Carcere e periferie
Il carcere è abitato dalla città di serie B.
In particolare dagli abitanti delle periferie, a Roma dette borgate.
C’è un legame quasi viscerale fra questi luoghi, troppo spesso dimenticati dal resto della società.
Lo stigma di essere una persona detenuta, come lo stigma di essere nato in borgata.
In carcere si vive male, si muore e ci si suicida molto di più rispetto al “fuori”, ci si ammala di più.
La funzione del carcere non è rieducare e reinserire, in Italia c’è un tasso di recidiva vicino al 70%, usciti dal carcere si è bollati, è ancora più difficile trovare un lavoro.
Allora cos’è il carcere oggi?
Che rapporto ha con quartieri come il Quarticciolo, Rebibbia, Tar Sapienza, San Basilio e Laurentino38?
Ne parliamo con chi il carcere l’ha vissuto e ha cercato di alzare la voce al suo interno, come i Detenuti Liberi di Regina Coeli, con chi dentro al penitenziario femminile di Rebibbia costruisce un progetto sportivo di calcio a 5, l’Atletico Diritti, e con Radio Ondarossa che dal 1977 da voce alle persone detenute e approfondisce il ruolo del carcere nella società.

