Tarek: rinvio a giudizio
Processo a Tarek rinviato per impossibilità di videoconferenza dal carcere di Pescara
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Ascolta una riflessione sul carattere razzista e classista del processo.
Tarek, arrivato dalla Tunisia nel 2008, è stato arrestato ad ottobre del 2024 al seguito di una manifestazione ( del 5 dello stesso mese) che ha visto scendere in strada migliaia e migliaia di persone. Si tratta della manifestazione di piazzale ostiense, a distanza di un anno dal genocidio in Palestina, quella che inizialmente era stata vietata con grandi proclami da parte delle istituzioni politiche. Qualche ora prima è stata autorizzata nella formula di un presidio, migliaia le persone venute da tutta Italia nonostante il divieto, vietarla era probabilmente impossibile. La grande partecipazione era dovuta non solo per esprimere solidarietà con la Palestina ma anche contro il ddl 1660 (poi trasformato in decreto), più in generale si potrebbe dire contro una stretta autoritaria e repressiva della società. Tanti i filtri della polizia prima di raggiungere la piazza, i posti di blocco, le identificazioni e i fogli di via, nonostante ciò piazzale ostiense si riempie di gente ed esprime la volontà di sfilare per le strade della città. Il divieto irremovibile della gestione di piazza è ciò che ha generato inevitabilmente gli scontri.
Tarek si è ritrovato nelle cariche della polizia e oggi si trova in carcere, pagando un prezzo altissimo. È stato condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 4 anni e 8 mesi (più di quanto avesse chiesto l'accusa). Non è l'unico condannato per quella giornata, anche Tiziano (di cui abbiamo parlato qui e qui) è stato condannato a 2 anni con pena sospesa. La condanna nei confronti di Tarek è così alta, e la sua situazione così delicata, perché persona marginalizzata e razzializzata da questa società, perché ad esempio non gode di una casa dove poter richiedere i domiciliari, e così sconta il prezzo di una società classista. È una storia di cui non si è parlato molto (nulla) perché non gode di legami sociali forti, personalità o realtà disposte a prendere parola in sua difesa. Tarek paga per aver preso parte a una manifestazione contro un genocidio, paga un contesto sociale che vede gente scendere in piazza mentre i media e i politici nel loro silenzio si mostrano complici.
Come radio crediamo sia importante dare voce a queste storia, alla storia di Tarek che è una ma sono anche centomila. È una vicenda come in Italia ce ne sono tante ma di cui si parla solo di fronte ai casi estremi: alle morti, ai suicidi, alle rivolte.
Il 21 novembre 2025 ci sarà il ricorso in appello, anche per questo è importante parlarne sempre di più affinché quel giorno Tarek possa uscire dal carcere.
Segui il processo di Tarek sul sito della radio, continua a parlare di Palestina contro tutte le forme di repressione e colonialismo.
Processo a Tarek rinviato per impossibilità di videoconferenza dal carcere di Pescara
Con l'avvocato di Tarek e un compagno della rete liberi-e di lottare, facciamo il punto della situazione sui processi nei confronti di Tarek ed Anan, Ali e Mansour. Ricordiamo gli appuntamenti di domani, alle 9.30 all'Aquila in via XX settembre e alle 10 a Roma a Piazzale Clodio, e rinnoviamo la solidarietà e la mobilitazione per la Palestina.
La mano che reprime è la stessa che bombarda!
Per chi sta a Roma, ricordiamo l'appuntamento di oggi alle 18 a piazza del Pigneto, passeggiata solidale per Tarek, Anan Ali e Mansour, i-le prigionierx palestinesi.
Palestina libera!
Con un compagno solidale abbiamo parlato del trasferimento di Tarek, insieme a centinaia di detenuti, al carcere di Pescara dopo il crollo di una parte del tetto di Regina Coeli, dove Tarek si incontrava privato dalla sua libertà.
Giovedì 23 ottobre, a partire delle ore 18:00, a Largo Perestrello (Marranella) ci sarà la presentazione del fumetto "La vendetta di Polifemo", che racconta la storia di Tarek, insieme all'autore Zerocalcare.
Venerdì 24 ottobre, alle ore 17:00 al Faro del Gianicolo ci sarà un presidio solidale con i prigionieri del carcere di Regina Coeli.
E' successiva all'audio la notizia che è stato chiamato un presidio al carcere di Pescara alle h 16.00 di domenica 26 Ottobre.
dal presidio a Regina Coeli dove si torva detenuto Tarek compagno arrestato durante il corteo del 5 ottobre scorso alla Piramide durante il corteo per la Palestina.
Diffondiamo degli aggiornamenti riguardo la vicenda di Tarek
Tarek è stato condannato in primo grado da una giudice a 4 anni e 8 mesi, con rito abbreviato, per il reato di resistenza.
L'appello è stato fissato per il 21 novembre.
Regina Coeli, il carcere in cui si trova, è in uno stato di sovraffollamento tale che, negli ultimi giorni, Tarek è stato trasferito nella quarta sezione, in una stanza che prima era adibita a spazio di socialità e che ora è stata trasformata in una cella, semplicemente aggiungendo quattro brande. In queste condizioni, lui e i suoi compagni di cella non hanno neanche la possibilità di farsi la doccia, se non previa autorizzazione della guardia, cambiando piano. E' da più di un anno che le persone recluse dentro il carcere di Regina Coeli protestano contro le condizioni sempre peggiori del penitenziario e per la libertà.
Nelle settimane precedenti sono state organizzate alcune iniziative di solidarietà per Tarek, sia per raccogliere soldi sia per scrivergli lettere. Ha ricevuto le lettere, sia da Napoli che da Roma, e questo gli ha fatto senz’altro piacere.
Mandiamo un saluto a Tarek, ai detenuti liberi di Regina Coeli e a chiunque sia privat* della propria libertà.
In comunicazione telefonica abbiamo parlato con un compagno solidale che parteciperà al presidio davanti a Regina Coeli, il giovedì 22 maggio alle ore 17:30, per rompere il silenzio e portare solidarietà a Tarek, detenuto per i fatti di repressione accaduti durante il corteo per la Palestina del 5 ottobre 2024.
Il 5 ottobre a Roma si è svolta una manifestazione nazionale in solidarietà con la palestina. La manifestazione è stata accompagnata, nei giorni precedenti, da una levata di scudi della politica che voleva vietarla, un clima mediatico che ha cercato di delegittimarla e una repressione di piazza che ha militarizzato la città e non solo.
La giornata è stata lunga, ci sono stati scontri, ma la piazza è stata determinata. Solo un arresto è avvenuto nella giornata del 5 ottobre, Tiziano, il quale è stato condannato a 2 anni in primo grado. Nei giorni successivi la repressione è andata a prendere a casa un altro ragazzo, Tarek, non appartenente ad alcuna organizzazione politica. Un ragazzo che è arrivato in Italia dalla Tunisia nel 2008, una storia come se ne sentono e se ne vedono tante. Su di lui la condanna è stata più pesante: 4 anni e 8 mesi con il rito abbreviato. Più di quanto avesse chiesto l'accusa. E' una storia che trasuda colonialismo, razzismo e classismo. La giudice non ha voluto toccare neanche alcune sue carte perchè, probabilmente, troppo sgualcite.
Di questa storia abbiamo parlato in questo spazio redazionale.
Ne abbiamo parlato con l'avvocato di Tarek, con un compagno dei Giovani Palestinesi e con un compagno della Rete liberi di lottare.