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In piazza con il Kurdistan

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Non si ferma la solidarietà con il Kurdistan a Roma, questo pomeriggio appuntamento alle 18.00 in piazza dei sanniti a san Lorenzo in solidarieta con Eddi Marcucci, domattina iniziativa all'università, venerdì manifestazione per ricordare Lorenzo Orsetti.

Una compagna di Sapienza clandestina ci racconta le varie iniziative, Vincenzo Miliucci ci parla invece dell'attacco della diplomazia turca al sindaco di Rende, colpevole di aver conferito la cittadinanza onoraria a Abdullah Ocalan

Aprite le porte di Imrali!

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Si susseguono le voci su un peggioramento delle condizioni di salute di Abdullah Ocalan, da oltre venti anni sequestrato nel penitenziario dell'isola di Imrali. Mercoledì pomeriggio, di fronte a Montecitorio, presidio di solidarietà per chiederne la liberazione. Di seguito il comunicato ufficiale redatto da UIKI onlus.

Aprite le porte di Imrali, adesso! Dichiarazione sulle voci sullo stato di salute di Öcalan

Oggi, il team legale di Öcalan, lo studio legale Asrin, ha pubblicato una lettera dedicata alle voci che ieri hanno iniziato a circolare diffusamente sullo stato di salute di Öcalan. Condividiamo le preoccupazioni degli avvocati. Così come la loro ragionevole e giusta richiesta per un immediato accesso ad Abullah Öcalan e ai loro tre assistiti nell’isola carceraria di Imrali. Gli avvocati sono stati bloccati nella consultazione con Abdullah Ocalan dal 7 agosto 2019, e dal 1999, Öcalan ha avuto solo una conversazione telefonica con un membro della famiglia, il 27 aprile 2020. Da allora gli avvocati non sono stati in grado in nessun modo di comunicare con i loro assistiti, sebbene sia un diritto costituzionale e legale dei loro assistiti consultare i loro avvocati.

In realtà Abdullah Öcalan, Ömer Hayri Konar, Hamili Yıldırım, e Veysi Aktaş nei fatti, sono stati completamente isolati per molto più tempo; il loro isolamento è stato rotto solo da uno sciopero della fame di Leyla Güven, che allora si trovava in carcere e che è stata di nuovo incarcerata, con altri detenuti e altre persone nel mondo che si sono unite. Adesso è in corso un altro sciopero della fame che è iniziato più di cento giorni fa.

Le politiche vendicative dello stato turco nei confronti di Öcalan e dei suoi compagni detenuti, rendono possibile che ogni voce sia vera; è impossibile verificare o non prendere in considerazione ogni affermazione sul suo stato di salute. Questo significa che ogni danno intenzionale nei suoi confronti passerà inosservato. Il silenzio delle organizzazioni e delle istituzioni internazionali è clamoroso. Il Consiglio d’Europa appare incapace di seguire le accomandazioni fatte dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti (CPT).

Il Consiglio dei Ministri sta fallendo nell’imporre l’esecuzione nelle sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani, e le Nazioni Unite guardano solamente a come la Turchia calpesta ripetutamente tutti gli accordi e convenzioni internazionali.

Noi non stiamo chiedendo che i detenuti sull’isola di Imrali ricevano un trattamento speciale; al contrario, stiamo chiedendo che il loro trattamento speciale finisca. Abbiamo richiamato l’attenzione su questi su questi temi in numerose occasioni. Il sistema dell’isolamento nel carcere dell’isola di Imrali è al di fuori dei confini del diritto nazionale ed internazionale, e in violazione degli accordi e delle convenzioni sui diritti umani. L’intero complesso del carcere di Imrali deve essere smantellato. Tutti coloro che sono coinvolti nel mantenere il totale isolamento nel carcere dell’isola di Imrali stanno agendo illegalmente e sono coinvolti nella violazione dei diritti umani in corso.

Il solo modo per porre fine alla speculazione sullo stato di salute di coloro che sono incarcerati, e che preclude che ogni possibilità che queste voci diventino realtà è di rendere il carcere di Imrali trasparente.

Noi chiediamo la fine immediata dell’isolamento. Aprire le porte del carcere di Imrali adesso! Chiediamo ancora una volta a tutti di:

• esercitare pressioni sulle istituzioni internazionali di cui la Turchia è parte, vale a dire il Consiglio d’Europa e le Nazioni Unite, così come tutte le altre istituzioni politiche e dei diritti umani.

• esercitare pressioni sui vostri rappresentanti locali per porre fine all’isolamento

• aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi: “Freedom for Abdullah Öcalan—Peace in Kurdistan” now. International Initiative “Freedom for Abdullah Öcalan–Peace in Kurdistan” Cologne, 15 March 2021

Vienna: aggressioni dei Lupi Grigi alle mobilitazioni per il Kurdistan

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Nei giorni scorsi i Lupi Grigi, movimento giovanile dell'estrema destra nazionalista turca con forti legami cn l'MHP, ha attaccato ripetutamente le manifestazioni per il Kurdistan nella città di Vienna. I movimenti curdi e i collettivi della città hanno risposto agli attacchi e organizzato diversi cortei per denunciare l'accaduto. Sullo sfondo i legami dei Lupi Grigi con l'estrema destra locale e la connivenza con gli apparati di potere.

Ne parliamo con Davide, nostro corrispondente dalla capitale austriaca.

Per approfondire:

https://beyondeurope.net/1556/whats-behind-the-attacks-of-the-grey-wolves-in-vienna/

https://enoughisenough14.org/2020/06/26/vienna-fascists-attack-left-wing-ekh-again/

 

Rojava: situazione bellica e sanitaria in tempo di Covid-19

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In Rojava continuano le operazioni belliche nonostante la pandemia globale. Lo scorso 30 aprile un attentato ha scosso la città di Afrin, occupata da due anni da milizie turche e islamiste, provocando 46 morti. La Turchia continua la sua politica di accerchiamento dell'esperienza confederale cercando di spezzare i collegamenti tra i cantoni della Federazione Democratica della Siria del Nord. Nel frattempo, sale il numero di rifugiati che trovano asilo nella Federazione, al momento oltre 600.000. Per ora non si registra un'epidemia diffusa da Covid-19, ma la situazione è fragile e le condizioni igienico-sanitarie non sono buone.

 

Ne parliamo con Ylmaz dell'Ufficio di Informazione per il Kurdistan in Italia.

Roma: all'Archivio dei movimenti, Sakine Cansiz

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Simonetta Crisci ci presenta i 3 volumi dell’autobiografia della combattente curda
Sakine Cansiz”Tutta la mia vita è stata una lotta”, iniziativa che si terrà  giovedi 13 febbraio h 18.00, promossa
dall’Archivio dei Movimenti,via Torpignattara 124, in preparazione
della manifestazione Nazionale del 15 febbraio a Roma “a sostegno
della rivoluzione in Rojava e per la libertà di Ocalan”

Sulla strada per Kobane

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Insieme a Enrico Del Gamba, film maker livornese, presentiamo "Sulla strada per Kobane", documentario che racconta la diaspora del popolo curdo attraverso la storia di una famiglia di Kobane fuggita dalle violenze dell'ISIS. Enrico, che firma la regia di questa opera, ha trascorso in Kurdistan diversi mesi prima di fissare le sue esperienze su pellicola.