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Turchia: nuovo atto di repressione della comunità LGBTIQA+

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In collegamento con il giornalista Murat Cinar, parliamo dell'enorme operazione repressiva che, nello scorso fine settimana, si è svolta nei confronti della comunità LGBTIQ+ in diverse città turche: Istanbul, Ankara, Izmir: la gendarmeria e la polizia hanno condotto interventi repressivi contro 162 persone, 13 attività commerciali e 9 tra associazioni e centri cultuali. Tra le persone fisiche coinvolte, ci sono anche giornaliste che avevano scritto articoli sulla repressione della comunità LGBTIQ+, in Turchia e all'estero. Grottesco, il titolo che è stato dato all'operazione, ovvero "La mia famiglia è al sicuro". Lunedì 14 e martedì 15 settembre, a Istanbul e in altre città del paese, ci sono state manifestazioni di piazza di solidarietà, violentemente represse dalla polizia, con 55 arresti. La postura omotransfobica è in grande crescita in Turchia, sia a livello istituzionale che nel discorso pubblico ufficiale. L'operazione dello scorso fine settimana rappresenta quindi solo l'atto finale di un percorso di criminalizzazione della comunità LGBTIQ+, avviato ormai molto tempo fa, che sembrerebbe finalizzato al lancio di iniziative legislative orientate a liquidare il movimento e a spingerlo nella clandestinità.