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Fiat

Mirafiori: referendum beffa 13 e 14 gennaio

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Il referendum sull'accordo per il rilancio dello stabilimento Fiat di Mirafiori si svolgerà il 13 ed il 14 gennaio. Le urne saranno aperte infatti dall'ultimo turno di lavoro del 13 gennaio e si chiuderanno alla fine del secondo turno del 14 gennaio. Il referendum per lo stabilimento Fiat di Mirafiori che riguarderà circa 5.800 lavoratori in realtà si svolge in condizioni assurde tanto da potersi definire illegittimo, perché si chiede ai lavoratori di rinunciare ai diritti. L'azienda, quando la newco andrà a regime nel 2012,escluderà le rappresentanze sindacali che continueranno a rifiutare l'accordo, chiederà 18 turni di lavoro nell’impianto (da 17, a fronte di una maggiorazione salariale). L’accordo prevede inoltre 120 ore di straordinario all’anno obbligatorie, cancella le pause previste sulle linee di montaggio, porta a fine turno la pausa mensa, per utilizzare così la mezz’ora di mensa anche con straordinari per recuperi produttivi ogni qual volta l’azienda ne avrà bisogno.

 

 

Collegamento, con 2 portavoce dei comitati del NO.

 

Il primo audio ha una durata di 24'50", il secondo audio (relativo all'annuncio delle date del referendum della scorsa settimana), ha una durata di 5'04".

Fiat. Continua il ricatto di Marchionne, complici i sindacati, su Pomigliano e Mirafiori

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Stretta Fiat, l'amministratore delegato Sergio Marchionne vuole dare applicazione al ricatto ordito da tempo contro gli stabilimenti del Lingotto. Oggi in prima pagina c'è Pomigliano in discussione e progettazione tra Fiat e sindacati, ma la questione chiama in causa anche Mirafiori.

Scioperi FIAT

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Sciopero a catena ieri negli stabilimenti fiat da Melfi a Pomigliano d'arco per rispondere alla repressione aziendale, respingere i licenziamenti di Melfi e Torino, chiedere il ritiro dei licenziamenti e le ripresa delle trattative sul salario. Il messaggio è chiaro : la fiat deve guardarsi dall'applicare contratti schiavistici e dall' utilizzare i licenziamenti come ricatto.

Ascolta la corrispondenza con Mimmo dei COBAS di Pomigliano d'Arco, presente alla mobilitazione di Melfi.

 

Assemblea dell'Autonomia romana sulla Fiat

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Registrazione dell'assemblea romana dell'autonomia operaia che si è svolta nel 1980 sulla Fiat dopo la marcia dei 40mila. Apre Vincenzo Miliucci accusando PCI e sindacato di volere il si agli accordi della FIAT dagli studenti medi dove stanno facendo assemblee. Vanno a dire che non ci sono stati i licenziamenti collettivi ma quelli politici si, quelli individuali si. Soprattutto gli ultimi 61 licenziati. 

Dal 30 ottobre al 2 novembre Il Manifesto convoca a Milano un'assemblea operaia dopo la sconfitta che ha chiuso un periodo di lotte iniziate nel '68-69. L'appello di Vincenzo è quello di non farsi prendere dallo sconforto ma di continuare la lotta e sostenere quei compagni che sono stati licenziati e che dopo tanti anni devono tornare al sud. 

Segue intervento di Vito che parla anche della nazionalizzazione della SIP contro gli appalti. 

Intervento di un compagno che chiede una linea di intervento politico per non creare spaccature. 

Chiude la compagna Graziella del Policlinico, ricordando la scadenza di domenica al Teatro tenda con Dario Fo sul processo di appello per tre compagni del Policlinico. 

1979 Assemblea nazionale dell’Autonomia Operaia a Torino per i 61 licenziamenti Fiat

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Il 9 ottobre 1979 furono consegnate a 61 dipendenti Fiat lettere di licenziamento con motivazioni generiche e uguali per tutti. Molti definiranno questa operazione come un ‘7 aprile’ in fabbrica. Tra i 61 c’era tutta la varietà di quella che fu la sinistra extraparlamentare degli anni 70. Il sindacato (FLM) offrì, previa la sottoscrizione di una dichiarazione contro la violenza, il servizio del collegio dei suoi avvocati. La maggioranza dei 61 scelse questa via, altri, una decina, contestarono il provvedimento ricorrendo senza il patrocinio sindacale.

  • Introduzione con operaio della Fiat Rivalta licenziato 0:00
  • Roberto dei Collettivi Politici Veneti 32:35
  • Policlinico di Roma 53:07
  • Operaio di Milano 1:01:33
  • Claudio dell’Iret di Trento 1:15:01
  • Coordinamento Operaio di Sesto San Giovanni 1:24:26
  • Collettivo Operaio Fiat 1:34:31
  • Attilio, uno dei 10 licenziati che hanno istituito un collegio di difesa alternativo a quello sindacale 1:50:17
  • Operaio Alfa Romeo 2:10:12
  • Collettivi Autonomi di Napoli 2:14:37
  • Fabrizio del Centro Operaio Romano 2:37:52
  • Gianni della Bassa Padovana 2:45:51
  • Fulvio operaio Fiat Avio 2:56:45
  • Operaio Breda – Coordinamento Operaio di Sesto San Giovanni 3:03:43
  • Angelo del Comitato Operaio di Padova 3:09:09
  • Comitato 7 Aprile (Padova) 3:19:06
  • Giuseppe Fabrizio del Collettivo Siemens 3:22:17
  • Collettivo Politico Catanese per il Potere Operaio 3:43:03
  • Michele della Fiat Mirafiori 3:50:44
  • Comunicato dei Comitati Autonomi Operai di via Volsci sugli arresti di Pifano, Nieri e Baumgartner 4:05:00
  • Mozioni 4:17:23

A fine assemblea fu votato un documento sottoscritto anche da Radio Ondariossa

Compagni,

l’attacco condotto con i licenziamenti alla FIAT rappresenta la continuazione fin dentro la composizione di classe, dell’attacco complessivo che Stato e impresa stanno conducendo contro tutta la rete organizzata, politica e sociale, che ha condotto l’ultimo ciclo di lotte.

I diecimila nuovi assunti alla FIAT hanno destabilizzato, in questi ultimi due anni, il progetto capitalistico cli tregua sociale e di rilancio della produttività.

L’obbiettivo è di bloccare le stesse basi di riproduzione dell’operaio sociale dentro la grande fabbrica, isolando e colpendo quella che si è manifestata come progettualità comunista, irriducibile antagonismo allo Stato e all’organizzazione del capitale.

Ridotto il peso, politico e sociale, della figura dell’operaio massa attraverso la ristrutturazione, strisciante ed aperta, condotta con la piena responsabilità di Sindacato e PCI, Stato e capitale vogliono oggi riprendere il controllo su quella che si è manifestata come la composizione antagonista, intersezione di operaio di fabbrica, operaio dei servizi, precariato e disoccupati.

I licenziamenti alla FIAT sono la logica continuazione dell’operazione partita il 7 aprile, il cui obbiettivo è la ridefinizione del rapporto di forza, politico, tra movimento autonomo di classe e Stato e capitale.

Il PCI e il sindacato hanno la responsabilità piena di questo attacco condotto contro 1e avanguardie comuniste e la nuova composizione di classe. La loro impotenza a garantire il controllo e la pace sociale, il fallimento della politica del compromesso storico, della linea dei sacrifici, nei confronti di questi proletari sono all’origine della loro protervia repressiva, del loro farsi Stato.

Con questo attacco lo Stato tenta di rimettersi in linea con i livelli di repressione europea, ricercando una pace sociale che elimini gli elementi di squilibrio prodotti dalle lotte operaie e proletarie sui livelli di profitto e sugli stessi livelli di spesa dello Stato.

Compagni,

se lo scontro è politico, la risposta non può limitarsi alla semplice “solidarietà” ai licenziati.

Il problema va assunto nell’interezza del programma comunista, fatto di iniziative militanti, di diffusione dell’illegalità di massa capaci nel concreto di modificare i rapporti di forza, disarticolando nella sua interezza il comando capitalistico.

Và rotto l’accerchiamento politico-militare sviluppatosi con l’operazione 7 Aprile, i cui sviluppi si sono avuti con la montatura poliziesca-repressiva contro i compagni dei C.A.O. di lotta.

Nessuno si illuda, il capitale e il sistema dei partiti, il sindacato, hanno registrato nell’autonomia operaia, e soprattutto nella continuità di organizzazione comunista o di contropotere proletario, il loro mortale nemico.

Rompere l’accerchiamento contando soprattutto sulle proprie forze è un compito per tutte le forze del movimento comunista organizzato dell’autonomia operaia. Nessuna tregua sociale neanche su un solo aspetto della nostra pratica e del nostro patrimonio di lotta, nessuna mediazione se non da posizioni di forza e con discriminanti precise.

Riprendere le lotte sul salario sociale, contro la produttività e il comando di fabbrica· e sociale, sui prezzi, sulla riappropriazione del reddito.

Riprendere l’illegalità di massa e gli spazi politici comprese le manifestazioni nelle piazze.

I compagni indicono una giornata di lotta e mobilitazione autonoma nazionale il 16 novembre, in coincidenza con il processo ai licenziati della FIAT.

LIBERTA’ PER I COMPAGNI DEL 7 APRILE.

LIBERTA’ PER I COMPAGNI DANIELE, GIORGIO E LUCIANO.

LIBERTA’ PER TUTTI I PRIGIONIERI COMUNISTI E I PROLETARI CHIUSI NEI LAGER DI STATO.

Torino, 10 Novembre 1979.

ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’AUTONOMIA

OPERAIA ORGANIZZATA

MOZIONE DELL’ASSEMBLEA DEL MOVIMENTO AUTONOMO DI CLASSE TENUTASI A TORINO IL 10 NOVEMBRE 1979 E CONVOCATA DAI COLLETTIVI OPERAI FIAT.

HANNO ADERITO: COLLETTIVI POLITICI VENETI PER IL POTERE OPERAIO, COLLETTIVI POLITICI DI MILANO, COLLETTIVI AUTONOMI DI NAPOLI, COLLETTIVO POLITICO CATANESE PER IL POTERE OPERAIO, COMITATI AUTONOMI OPERAI DI ROMA, COMITATO COMUNISTA DI UNITA’ DI LOTTA, COORDINAMENTO ORGANISMI AUTONOMI DI VARESE-COMO, LOTTA CONTINUA PER IL COMUNISMO DI MII.ANO, CENTRO DI INIZIATIVA COMUNISTA VENETO.

RADIO: SHERWOOD DEL VENETO, BLACK OUT, ONDA ROSSA, CENTRO DI COMUNICAZIONE COMUNISTA VENETO.

RIVISTE: AUTONOMIA, SOVVERSIVO, VOGLIAMO TUTTO, VOLSCI, ROSSO, ROSSO DI SERA.