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Indecorose e libere - Assemblea cittadina 23 Marzo

Data di trasmissione
Durata 2m 57s


 

In questi ultimi mesi ci siamo riprese i nostri spazi, le piazze e la parola nel dibattito pubblico; abbiamo urlato il nostro dissenso verso le politiche razziste e securitarie che strumentalizzano i nostri corpi; abbiamo ribadito con forza che la nostra sicurezza non è garantita dai militari nelle strade o dalle telecamere; abbiamo denunciato questo governo per le politiche familiste eterosessiste e discriminatorie portate avanti negli ultimi anni; abbiamo espresso la voglia di parlarci e discutere, rivendicare autodeterminazione per tutte, libertà di scelta per tutte, un nuovo modello di welfare che si basi sui reali e pressanti bisogni delle donne.
 
C'è bisogno di forti prese di parola su temi come il lavoro, i servizi, la mercificazione e la violenza fisica, politica e culturale che le donne subiscono ogni giorno.
 
L'assemblea di mercoledì sarà l'occasione per aprire uno spazio di discussione, dibattito e ripresa di parola e di azione delle donne, come abbiamo fatto nelle strade e nelle piazze, il 13 febbraio a Montecitorio e l'8 marzo con il Corteo Notturno. In queste giornate abbiamo riaperto uno spazio di discussione necessario nella nostra città e nel nostro paese, che  si contrapponeva alle rapide strumentalizzazioni favorite da ogni parte politica su stupri e violenze sulle donne, questioni che riguardano noi e sulle quali vogliamo esprimerci noi, per prime!
 
Autodeterminarci coinvolge tutte. Tutte e tante.
Stanche di essere sempre indisposte e mai soddisfatte, lottiamo tutto l'anno!! :)
 

 

Siete tutte e tutti invitat* a partecipare all'
ASSEMBLEA CITTADINA 
MERCOLEDì 23 MARZO 
AULA I, FACOLTA' DI LETTERE
UNIVERSITA' SAPIENZA
ORE 17.30
 
per portare nuove riflessioni sul percorso, nuovi desideri da realizzare, per rivendicare libertà di scelta e autodeterminazione per tutte, per reclamare nuovi diritti e welfare, per boicottare la paura e le parate bipartisan.
 
PERCHE' LA VIOLENZA SULLE DONNE NON E' UN PROBLEMA DI ETNIA, MA UNA QUESTIONE CULTURALE E POLITICA!