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popolazione iraniana

Iran: la rivoluzione non ha padroni

Data di trasmissione

In studio, con Ghazal Afshar, portavoce dell'Associazione Giovani Iraniani in Italia e con due compagni del gruppo anarchico Mikhail Bakunin, che ha organizzato un'iniziativa per il sabato 17 gennaio, dalle ore 19.30, (via Vettor Fausto, 3 - metro B Garbatella), parliamo della situazione in Iran dove, dal 28 dicembre 2025, è in corso una rivolta popolare, violentemente repressa nel sangue dal regime. Ghazal Afshar ci dice che l'obiettivo della rivoluzione in corso non è, come si sostiene spesso a livello mediatico, il ritorno dello Scià, fantoccio di Trump, ma il rovesciamento del regime per l'istituzione di una democrazia popolare. La popolazione iraniana non ha bisogno di nuovi padroni, ma di autodeterminarsi e di liberarsi da ogni autorità e regime. Nel corso del redazionale, ripercorriamo le fasi attraverso cui si è arrivati all'attuale fasi di rivolta popolare, avviatasi per via delle proteste provocate dall'aumento del prezzo dei generi alimentari essenziali, ma infiammatasi a causa dell'esasperazione della popolazione, sistematicamente oppressa da decenni in modo violento. In Iran, infatti, esiste da decenni una resistenza popolare organizzata, che non permetterà che la propria libertà venga fatto oggetto di eventuali strumentalizzazioni da parte di Trump o dell'Occidente globale. E' fondamentale, pertanto, esprimete la propria solidarietà e mobilitarci a fianco della popolazione iraniana.

Di seguito il comunicato che convoca l'iniziativa:

Come Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin, FAI Roma e Lazio siamo solidali con l'insurrezione popolare iraniana. Per questo motivo abbiamo organizzato un dibattito sabato 17 gennaio, dalle ore 19:30, nella nostra sede di via Vettor Fausto 3 (Metro B - Roma Garbatella), con Ghazal Afshar, portavoce dell'Associazione Giovani Iraniani in Italia ed altr? esponenti della resistenza iraniana. Dal 28 dicembre è in corso una rivolta popolare in Iran. Partita inizialmente come protesta contro l'altissima inflazione, la svalutazione del rial e la disoccupazione, si è rapidamente trasformata in una rivolta politica contro il regime teocratico, mettendo in crisi l'intero sistema di potere fondato su repressione, patriarcato, controllo sociale e violenza istituzionale. Come anarchich? siamo solidali con chi si ribella, al cui interno sono presenti anche nostr? comp. Lo Stato iraniano si sente in pericolo e attua una repressione selvaggia: le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco su manifestanti causando centinaia di morti. Gli ospedali sono al collasso, le prigioni si riempiono, le case vengono perquisite. La magistratura promette processi senza clemenza e dichiara che chiunque manifesta sarà condannato a morte: lo Stato dichiara guerra alla popolazione e chiama nemici coloro che si ribellano. Come ogni potere in crisi, il regime tenta di massacrare la popolazione nel silenzio con il blackout quasi totale di internet. Ma nemmeno il silenzio forzato basta. Dalle città filtrano immagini di cortei notturni, slogan contro Khamenei, assalti alla polizia morale e alle sedi governative, mobilitazioni in tutte le città del Paese. Il potere teocratico non è l'unico nemico della rivolta. Come gruppo anarchico respingiamo qualsiasi soluzione che sostituisca un padrone con un altro, sia esso la teocrazia di Khamenei o uno Scià riportato sul trono, fantoccio di Washington. La popolazione iraniana non ha bisogno di nuovi padroni ma di liberarsi da ogni autorità. La solidarietà non è neutrale: o è rivoluzionaria o è complice. Viva l'anarchia! Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin - FAI Roma e Lazio