14 luglio, 2010 - 10:09

IRROMPIAMO SUL BILANCIO...

15 Luglio, 2010 - 16:00
Piazza del Campidoglio, Roma

IRROMPIAMO SUL BILANCIO...PRESENTIAMO IL CONTO AD ALEMANNO!
 
 
GIOVEDI 15 LUGLIO

ORE 16:00

PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO
 
 
 

Ancora una volta assistiamo ad un balletto mediatico attorno ad una manovra finanziaria che si vorrebbe far
passare per una necessità da digerire in silenzio, proprio mentre colpisce
inesorabilmente e nuovamente i servizi sociali ed i circuiti delle cultura
indipendente e di base, penalizza il mondo del lavoro e della cooperazione,
dimentica ed aggrava l’emergenza abitativa investendo sull’idea di una “città vetrina”, sulla politica dei
cosiddetti grandi eventi (grandi per
chi?), scommettendo ancora una volta sulla rendita immobiliare ed il consumo di
suolo.
Anche i progetti di housing sociale che si vuole, con una
tempistica furbesca, associare alla discussione sul bilancio, non solo sono, in
realtà, lontani a venire, ma prevedranno case
ancora troppo costose che non serviranno ad affrontare e risolvere
l’emergenza profonda in cui stanno vorticosamente cadendo tutti i settori
sociali colpiti dalla crisi. In un contesto nel quale l’impatto della crisi nel
2009 classifica Roma come la capitale della precarietà in Italia, dove la
precarizzazione del mercato del lavoro colpisce soprattutto le giovani precarie generazioni strette tra
contratti a termine, stage, lavori intermittenti e disoccupazione giovanile con
i tassi più alti d’Europa.
Le parole spese da Alemanno sono
simili a quelle usate da Berlusconi, con il termine “sacrifici” che risuona
come un tetro presagio insieme ad una generica e mediatica attenzione verso le
famiglie e le fasce sociali deboli. La falsità di queste argomentazioni è
evidenziata non solo dalla lettura del bilancio (fatti), ma soprattutto dal
susseguirsi di iniziative che investono come controparte il Comune di Roma in
questi giorni: le maestre d’asilo, gli operatori sociali, i lavoratori dei
canili comunali, i movimenti per il diritto all’abitare, le reti sociali per i
beni comuni e per la difesa dell’ambiente, le associazioni e gli spazi sociali
che producono cultura indipendente, e tanto altro, spesso oscurato dalla cappa mediatica
che sindaco dopo sindaco continua sempre più ad avvolgere la nostra città. Rivendicazioni
e lotte unite da un unico filo conduttore: la denuncia che gli “sprechi” vanno
cercati nelle consulenze pagate a peso
d’oro, ne tanti soldi dispersi in mani amiche, nelle ruberie di una classe
politica ormai in buona parte completamente asservita agli interessi privati;
l’urlo collettivo di chi si rifiuta di pagare ancora una volta il prezzo salato
della loro crisi.
Proprio il “Bilancio Lacrime
e Sangue” che il primo cittadino della capitale vuole propinarci, al rovescio,
può rappresentare l’occasione di unire i tanti percorsi che dal basso si
articolano, costruendo lotte ed agitando le acque della metropoli che
quotidianamente attraversiamo e viviamo. Insieme possiamo smontare lo stile “piacione” che il sindaco ha utilizzato anche
nella presentazione video ai cittadini -
da novello Goebbels - , per aprire un
contenzioso e una vertenza generalizzata sull’impostazione stessa della politica
economica dell’amministrazione, mettendo in discussione a partire da questa, l’idea
di città che ancora una volta si vuole disegnare e far passare sulle nostre
teste.
Possiamo iniziare così a
tracciare un percorso che ci porti ad uscire dal vortice della crisi, mettendo
all’angolo gli interessi privati e speculativi, riconquistando al contrario una
nuova sfera di diritti sociali e di cittadinanza per tutti/e.
La stagione delle “grandi opere” verso le Olimpiadi del 2020 sarà definita economicamente ed
urbanisticamente opponendo la “necessità” di tenuta della rendita ai nostri
bisogni, alle nostre lotte ed ai nostri desideri. Opponiamo noi, allora, la
nostra fame di diritti, di cultura libera ed indipendente, di qualità della
vita, al loro bilancio ed alla loro idea di città. Conquistiamo insieme,
gettando il cuore oltre l’ostacolo, reagendo, un'altra idea di città libera dal
cemento e dalle privatizzazioni, dagli sfratti e dalle dismissioni, dai licenziamenti e dall’emergenza abitativa, dalla
precarietà.

 

Prime Adesioni: Movimenti
per il Diritto all’Abitare - Blocchi Precari Metropolitani - Coordinamento Cittadino
di Lotta per la Casa – Comitato Obiettivo Casa -, L.o.a. Acrobax, Rete degli
Indipendenti, Collettivo l’Officina, Laboratorio
Sociale la Talpa,
Multivercity, Lavoratori e Lavoratrici dei Canili Comunali, , Rdb-USB, Usi-Ait,
Operatori Sociali in Lotta, Comitato “Riapriamo il Teatro del Lido”, Cinema
Teatro "Volturno Occupato"