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Rivolta a Rosarno

Data di trasmissione
Jan 8, 2010 Ieri sera - 07/01 - a Rosarno (piana di Gioia Tauro) due lavoratori africanti hanno subito un'aggressione armata: colpi esplosi da un fucile ad aria compressa partiti da una macchina di passaggio... Nelle ore successive si sono verificati incidenti, man mano che la notizia si diffondeva tra i 1.500 braccianti africani che vivono in zona. In centinaia, i lavoratori africani hanno realizzato un corteo per le vie cittadine devastando macchine e oggetti, dando vita ad un vero e proprio riot. I reparti antisommossa, giunti in massa da più parti della regione, hanno contenuto la situazione realizzando cariche e alcuni arresti, con un saldo di una ventina di feriti. E' la rebbia degli ultimi tra gli sfruttati, che vivono in condizioni inumane nei ruderi di fabbriche abbandonate e capannoni in disuso, risorsa inestimabile per l'economia agrumaria della zona, con paghe da fame (20 euro per 14 ore di lavoro), senza nessuna garanzia, senza diritti, continuamente fatti oggetto di aggressioni verbali e fisiche dalle frange più intolleranti della popolazione locale, spesso presi di mira dalla piccola criminalità in odore di 'ndrangheta... Poco più di un anno fa un'altra rivolta, ma quella volta pacifica, in seguito al ferimento con arma da fuoco di due lavoratori che si ritiravano nei loro ricoveri lungo la statale 18 dopo una giornata di lavoro nei campi. Allora la cattura dei responsabili riuscì a sedare gli animi di chi vive in condizioni di sfruttamento e privazione inaudite. Oggi la rabbia è tornata ad esplodere, dopo le cariche e i fermi di ieri, in mattinata nuovi riot e nuove cariche, mentre alcune squadracce locali si organizzavano in gruppi armati di bastoni a massacrare qualunque africano incontrassero per strada. un ragazzo è stato gambizzato alla "rognetta", uno dei ricoveri, all'ingresso della cittadina, sotto lo sguardo attonito delle forze dell'ordine presenti in massa e dei compagni che cercano faticosamente di mediare per riportare la situazione alla calma. I manifestanti sono comunque riusciti ad interloquire con il prefetto, facente funzioni del sindaco poiché il comune è commissariato per mafia, e ad avanzare le proprie richieste per condizioni di vita e di lavoro che siano rispettose della dignità umana. Ascolta la prima parte Ascolta la seconda parte