Perchè hanno ucciso la femminista Yanar Mohammed
Con la regista e giornalista Benedetta Argentieri parliamo della figura di Yanar Mohammed, uccisa il 2 marzo scorso, non appena le bombe hanno iniziato a cadere su Baghdad e un’altra guerra è scoppiata nella regione. I suoi nemici, uomini incappucciati su una moto, hanno colto subito l’opportunità, uccidendola davanti casa sua. Secondo OWFI (Organizzazione per la Libertà delle Donne in Iraq ), alle 9 del mattino ora locale, due uomini mascherati su una moto l’aspettavano davanti a casa sua. Non appena è scesa, hanno aperto il fuoco, lasciandola sanguinante sul marciapiede. In ospedale, i medici hanno cercato di salvarla, ma era troppo tardi. Aveva 65 anni, la maggior parte della sua vita trascorsa ad aiutare altre donne. I suoi assassini hanno scelto il momento deliberatamente, scommettendo che la guerra avrebbe inghiottito la notizia, che il caos li avrebbe protetti, che nessuna si sarebbe preoccupata. Si sbagliavano. Le forze che hanno cercato di metterla a tacere – milizie, occupazione, patriarcato – sono ancora all’opera. La sua morte non è un evento secondario rispetto a questo momento storico. Ne è parte.
Bendetta Argentieri ha raccontato la figura dell'irachena Yanar Mohammed nel suo bullismo film I'm the Revolution disponibile su Raiplay.
Qui anche un suo articolo --> https://www.osservatorioafghanistan.org/notizie-2026/in-memoria-di-yana…

