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Retekurdistan

Puntata del 15 ottobre 2026

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Nella puntata si parlerà ancora del processo di pace in Turchia, dei ritardi del governo e riporteremo le dichiarazioni delle parti coinvolte.

Leggeremo un articolo in cui viene analizzato nel dettaglio il "processo di integrazione" delle istituzioni del nord-est della Siria (cd. Rojava) con il nuovo regime siriano, riportando le "conquiste" raggiunte e gli aspetti critici che producono proteste in tutti i territori curdi, niente affatto pacificati.

Parleremo della 20° conferenza internazionale  su "UE,Turchia, Medio oriente e i Curdi" in corso a Bruxelles al parlamento europeo.

Ci saranno notizie dalla Siria,dall'Iraq e daremo notizia di una dichiarazione del PJAK in cui vengono   analizzate la situazione in Iran e le possibili evoluzioni del conflitto.

Puntata dell'8 ottobre 2026

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Nuova e ricca puntata di Kilem Azadì (Il canto della libertà), con aggiornamenti e una importante testimonianza in diretta dal Kurdistan

1. Dopo una serie di Notizie Flash, che toccheranno numerosi temi come a) la protesta in 66 carceri iraniane, b) l’uccisione di cittadini Alawiti, c) i femminicidi in Turchia e le proteste in NES sul tema della lingua curda per passare alla sezione “Osservatorio Kurdistan” con una serie di approfondimenti che riguardano i vari territori del Kurdistan.

2. Quindi:

- Per la Turchia: parleremo di come il partito al governo sta gestendo il più grande scandalo finanziario del secolo, detto anche “la rapina del secolo” da esponenti dell’opposizione;

- Per il Kurdistan Iracheno, riporteremo le diverse posizioni degli attori locali sull’impatto del ritiro della cosidetta “coalizione” a guida USA e delle criticità e contraddizioni che ora si aprono in tema di sicurezza;

- Sempre per il Kurdistan Iracheno, racconteremo di una recente festa degli Ezidi e della richiesta di favorire il ritorno, mentre il governo centrale iracheno, vorrebbe “normalizzare” questa anomalia politica e religiosa.

- Infine, presenteremo gli esiti della Conferenza del KNK (Congresso nazionale curdo) che richiede il riconoscimento presso l’ONU di una rappresentanza dei 60 milioni di curdi.

3. Uno spazio particolare sarà dedicato ad approfondimenti che riguarderanno, direttamente e indirettamente, il Kurdistan iracheno e quello iraniano, grazie agli interventi di Tiziano Saccucci, giornalista e collaboratore di UIKI che siamo lieti di ospitare.

4. Ascolteremo una breve testimonianza del sig. Alican Yidiz, presidente della MezzaLuna Rossa Kurdistan Italia, che nel ripercorrere le fasi della lotta curda, si interroga e ci interroga, sulle alternative al Processo di pace e di integrazione.

5. Verso la Conferenza nazionale del 17 ottobre su “Confederalismo democratico: una prospettiva per la pace in medio oriente” a Torino. Accenneremo quindi a quello che rappresenterà un momento estremamente significativo di confronto fra esponenti importanti

Puntata del 24 settembre 2026

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Ricominciano oggi le trasmissioni di Kilam Azadì (Il canto della Libertà), dopo la pausa estiva. t

Da questa puntata e con una redazione rafforzata, l’impostazione della trasmissione riduce lo spazio dedicato alle notizie e viene ampliato quello relativo all’approfondimento di tematiche specifiche.

Quindi oggi, nella prima parte riporteremo i fatti essenziali accaduti nei vari territori del Kurdistan, soffermandoci in particolare sulle particolari modalità con cui si manifesta l’opposizione in Iran e sulla repressione delle manifestazioni LGBTQ+ in Turchia.

Consapevoli che la “svolta” del PKK e delle forze politiche curde, avviata ormai 2 anni fa, ha creato interrogativi e perplessità, anche fra le strutture e le ed i solidali, cerchiamo di guardare a questo processo con “gli occhi dei curdi” e quindi ospitiamo gli interventi del sig. Yilmaz Orkan dell’Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia che farà il punto sulle aspettative del movimento curdo, su quanto realizzato e in corso di realizzazione dal punto di vista giuridico e politico e prospetterà una nuova fase delle iniziative di solidarietà in Europa e che, per l’Italia, saranno proposte nel corso di una conferenza nazionale che si terrà a metà ottobre a Torino.

Puntata speciale del 30 luglio 2026 dedicata all'Epopea di Gilgamesh

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Presentazione della puntata dedicata all’Epopea di Gilgamesh

Aspetti generali

- Dove si è sviluppata; suddivisione territoriale odierna corrisponde ai territori dell'Iraq, e a parte di territori di Turchia, Siria, Iran, Arabia Saudita e Kuwait.

- Fertilità rilasciata da humus dei fiumi, con forte crescita naturale degli alimenti base della dieta dell'uomo nell'antichità: cereali, leguminose, ovini e bovini. Foreste di tipo mediterraneo sulle montagne a nord ospitavano una flora di querce, pini, cedri e ginepri e una fauna di animali selvatici quali leopardi, leoni e cervi che ritroviamo anche nell'iconografia dell'arte giunta fino a noi. Da questa catena montuosa, il Tauro, parte il percorso dei due fiumi, molto importante per la popolazione;

La Mesopotamia fu abitata all'inizio dai Sumeri, poi dagli Accadi Asrubanipal), dai Gutei, dagli Amorrei, dai Babilonesi, dai Cassiti, dagli Assiri e dai Persiani.

- Perchè la “civiltà è nata in Mesopotamia”: aspetti morfologici e costituzione delle città stato in Sumeria (fino a 2000 a.c.)

- cosa si intende per “Civiltà”: a) innovazioni tecniche (ruota, tempificazione giorno/ora, matematica, armi in ferro), b) innovazioni sociali (lingua scritta, mitologia/religione, stato, classi, (compreso schiavitù) leggi e diritto scritto, artigianato e commercio, proprietà privata e pubblica, musica/letteratura, colonialismo/guerre di appropriazione.

Perdita della memoria e scoperta della biblioteca di Ninive

- A partire dall’inizio del 1800 (mille e una notte e spedizioni napoleoniche) nasce l’interesse e verso la “Mesopotamia”. Nel 1850 vengono avviati scavi nei territori abitati dai Sumeri (UR. URUK-Iraq Mosul) da parte dei francesi ed inglesi quando l’Iraq era un governatorato francese. Scoperta la Biblioteca di Ninive con 30 mila tavolette rubate e portate al British Museum. 20 anni dopo il sig. George Smith riesce a tradurre e in primo luogo riconosce una versione sumerica del Diluvio universale e traduce l’Epopea. Successivamente francesi, americani e tedeschi fanno altri scavi (vedi arte rubata). All’ultimo arrivano gli italiani (nel 1970) e poi ci pensa ISIS a distruggere e saccheggiare.

 

- Importanza della figura di Gilgamesh, nella cultura attuale curda e dei paesi vicini: si tratta di una delle opere antiche che ancora ispirano molte popolazioni del medio oriente. Una sorta di Odissea in cui Gilgamesh è l’Ulisse dell’antichità.

Ocalan nel libro “Gli eredi di Gilgamesh” critica non tanto la figura specifica, ma la “civiltà” che nasce in Mesopotamia (nome greco, dovrebbe chiamarsi Sumer), perché con lei nascono anche le caste, la schiavitù, il ruolo della religione, la guerra predatoria. Nella puntata si riporta anche questa critica attualizzandola.