI RIYAD AL-BUSTANJI NEL CARCERE DI BANCALI: LA SUA VITA È A RISCHIO.
GIUSTIZIA PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI, GARANZIE E TUTELE
PER TUTTI I DETENUTI
Nella sezione “Alta Sicurezza 2” del carcere di Bancali è detenuto Riyad Al-Bustanji,
prigioniero politico palestinese e autorità religiosa che, dal 1994, si impegna a raccogliere
fondi a sostegno della popolazione palestinese.
Per questo motivo è stato accusato di terrorismo dai servizi segreti israeliani ed è
attualmente in *custodia cautelare a Sassari*, in condizioni detentive durissime, una prassi
già utilizzata per altri prigionieri politici palestinesi detenuti nelle carceri italiane su mandato
di Israele come Abdelmuti Abunada, anche lui detenuto nel carcere di Bancali.
Riyad Al-Bustanji soffre di diverse patologie gravi che lo costringono a sottoporsi a visite
mediche molto frequenti. La famiglia, in una lettera al team legale di Al-Bustanji, denuncia le
importanti criticità a cui è sottoposto nella sua detenzione a Bancali, parlando di “gravi
negligenze che mettono a rischio la sua vita, la sua salute e i suoi diritti.”
Al-Bustanji, infatti, “soffre di frequenti crisi diabetiche, e non riceve tempestivamente il cibo o
i farmaci necessari, nonostante la sua condizione clinica non consenta alcun ritardo o
omissione nelle cure” come testimoniano i familiari.
“Inoltre - continua la famiglia - è affetto da una patologia prostatica e non sta ricevendo il
trattamento medico necessario, con il conseguente rischio di gravi complicazioni.”
La famiglia denuncia anche le condizioni all’interno dell’istituto, parlando di “temperature
insopportabilmente elevate”, e si fa presente che addirittura in queste condizioni
Al-Bustanji “è stato privato del ventilatore”.
Un contesto del genere, per una persona che soffre di ipertensione arteriosa, implica uno stato di grave sofferenza fisica e perenne.

La famiglia segnala, in aggiunta, che “il suo diritto alle comunicazioni telefoniche è oggetto di
restrizioni ingiustificate”, parlando di “limitazioni particolarmente severe che gli impediscono
di mantenere contatti regolari con la propria famiglia, nonostante tale diritto sia riconosciuto
e tutelato dalla legge.”
Per quanto riguarda il suo trasferimento al carcere di Sassari, esso ha comportato un
significativo peggioramento della possibilità di comunicare con la famiglia.
A differenza di quanto avveniva nel precedente istituto, non gli è più consentito parlare con
la stessa frequenza e le videochiamate sono state drasticamente ridotte: nell'arco di un
mese gliene sono state concesse soltanto due, mentre in precedenza ne effettuava sei ogni
mese.
“Per concludere, sua figlia, Saja, è affetta da un tumore della tiroide ed è sottoposta a cure
oncologiche.
Nel mese di agosto dovrà affrontare una terapia con iodio radioattivo; poter comunicare con
lei tramite videochiamata rappresenta quindi una necessità umana e psicologica
fondamentale, e non un semplice privilegio.Riteniamo che l'insieme di queste circostanze costituisca una palese violazione dei diritti del
detenuto alla salute, alla dignità e alla tutela legale.” conclude la famiglia.
Pretendiamo che Riyad Al-Bustanji abbia immediato accesso alle cure mediche, a
un'alimentazione adeguata, al diritto di comunicare con i propri familiari e a condizioni di
detenzione che rispettino le sue necessità.
Le istituzioni, sia politiche che religiose, i garanti dei detenuti e le autorità giudiziarie hanno
la facoltà di entrare anche nei reparti di Alta Sicurezza, dove è ingiustamente incarcerato
Al-Bustanji, e verificare che le condizioni di dignità umana vengano rispettate per lui e per
tutti gli altri detenuti.
Recentemente, Irene Testa, la garante dei detenuti in Sardegna, ha già denunciato le
condizioni estremamente critiche che vivono i detenuti del carcere di Bancali: mancanza di
medicinali, sovraffollamento, mancanza di personale adeguato per seguire casi di difficoltà
psicofisica. Anche Antigone Sardegna ha denunciato le gravi condizioni in cui versano i
detenuti con il caldo estremo che sta colpendo la nostra isola da mesi a causa del
cambiamento climatico.
Chiediamo alla politica sarda, alla garante dei detenuti della Sardegna Irene Testa, alle
istituzioni giudiziarie che vengano accertate le condizioni di Riyad Al-Bustanji e che vengano
migliorate immediatamente. Quanto denunciato dalla famiglia di Al-Bustanji è gravissimo,
disumano, e profondamente ingiusto. Chiediamo che anche le condizioni di tutti gli altri
detenuti vengano accertate e che si intervenga immediatamente sul loro miglioramento.
Chiediamo, infine, che venga fatta chiarezza sulle modalità di incarcerazione e accusa
subite da Al-Bustanji, e che siano garantite tutte le condizioni per un giusto processo.
Culleziu contra a la Gherra
Giovani Palestinesi Sardegna
Amicizia Sardegna-PalestinaLa famiglia segnala, in aggiunta, che “il suo diritto alle comunicazioni telefoniche è oggetto di
restrizioni ingiustificate”, parlando di “limitazioni particolarmente severe che gli impediscono
di mantenere contatti regolari con la propria famiglia, nonostante tale diritto sia riconosciuto
e tutelato dalla legge.”
Per quanto riguarda il suo trasferimento al carcere di Sassari, esso ha comportato un
significativo peggioramento della possibilità di comunicare con la famiglia.
A differenza di quanto avveniva nel precedente istituto, non gli è più consentito parlare con
la stessa frequenza e le videochiamate sono state drasticamente ridotte: nell'arco di un
mese gliene sono state concesse soltanto due, mentre in precedenza ne effettuava sei ogni
mese.
“Per concludere, sua figlia, Saja, è affetta da un tumore della tiroide ed è sottoposta a cure
oncologiche.
Nel mese di agosto dovrà affrontare una terapia con iodio radioattivo; poter comunicare con
lei tramite videochiamata rappresenta quindi una necessità umana e psicologica
fondamentale, e non un semplice privilegio.Riteniamo che l'insieme di queste circostanze costituisca una palese violazione dei diritti del
detenuto alla salute, alla dignità e alla tutela legale.” conclude la famiglia.
Pretendiamo che Riyad Al-Bustanji abbia immediato accesso alle cure mediche, a
un'alimentazione adeguata, al diritto di comunicare con i propri familiari e a condizioni di
detenzione che rispettino le sue necessità.
Le istituzioni, sia politiche che religiose, i garanti dei detenuti e le autorità giudiziarie hanno
la facoltà di entrare anche nei reparti di Alta Sicurezza, dove è ingiustamente incarcerato
Al-Bustanji, e verificare che le condizioni di dignità umana vengano rispettate per lui e per
tutti gli altri detenuti.
Recentemente, Irene Testa, la garante dei detenuti in Sardegna, ha già denunciato le
condizioni estremamente critiche che vivono i detenuti del carcere di Bancali: mancanza di
medicinali, sovraffollamento, mancanza di personale adeguato per seguire casi di difficoltà
psicofisica. Anche Antigone Sardegna ha denunciato le gravi condizioni in cui versano i
detenuti con il caldo estremo che sta colpendo la nostra isola da mesi a causa del
cambiamento climatico.
Chiediamo alla politica sarda, alla garante dei detenuti della Sardegna Irene Testa, alle
istituzioni giudiziarie che vengano accertate le condizioni di Riyad Al-Bustanji e che vengano
migliorate immediatamente. Quanto denunciato dalla famiglia di Al-Bustanji è gravissimo,
disumano, e profondamente ingiusto. Chiediamo che anche le condizioni di tutti gli altri
detenuti vengano accertate e che si intervenga immediatamente sul loro miglioramento.
Chiediamo, infine, che venga fatta chiarezza sulle modalità di incarcerazione e accusa
subite da Al-Bustanji, e che siano garantite tutte le condizioni per un giusto processo.
Culleziu contra a la Gherra
Giovani Palestinesi Sardegna
Amicizia Sardegna-Palestina
Associazione dei Palestinesi in Italia
UNIGCOM
Unica per la Palestina
Associazione dei Palestinesi in Italia
UNIGCOM
Unica per la PalestinaGravissime le condizioni di Riyad Al-Bustanji nel Carcere di Bancali