Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

Caso Turra: una battaglia durata 30 anni

Data di trasmissione

Il comunicato della famiglia di Giacomo Turra:

Il caso

Il 3 settembre 1995, Giacomo Turra, cittadino italiano studente di filosofia e antropologia

all'Università degli Studi di Padova, entrava in un ristorante cinese a Cartagena des Indias

(Colombia) in stato di forte agitazione. La polizia nazionale colombiana chiamata dai gestori

interviene bloccando a terra e percuotendo Giacomo Turra in modo estremamente violento.

Giacomo Turra viene fermato e caricato su una camionetta, viene portato in ospedale dove viene

visitato all'interno del veicolo e trattato con una iniezione. Dopo poche ore viene riportato

all'ospedale morto.

I familiari giunti dall'Italia non riescono a riconoscere il cadavere, completamente deformato dai

traumi subiti, riconoscimento che avviene solo a seguito di una radiografia dentale. I familiari e le

autorità italiane si mobilitano da subito per chiedere verità e giustizia a fronte delle iniziali difese da

parte delle autorità colombiane che attribuiscono la morte del giovane italiano a overdose di cocaina

o ad atti di autolesionismo. La pressione del governo italiano sulla spinta della Ministra degli Esteri

Susanna Agnelli arriva a sospendere degli accordi bilaterali in ambito giudiziario.

Il caso Turra diventa in Colombia un caso simbolo per le organizzazioni di difesa dei diritti umani

sia a causa del livello della ingiustificata violenza subita da Giacomo che del forte supporto alla

richiesta di verità e giustizia da parte di uno stato straniero.

Il pronunciamento della CIDH

Le successive vicende giudiziarie si concludono già nel 1998 con l'assoluzione dei poliziotti

coinvolti nel caso da parte di un tribunale militare e successivi tentativi di riaprire il caso falliscono.

Già nel 1996 il padre di Giacomo per tramite della Comisión Colombiana de Juristas solleva il caso

presso la Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) che nel 2001 ritiene il caso

ammissibile.

Nel 2024 la CIDH trasmette allo stato colombiano e ai ricorrenti un dettagliato rapporto di merito

(ad oggi riservato) sul caso di Giacomo Turra nel quale rileva la violazione del diritto alla vita,

all'integrità personale, alla libertà personale, alle garanzie giuridiche e alla salute. Sulla base di tali

evidenze raccomanda allo stato colombiano: una riparazione morale e materiale nei confronti della

vittima e della sua famiglia; che in futuro tali casi non siano trattati da tribunali militari; di stilare

dei protocolli di azione per i funzionari di pubblica sicurezza relativi ai comportamento da tenere

nei confronti di persone che soffrano di crisi acute di salute mentale.

Il riconoscimento da parte della Colombia

A quasi due anni di distanza le trattative fra la famiglia Turra, rappresentata dalla Comisión

Colombiana de Juristas e lo Stato Colombiano, rappresentato dall'Agencia Nacional de Defensa

Jurídica del Estado, ente governativo preposto alla soluzione di queste azioni extragiudiziarie,

stanno giungendo ad un accordo che contemplerà:

 la firma di un accordo nel quale lo Stato Colombiano, riconoscendo il dispositivo della

CIDH che verrà quindi reso pubblico e si impegna a mettere in atto una parte importante

delle richieste della commissione. La firma di tale accordo è prevista per il 20 maggio 2026

alle 9:00 a.m. (fuso orario colombiano, alle 16 p.m. ora italiana) alla presenza di rappresentanti della CIDH che saranno in visita in Colombia in quei giorni. Tale firma sarà trasmessa in diretta sul canale youtube della Agencia de Defensa (https://www.youtube.com/@DefensaJuridica_Estado/streams)

 un atto di riconoscimento pubblico e riparazione previsto a Catagena des Indias fra giugno e

luglio 2026 all'interno del quale verrà posta una targa in memoria di Giacomo Turra in un

parco cittadino.

La famiglia di Giacomo Turra che ha atteso per più di trent'anni verità e giustizia e accoglie questo

riconoscimento pubblico come un atto di estrema rilevanza. Se la giustizia non è solo vendetta,

questo atto è per noi più importante della condanna in tribunale degli esecutori materiali delle

violenze che hanno deturpato il corpo di Giacomo privandolo della vita. Ripristinare la verità con

un pubblico atto di riconoscimento della violazione dei diritti umani da parte di uno Stato cancella

le infamie alla memoria di Giacomo che hanno in questi anni aggravato il dolore per la perdita del

nostro congiunto e allontana per sempre i meccanismi privati e pubblici di colpevolizzazione della

vittima, di cui abbiamo sofferto. Oltre a questo crediamo che questo atto vada valorizzato in questi

anni nei quali fortissimi sono gli attacchi alle istituzioni sovranazionali, al diritto internazionale e al

riconoscimento universale dei diritti dell'uomo che avevamo forse troppo presto ritenuto patrimonio

universale dell'umanità. Speriamo che questo importante risultato sproni tutte le famiglie, le

comunità e le istituzioni che lottano per il rispetto dei diritti dell'uomo a continuare a lottare per

ottenere, anche a molti anni di distanza, più di trenta nel nostro caso, risultati importanti come

questi.

La famiglia vuole condividere con le istituzioni italiane e le organizzazioni di difesa dei diritti

umani italiane e colombiane questi importanti appuntamenti e chiede a chi fosse interessato a

contribuire alla valorizzazione di questi momenti o di essere informata degli eventi che si

svolgeranno nelle prossime settimane o di avere informazioni più dettagliate sul caso Giacomo

Turra di scrivere all'indirizzo email omicidiogiacomoturra@gmail.com

Bologna 6 Maggio 2026

La famiglia di Giacomo Turra