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ecocidio

L'Africa presenta il conto per i danni ambientali del CO2lonialismo

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Con Michele di Africa Rivista, autore di un recente articolo sul rapporto “CO2lonialism, Ecocide, Reparations”, elaborato dall’Università di Lagos e relativo alla devastazione ambientale provocata dal passato coloniale, cerchiamo di dare uno sguardo differente sull'Africa e sui danni provocati dal colonialismo. Lo studio, infatti, apre una prospettiva completamente nuova rispetto agli approcci più consueti, ovvero quella del conteggio dei danni ambientali, che costituiscono una categoria autonoma di devastazione, le cui conseguenze strutturali limitano ancora oggi la resistenza climatica ed economica del continente. L'Unione africana, del resto, sta dibattendo da tempo la questione della riparazione e sta parallelamente cercando di dotarsi di nuovi strumenti scientifici per effettuare, su base documentata, il computo delle devastazioni provocate dal passato coloniale. Quello che emerge dallo studio, però, è la più completa assenza di una metodologia comune da utilizzare per la quantificazione dei danni e per la valutazione degli standard di verifica che è possibile adottare. Attraverso l'analisi di una serie di casi-campione, invece, la ricerca dell'Università di Lagos è riuscita a dimostrare la sistematicità del danno, evidenziando come potenze coloniali diverse abbiano applicato ovunque lo stesso schema estrattivo. La ricerca costituisce dunque il primo passo di un processo che potrebbe consentire ai paesi dell'Unione africana di arrivare ai tavoli internazionali con uno strumento negoziale finalizzato ad avviare un tentativo di compensazione ancorato alla realtà. Si prosegue poi concentrandosi su diversi aspetti collegati alla devastante eredità coloniale dei paesi africani, che condizionano pesantemente le condizioni materiali di vita della popolazione.

 

 

Fuori le aziende dall'Università!

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il 3 maggio la facoltà di Ingegneria ha ospitato al suo interno il jobstart, un evento organizzato nell'interesse dell* student* ma che di fatto cela l'ennesima passerella per le aziende private. ne parliamo con uno studente del collettivo aula 2 di ingegneria: con l'aiuto dell'intero coordinamento universitario, è stato organizzato un presidio contro informativo presso la facoltà, con numerosi interventi di realtà studentesche e ambientaliste.

A piedi contro il terricidio: 22-23 maggio in provincia di Bologna

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Il 25 maggio a Buenos Aires, in Argentina, giungerà la “Camminata contro il terricidio“, un’iniziativa del Movimiento delle Mujeres Indigenas por el Buen Vivir, organizzazione nata nel 2015 che raggruppa donne native delle 36 nazioni originarie dell’Argentina. La camminata sta percorrendo quasi duemila chilometri con l’obiettivo di far riconoscere come crimine il “terricidio”, un concetto che include l’ecocidio, il femminicidio, il genocidio e l’epistemicidio. In concomitanza con la camminata delle donne in Argentina, anche in provincia di Bologna si terrà una camminata. Si tratta di una due giorni di cammino a piedi, che saranno sabato 22 e domenica 23 maggio, e le rivendicazioni sono le stesse. In particolare, la camminata avrà due tappe: una sull’Appennino e una in pianura e toccherà diverse lotte ambientali che si stanno conducendo in quel  territorio.Ne parliamo con una compagna di Bologna.