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Cristian: in attesa del giudizio di secondo grado

Data di trasmissione
Durata 5m 50s

Da un anno, dal primo maggio del 2009, Cristian è in carcere a Berlino in custodia cautelare. Il suo è un caso particolare, viziato da alcune stranezze procedurali e da evidenti incongruenze nelle testimonianze dei due agenti che lo accusano. In primo grado questo compagno di Roma è stato condannato a due anni e mezzo di prigione per grave violazione della quiete pubblica, tentata lesione aggravata e per aver contravvenuto al divieto di coprirsi il volto durante una manifestazione. E’ accusato di aver lanciato – in tre diverse occasioni nel giro di poco più di un’ora – 17 bottiglie di birra contro gli agenti di polizia che tentavano di riportare ordine nella notte del primo maggio 2009, in occasione dei riot nella captitale tedesca. Cristian è stato condannato esclusivamente in base alle testimonianze di due agenti della polizia criminale del Land di Berlino, che quella notte erano in servizio in borghese tra le migliaia di persone presenti. Il compagno – che prima di partire prestava assistenza domiciliare ai disabili – aveva lasciato Roma alla fine di aprile. Berlino lo attraeva ed era venuto per vedere da vicino come avrebbe potuto viverci. L’arresto non ha condizionato pesantemente solo la sua vita.
A Berlino attualmente ci sono più di cinquemila persone incarcerate. L’anno scorso si sono verificati ben nove casi di suicidio, oltre a ventidue tentati suicidi. Un record particolarmente negativo se paragonato con gli anni precedenti – due suicidi nel 2008 e quattro nel 2007.