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12 aprile giornata di lotta - Documenti per tuttx - Repressione per nessunx

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A più voci mettiamo al centro le lotte delle persone immigrate in questo paese. La prossima mobilitazione è prevista per il 12 aprile. A Roma l'appuntamento è a piazza San Silvestro alle ore 10.

Di seguito l'appello che convoca la giornata di lotta:

Documenti per tutt*, repressione per nessun*!
Il 12 aprile scendiamo in piazza a Roma e in altre città d'Italia in contemporanea, per dire basta al ricatto dei documenti, agli abusi delle questure e al razzismo che viviamo ogni giorno!
Dopo un anno di pandemia, una sanatoria fallita e promesse di regolarizzazione non mantenute, migliaia di lavoratori e lavoratrici immigrati continuano a vivere appesi ad un permesso di soggiorno sempre più difficile da ottenere e sempre più facile da perdere.
Le richieste che portiamo in strada alle istituzioni sono molto chiare, tra cui:

- permesso di soggiorno incondizionato per tutt* non legato al contratto di lavoro
- accesso alla residenza
- accesso alla cittadinanza
- abolizione di tutti i decreti sicurezza
- fine degli abusi e dei lunghi termini nelle questure,
- azzeramento dei costi dei permessi
- chiusura dei centri di detenzione (CPR) e stop ai rimpatri
- permesso di soggiorno europeo

Il ricatto del documento non influisce soltanto sullo status giuridico e sulla libertà di movimento delle persone: è anche un enorme ostacolo all'accesso al lavoro, alla residenza, alla sanità e ai servizi in generale. Per questo la lotta per i documenti riguarda tutti e tutte noi, immigrati e italiani. Se ci sono persone sfruttate e discriminate perché senza un documento, siamo tutti e tutte più sfruttabili!

Vogliamo documenti per tutti*, e repressione per nessun*!
 

Padroni e mercanti d'armi contro i portuali del CALP

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La Digos ha perquisito le case di alcuni compagni del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova (CALP) su ordine della Procura. Vengono contestate ai lavoratori oltre che l’impegno in “Genova Antifascista”, con le lotte contro lo sdoganamento dei fascisti in città, la lotta contro il traffico d’armi all’interno del porto e dunque le mobilitazioni, i presidi e gli scioperi indetti contro le navi della flotta Bahri con cui si trasportano armi pesanti ed esplosivi per rifornire il regime Saudita nella guerra in Yemen. Parliamo diquesto vile attacco padronale con un compagno del CALP.

Patriarcato, repressione e dittatura in Turchia

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La Turchia è uscita dalla Convenzione di Istanbul, il primo trattato internazionale sulla prevenzione e la lotta contro la violenza di genere e la violenza domestica. Il presidente turco Erdogan ha annunciato il ritiro sabato 20 marzo, scatenando le proteste nel paese di migliaia di donne turche che sono scese in piazza in diverse città. Secondo i conservatori il provvedimento minerebbe l’unità familiare, incoraggiando il divorzio e dando spazio alla comunità Lgbtqi+ per essere maggiormente accettata nella società. Dunque la Turchia si ritira dalla Convenzione di Istanbul, reprime il dissenso interno con carcere e torture - è notizia di pochi giorni fa che Ozturk Turkdogan, presidente della Ihd, l’organizzazione per i diritti umani più importante della Mezzaluna, è stato arrestato dalla polizia - ; mette al bando i partiti di opposizione e ne incarcera gli appartenenti – pochi giorni fa la polizia turca ha arrestato una decina di persone, fra le quali tre funzionari di primo piano del Partito Democratico dei Popoli, culmine di un procedimento in atto da anni con l’obiettivo di cancellare il terzo partito per importanza in ambito parlamentare- ; massacra  i curdi,  ha ricevuto 6 miliardi dall’UE per torturare e segregare migranti per conto nostro. Di tutto questo parliamo questa mattina con il giornalista Murat Cinar.

Il femminicidio di Sarah Everard e le proteste contro la violenza patriarcale in UK

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Con Sabrina Provenzani - giornalista inviata in UK - parliamo del femminicidio di Sarah Everard, rapita e uccisa mentre tornava a casa da un poliziotto, che ha dato vita a numerose proteste di donne in tutto il paese contro la violenza patriarcale alcune delle quali violentemente represse. Il parlamento inglese proprio ora peraltro discute una legge che darà alla polizia ancor più potere nel reprimere il dissenso.

Processo alla solidarietà

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La scorsa settimana si è aperto il processo d’appello per un gruppo di eritrei accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (un "favoreggiamento" legato alla solidarietà diretta prestata: aver comprato biglietti del treno o del bus, aver offerto cibo o ospistalità) la cui prima udienza è stata convocata per il 10 marzo prossimo. Si tratta di una storia che ha una lunga genesi iniziata a Ponte Mammolo nel 2015 . Con avvocate e solidali, che hanno seguito tutto il procedimento di primo grado, entriamo nello specifico della genesi del processo e delle contestazioni riferite facendo il punto su quanto è stato e su quello che sarà.

 

A Roma continuano le mobilitazioni contro il carcere e in solidarietà con le persone detenute

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Con una compagna dell'assemblea "Parenti, amici e solidali delle persone detenute" inauguriamo un mese di approfondimenti per arrivare a un anno dall'inzio delle rivolte scoppiate nelle galere per ottenere la libertà e salvarsi dal contagio.
Questo primo collegamento ci racconta i prossimi appuntamenti di lotta in città.
 

Turchia: repressione di Erdogan su universitar* e comunità LGBTQI

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Decine di giovani sono stati fermati dalla polizia turca in diverse manifestazioni a Istanbul, nell'ambito delle proteste in corso da un mese contro la nomina a rettore della prestigiosa Università del Bosforo di un docente vicino al presidente. La retata è stata preceduta da quattro arresti di studenti del movimento LGBTQI avvenuti nel fine settimana scorso: due studenti della Boğaziçi finiti in carcere e altri due agli arresti domiciliari per "insulto ai valori religiosi" per un’opera d’arte che raffigura simboli arcobaleno LGBTQI accanto all’immagine di un sacro sito islamico.  Ne parliamo con il giornalista Murat Cinar.

Milano: perquisite le abitazioni di compagni e compagne

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Il 27 gennaio la Digos di Milano ha disturbato la pacata tranquillità di una manciata di compagni bussando con insistenza alle loro porte. Tra le vie del quartiere di Corvetto si sono intrufolati in tre appartamenti con la giustificazione di essere alla ricerca di esplosivi e armi - secondo l'articolo 41 Tulps. Mentre in Ticinese, alla ricerca di un compagno - che non hanno ancora trovato - , hanno disturbato la vita di un po' di appartamenti di compagni e non solo.
Le perquisizioni si sono concluse nell'arco di un'ora e hanno avuto esito negativo tranne una. Gli sbirri si sono portati via degli indumenti che dicono essere rilevanti per delle indagini relative al danneggiamento di un ufficio postale in zona Ortica.