Fuck remigration: verso il corteo del 13 giugno a Roma
Con Giovanni di Fuck remigration, parliamo dell'assemblea che c'è stata ieri a Giurisprudenza verso il 13 Giugno e dei prossimi momenti in strada contro la marcia a Roma dei fascisti di "Remigrazione e riconquista".
Di seguito, la convocazione per il 30 Maggio per un'assemblea pubblica a Piazza Vittorio verso il corteo del 13 Giugno.
"FCK REMIGRATION, IL MONDO E DI CHI SI MUOVE!
Il 13 giugno a Roma ci sarà un corteo promosso dal comitato “Remigrazione e Riconquista”, a conclusione della raccolta firme per la proposta di legge sulla cosiddetta “remigrazione”.
Chi sostiene questo concetto si arroga il diritto di definirsi gli unici veri “figli d’Italia” e, di conseguenza, pretende di decidere chi possa vivere in questo Paese e chi no.
Ci vogliono vendere l’immagine di una Roma fondata da italianissimi e destinata ad appartenere solo agli italianissimi, quando persino il mito della fondazione di Roma nasce dalla storia di un migrante: Enea, un profugo di guerra.
Da qui prende forma l’intero impianto ideologico dell’estrema destra: un discorso escludente fondato sull’identità nazionale, che dietro la retorica della sicurezza, nasconde la brutalità della deportazione.
Perché la “remigrazione” non è altro che deportazione, mascherata da soluzione ai problemi sociali.
La violenza nelle strade, che viene fatta passare come conseguenza di una cultura “estranea”, è invece il prodotto dell’abbandono istituzionale, della marginalizzazione e della ghettizzazione.
La loro propaganda dice una verità quando afferma che il popolo è affamato. Ma mente quando individua nello straniero il responsabile di questa miseria.
Sappiamo bene che le risorse per garantire una vita dignitosa a tutti esistono già, concentrate nelle mani di chi trae profitto dalla guerra, dallo sfruttamento e dalle disuguaglianze.
Per questo dobbiamo dirlo chiaramente a chi, il 13 giugno, si presenterà come paladino della giustizia sociale tentando di convincerci che razzismo e pulizia etnica siano la soluzione al disagio collettivo.
Roma non ci sta.
E sarà pronta a dimostrarlo.
GUERRA AGLI OPPRESSORI NON AGLI OPPRESSI"


