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#12A Di nuovo a Porta Pia. In corteo dalla Sapienza.

Data di trasmissione
Durata 6m 28s

Ieri il movimento per il diritto all'abitatare si è ripreso la piazza di Porta Pia con un corteo partito dall'università La Sapienza. All'arrivo del corteo di alcune centinaia di persone si è dato vita ad un'assemblea che ha rilanciato le ragioni delle migliaia di occupanti che animano un movimento che nel caso romano ha dimensioni poderose, non sono mancati gli interventi che in sintesi hanno ricollocato le polemiche delle ultime ore in una lettura equilibrata (in basso potete leggere il comunicato del movimento). Al termine dell'assemblea è cominciata "l'accampata" che durera fino al corteo nazionale del #12A. Oggi alle ore 16.00 ci sara un'assemblea nazionale. Insomma ci sembra di capire che per i prossimi tre giorni Porta Pia sarà il teatro dell'iniziativa dei movimenti con cui tutti dentro e fuori dovranno fare i conti.

 

La violenza delle politiche di austerity non ferma i movimenti

 

I movimenti per il diritto all’abitare, contro la precarietà e l’austerity questa mattina sono entrati nella sede dei gruppi consiliari del Comune in via delle Vergini con l’obiettivo di tenere una conferenza stampa sugli sgomberi avvenuti nella giornata di ieri.

L’iniziativa si era decisa per denunciare la gestione repressiva delle forze dell’ordine che oltre a mettere uomini e donne per la strada aveva avuto caratteristiche coercitive forti, soprattutto nei confronti degli studenti e delle studentesse.

Le dichiarazioni del capogruppo del PD D’Ausilio, che attaccando le occupazioni preferisce chiudere gli occhi davanti ad un’emergenza abitativa galoppante, resa ancor più incontrollata dalle nuove disposizioni previste dall’art. 5 del decreto Lupi, denominato in modo fuorviante “piano casa”, dovevano essere oggetto della conferenza stampa che purtroppo non si è mai svolta.

L’atteggiamento del gruppo PD che ha deciso di barricarsi all’interno delle proprie stanze non ha sicuramente favorito la già difficile interlocuzione. Un modo di agire che non ha tenuto conto della rabbia accumulata nella giornata di ieri e della mediazione messa in campo dagli uscieri in servizio a via delle Vergini.

I movimenti intendono ribadire la necessità di interventi urgenti per affrontare precarietà diffusa ed emergenza abitativa e denunciano le politiche di austerity messe in campo dal governo, dalle amministrazioni locali, ricattate dagli obblighi di bilancio, e sostenute dagli apparati repressivi che vengono predisposti contro le legittime occupazioni di studenti, precari e senza casa.

Per più di un’ora siamo rimasti chiusi tra due cordoni di celere, subendo un’identificazione indiscriminata tra gli occhi attoniti di turisti e passanti che sono rimasti a filmare basiti la scena surreale.

La manifestazione di sabato12 aprile che doveva essere illustrata con la conferenza stampa vuole porre sotto assedio le risorse e le responsabilità del governo Renzi ostaggio dei diktat dell’UE. Non tenere conto del forte disagio dentro la crisi che viviamo ogni giorno e pensare di ridurre tutto ad una questione di ordine pubblico, rappresenta una scelta che non vuole prendere in considerazione la crescente rabbia con caratteristiche decisamente irrapresentabili.

Addossare ai movimenti responsabilità pesanti e additarli per poi chiederne la criminalizzazione è un modo decisamente poco responsabile, dentro una situazione dove le condizioni di vita di ognuno generano tensioni anche incontrollabili; tensioni che stamattina non hanno comunque dato luogo ad alcuna violenza nei confronti delle persone che si trovavano negli uffici che sono stati occupati.

Rilanciamo l’appuntamento di domani Mercoledì 9 con il corteo interno alla città universitaria alle ore 12 al piazzale della Minerva per proseguire con un’assemblea pubblica verso il 12 alle 14 al Pratone della Città Universitaria.

Quindi alle 17 si partirà in corteo verso Porta Pia da Piazzale Aldo Moro, per andare a gridare al Ministro Lupi che c’è solo una grande opera che ci piace: CASA REDDITO E DIGNITA’ X TUTT*

Movimenti sociali contro precarietà e austerity