Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !

La Turchia a pezzi

Data di trasmissione

Inflazione a tre cifre e giovani senza sogni. L’ultima carta dell’Akp, il partito del presidente Erdogan,sembra essere il veto opposto all'entrata nella Nato di Svezia e Finlandia, da utilizzare per riguadagnare slancio anche nei confronti dell'opinione pubblica interna. Ma fra crisi economica e pulsioni xenofobe la società turca sembra a pezzi. Con le elezioni in vista e il consenso ai minimi storici, il governo cerca un exit strategy pulita.

Ai nostri microfoni Murat Cinar, che su questi temi ha firmato un pezzo per il manifesto di questa mattina.

25 aprile: la lotta per l'autodeterminazione Yazida a Shengal

Data di trasmissione

Chiara Cruciati, giornalista de Il manifesto ci aggiorna sulla lotta per l'autodeterminazione teriitoriale degli Ezidi, la popolazione più colpita nel 2014 dall'Isis. Da allora dopo la liberazione delle unità curde Ypg e Ypj della popolaziona Ezida attaccata dall'Isis, tanto lavoro è stato fatto per l'autodifesa e l'autodeterminazione territoriale a Shengal. Applicare il Confederalismo democratico è stato possibile in questi anni perchè nessun esercito di nessun stato era presente nella zona visto che erano tutti scappati dopo l'arrivo dell'Isis. Oggi l'esercito iracheno di Baghdad vuole far tornare Shengal sotto il loro controllo, ma la popolazione Ezida resiste fortemente.

Gli equilibrismi della Turchia nella guerra Russia-Ucraina

Data di trasmissione
Con il giornalista Murat Cinar facciamo il punto sulla posizione della Turchia nel conflitto russo-ucraino. Membro NATO con importanti e forti legami economici e strategici sia con Mosca che con Kiev, Ankara sta affrontando la sfida dell'aggressione russa all'Ucraina con estrema prudenza, nel tentativo di minimizzare i rischi, ma anche sfruttare le possibili opportunità.

 

Afghanistan: le mire turche nella fase attuale

Data di trasmissione
Durata 26m 54s

La Turchia è entrata in Afghanistan sotto forma di missione militare sin dall’inizio dell’occupazione statunitense appoggiata dagli alleati della NATO: nell'attuale fase di "disingaggio" da parte delle potenze imperialiste la Turchia rimane ma per giocare un ruolo utile ai propri interessi espansionistici. Erdogan vuole un ruolo nel caos afghano. La Turchia può diventare il dominus di fatto dell’area, giocando sui vari conflitti che la affliggono? Ne parliamo con il giornalista Murat Cinar.

Turchia: uscita dalla Convenzione di Istanbul e utilizzo di bambini soldato in Siria

Data di trasmissione

Con Murat Cinar parliamo di due questioni relative alla Turchia:l 'uscita dalla Convenzione di Istanbul e l'accusa nei confronti della Mezzaluna da oarte del Dipartimento di Satato americano dell'utilizzo di bambini-soldato.

La Turchia è definitivamente fuori dalla Convenzione di Istanbul. Cento giorni dopo il decreto del presidente Recep Tayyip Erdogan, che aveva scatenato la rivolta delle donne e l'indignazione della comunità internazionale, l'uscita di Ankara dal trattato contro la violenza di genere entra in vigore. La Turchia diventa il primo Paese a ritirarsi dalla Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, che venne aperta alla firma nel 2011 nella sua città più rappresentativa e che fu la prima a ratificare l'anno successivo.

Il Dipartimento di Stato americano, pochi giorni fa, ha inserito la Mezzaluna nell’elenco dei paesi che sono implicati nell’utilizzo di soldati-bambini. In particolare si tratterebbe di adolescenti siriani, reclutati e inviati a combattere nella divisione Sultan Murat. Non è finita. Secondo Washington, la Turchia è sospettata di avere fatto lo stesso anche in Libia, Non si tratta, in Libia, di un fenomeno nuovo. Già nel 2018 e 2019, l’UNICEF aveva denunciato l’impiego di minori da parte di milizie legate a Tripoli per trasportare armi e rifornimenti e in alcuni casi per essere direttamente schierati al fronte, insieme con mercenari.

Diamo un calcio alla dittatura turca. Conferenza Stampa venerdì 11.6 h 10

Data di trasmissione

"Diamo un calcio alla dittatura turca"

Venerdì 11 Giugno CONFERENZA STAMPA h 10 -12 in  P.za Gentile da Fabriano

In occasione della partita inaugurale della Coppa Europea UEFA , Turchia-Italia,  giornata di solidarietà con i popoli curdo-mediorientali martoriati dal dittatore Erdogan, per la libertà,la pace e la democrazia in Turchia,Siria,Iraq e MediOriente.

Il prossimo 11 giugno allo stadio Olimpico, nel mentre la Turchia si appresta a competere con l'Italia mostrando il volto dello sport più amato dagli sportivi europei, l'altra faccia della medaglia mostra una Turchia sotto regime dittatoriale che segrega migliaia di oppositori tra cui centinaia di giornalisti,avvocati,scrittori,artisti, che mette fuori legge e arresta deputati HDP e sindaci curdi eletti, che detiene-tortura-uccide le minoranze etniche e bombarda-distrugge i loro  villaggi , che invade e occupa territori siriani e iracheni imponendo pulizia etnica,cacciando gli autoctoni e  sostituendo i profughi con orde jihadiste e fondamentaliste.

Vogliamo sperare che anche di questo si accenni e si approfondisca mentre si scrive e si parla dell'evento sportivo che inaugura il campionato UEFA.

I rappresentanti e i sostenitori dei diritti del popolo curdo sono qui a ricordarlo in nome dell'universalità dei diritti umani, e del messaggio di pace e democrazia che il movimento curdo sotto la guida lungimirante di Ocalan - il Mandela del Medio Oriente - propone a tutti i popoli che combattono le dittature.

Sedat Peker, una vita al limite

Data di trasmissione

La settimana scorsa la procura di Ankara ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Sedat Peker, un boss mafioso turco che dal suo esilio nel Golfo Persico posta ormai da diversi mesi una serie di video, divenuti popolarissimi, in cui svela una serie di rivelazioni in merito a episodi di corruzione e malversazione che vedono come protagonisti esponenti di primo piano del regime di Erdogan, in primis il potentissimo ministro dell'interno Suleyman Soylu, contro cui si concentrano gli strali del latitante.

In esilio da oltre un anno, prima nei Balcani e poi nel Golfo Persico, passando per il Marocco, Sedat Peker è un ultranazionalista che ha ampiamente collaborato con l'attuale amministrazione turca, prima di cadere in disgrazia per ragioni non ancora chiarito. Conosce bene dunque quali sono le vere fondamenta del potere di Erdogan e della sua cricca.

Abbiamo chiesto al giornalista turco Murat Cinar di raccontarci le vita e le gesta di questo personaggio che sta tenendo con il fiato sospeso un intero paese.

L'ipocrisia del "sofa-gate" e la vera natura dei rapporti fra Europa e Turchia

Data di trasmissione

Il "sofa-gate" - le due sole sedie cioè riservate ad Erdogan e Michel, con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen costretta a sedersi su un divano a latere, ha mostrato chiaramente come tematiche simboliche in seno all'Europa finiscano strumentalmente per sovvertire l'ordine gerarchico dei discorsi che davvero contano. Il vertice di Ankara serviva ad Unione Europea e Turchia per riprendere il dialogo su alcuni dossier vitali per l'agenda politica internazionale, tra cui la gestione dei rifugiati siriani Proprio in questo senso, dopo i 6 miliardi di euro già elargiti con l'accordo del 2016 da Bruxelles per la blindatura dei confini tra Grecia e Turchia, entrambe le parti in causa caldeggiano un rinnovo dei finanziamenti. Ne parliamo con il giornalista Murat Cinar con cui ci aggiorniamo anche sugli sviluppi delle rivolte universitarie di Bogazici e sulle condizioni carcerarie dei detenuti politici in Turchia.