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APPELLO ALLA SOLIDARIETA’ PER I LAVORATORI GFE IN SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE

Data di trasmissione
Durata 7m 56s

Dal 18 Aprile 2011 nove lavoratori hanno iniziato lo sciopero della fame e della sete. Si tratta delle estreme  conseguenze  della  lotta  iniziata  da  quasi  duecento  lavoratori  della  cooperativa  GFE facchinaggio  di  Campegine  (Reggio  Emilia),  per  denunciare  la  condizione  in  cui  si  trovano  dal novembre 2010, licenziati dalla cooperativa poiché erano riusciti a ottenere che si applicassero le condizioni previste dal contratto nazionale di lavoro.

La  questione  ha  preso  forma  nel  luglio  scorso  quando,  dopo  la  firma  dell’accordo  sindacale  che prevedeva  l’applicazione  del  contratto  nazionale  in  GFE,  l’impresa  Snatt,  presso  cui  lavoravano, aveva manifestato la volontà di rescindere il contratto di appalto con la cooperativa GFE in favore di altri subappaltatori, lamentando un aumento dei costi non sostenibile.
I  lavoratori  sono  stati  informati  del  licenziamento  dalla  cooperativa  tramite  un  sms  che comunicava: “Informiamo tutti i soci GFE che non siamo più fornitori di Snatt…”  Scoprendo  poi  che  Snatt  aveva  riassegnato  l’appalto  ex  GFE  a  due  nuove  cooperative  nate  in concomitanza con la chiusura di GFE stessa: Emilux e Locos Job, in cui infatti sono confluiti parte
dei 500 soci lavoratori di GFE che hanno accettato minori tutele contrattuali.

Circa  200  lavoratori  si  sono  opposti  a  questo  trasferimento  rimanendo  senza  lavoro;  da  allora hanno  lottato  con  manifestazioni  e  presidi,  fino  ad  arrivare  a  questi  giorni  e  alla  proclamazione dello sciopero della fame e della sete.
Questa estrema forma di lotta è la conseguenza dell’ennesimo rinvio dal tribunale a cui si erano rivolti per riottenere il lavoro e i diritti che spettano loro, e della condizione economica che le loro famiglie  stanno  vivendo  a  causa  dei  licenziamenti  e  dal  mantenimento  del  presidio  permanente dal novembre 2010.