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È fernuta ‘a zezzenella: chiacchiere resistenti per costruire dalle macerie. (Chile)

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"É fernuta a zezzenella" nel gergo contadino campano significa che è finito il periodo di mungitura delle vacche, che non c'è più latte da prendere, che le mucche sono allo stremo. Nella parlata comune questa frase si traduce con "è finita la pacchia", é finito il divertimento.

Ma per chi? Per il padre padrone, per il colonizzatore bianco, per il capitalista: che altro volete prendervi? Ci rimane solo la vita.

É da quello slancio vitale che resiste tra le macerie di una catastrofe permanente che vogliamo ripartire, da quella forza potente e ancestrale che da millenni continua a far girare il mondo, nonostante l'impegno dei noti maschietti, ricchissimi e capricciosi, nel trasformare la realtà in distopia.

Ne parliamo il mercoledì mattina dalle 10:30 ogni due settimane con le amiche di ecologia politica e Claudia T., facendo partire i nostri discorsi dalle testimonianze dell3 compagn3 che vivono e lottano nel Sud Globale, con le quali abbiamo avuto la fortuna di incrociare le strade É fernuta a zezzenella oi' Ci trovate sugli 87.9 fm Perchè sta musica adda cangià. 

In questa puntata ci spostiamo in Chile, in particolare in Patagonia, per raccontare le due facce dell’estrattivismo contemporaneo: l’industria del salmone e la mineraria. Due modelli diversi, ma basati sulla stessa logica coloniale: sfruttamento intensivo dei territori, contaminazione di acque e terre, precarizzazione delle comunità locali e concentrazione dei profitti nelle mani di multinazionali e capitali globali. Attraverso voci dal territorio, analizziamo come allevamenti industriali e miniere trasformino la Patagonia in una zona di sacrificio, smascherando la retorica dello “sviluppo” e mettendo al centro le pratiche di resistenza, autodeterminazione e difesa dei territori.