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Cinema a Roma, ancora sale all'asta

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A Roma stanno per essere messe all'asta quattro sale cinematografiche, tre in attività (Adriano, Ambassade ed Atlantic) e un'altra chiusa purtroppo da tempo (il Reale a Trastevere). Si tratta di esercizi che facevano parte del vecchio circuito Cechi Gori, poi rilevati da Massimo Ferrero e adesso messi all'incanto. Quali sono i motivi per cui a Roma, nonostante l'aumento dei biglietti venduti lo scorso anno, continuano ad essere chiuse sale cinematografiche. Mario, della CUB informazione, ci racconta quello che è accaduto nel corso degli anni in questo settore, fra assenza della politica, attività speculative, desertificazione dei centri storici e posti di lavoro messi a repentaglio.

Di seguito, il comunicato inviato dalla CUB relativo alla situazione del cinema Maestoso:

NON CANCELLATE LA MEMORIA E LA BELLEZZA!!
Il cinema Maestoso è un luogo particolare. In un quartiere devastato dalla speculazione edilizia è
stato –insieme al giardino di villa Lazzaroni- l’unico luogo di socializzazione e dove si poteva
sognare ad occhi aperti vedendo bei film.
Da più di un anno e mezzo le sale sono chiuse, nonostante la domanda di luoghi dove continuare
a vedere film senza dover fare chilometri e andare negli anonimi multi sale sparse in luoghi senza
qualità.
Tuscolano è invece un luogo in cui ancora si può godere della bellezza della città. Del resto, il
cinema Maestoso è stato progettato da Riccardo Morandi e rappresenta ancora oggi un
intelligente esempio di integrazione tra una piccola zona commerciale, il cinema e le residenze.
Una tipologia innovativa da mantenere come è stato di recente per il cinema America. Ma, mentre
all’atto della chiusura le rassicurazioni, sia della proprietà dell’immobile, sia delle Istituzioni,
facevano presagire tempi rapidi per la riapertura dell’esercizio cinematografico e la possibile
riassunzione dei lavoratori licenziati, nulla di tutto ciò sta accadendo: i lavori non risultano partiti,
né, malgrado le ripetute richieste, è stato possibile conoscere le ragioni dello stallo.
Nei giorni scorsi abbiamo apprezzato l’intervento della Soprintendenza di Archeologia e belle arti
nei riguardi della proprietà dell’immobile del Cinema America, così come la nuova legge su Cinema
e Audiovisivo che destina 120 milioni di euro per la riapertura delle sale cinematografiche, e,
proprio alla luce di tali avvenimenti, non riusciamo a comprendere l’assordante silenzio riguardo a
tutta la vicenda del Maestoso. Per la sensibilità dimostrata, chiediamo al Ministro Franceschini di
vincolare l’edificio del cinema Maestoso e di far continuare una storia meravigliosa che ha
caratterizzato il quartiere.
La grave situazione degli esercizi cinematografici a Roma, inoltre, evidenzia l’estrema necessità di
un progetto istituzionale che affronti il problema degli esercizi cinematografici a Roma: 48 gli
esercizi chiusi dal 2005 ad oggi e, ora, vengono messi all’asta i locali del cinema Reale, chiuso da
anni, l’Adriano, l’Ambassade, l’Atlantic, ultime sale sopravvissute dopo il passaggio di proprietà
dell’ex gruppo Cecchi Gori a Massimo Ferrero, a suo tempo osannato quale salvatore degli esercizi
cinematografici romani.
Come è emerso anche nel nostro ultimo convegno del 20 settembre 2018 sulla situazione delle sale
cinematografiche a Roma, senza la cabina di regia pubblica, che riunisca e indirizzi le varie forze
sociali del settore e del territorio, sarà impossibile superare l’attuale situazione di crisi e ridare
vigore e ruolo alla presenza degli esercizi cinematografici nel tessuto culturale della Città.
Ci auguriamo che il nostro appello non cada nel vuoto e, fin da ora, diamo la nostra disponibilità a
contribuire al confronto