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Corteo e irruzione al porto contro le navi lager a Palermo.

Data di trasmissione
Durata 16m 47s


Ieri pomeriggio circa duecento antirazzisti palermitani si sono dati appuntamento davanti il porto per protestare contro l'atteggiamento del governo nei confronti degli oltre settecento migranti che sono stati trasferiti da Lampedusa a Palermo. Il trasferimento dei migranti è avvenuto su tre navi che sono poi diventate delle carceri per gli occupanti; le navi, infatti, non si sono mosse dal porto di Palermo, fungendo solo da lager galleggianti in attesa dei rimpatri. Intorno alle cinque del pomeriggio i presidianti hanno saputo che le navi erano state allontanate dal porto e non erano visibili dalle banchine, poi è arrivata notizia che una delle galere gallegianti era partita alla volta di Cagliari per trasferire in Sardegna alcuni dei prigionieri.

Il presidio si è trasformato in un corteo non autorizzato che ha paralizzato il traffico in via Crispi, raggiungendo la via Dei Cantieri fino ai cancelli della Fincantieri per avvicinarsi il più possibile alle banchine dove sono ormeggiate le navi con i migranti. Altro presidio di fronte i cancelli serrati dei cantieri navali e poi nuovamente corteo selvaggio alla volta dell'ingresso centrale del porto: il corteo è riuscito a forzare l'ingresso del porto presidiato dalle forze dell'ordine continuando così a manifestare sul molo principale.

Di fronte all'insopportabile ferocia di un dispositivo di governance colpevole di aver condotto alla disperazione gli oltre mille migranti protagonisti della rivolta di Lampedusa, di averla quindi ferocemente repressa e fatta oggetto di una capziosa deformazione mediatica volta a criminalizzare la giusta rabbia di chi viene imprigionato senza ragione ed infine di ricorrere a metodi di reclusivi brutali e grotteschi. Di fronte a tutto, ciò gli antirazzisti palermitani hanno dunque tentato, riuscendoci, di violare il severissimo dispositivo di difesa poliziesca dei moli. Il corteo dopo aver lambito diversi degli accessi al porto (con un lungo rumoroso assedio agli accessi di fincantieri) ha forzato uno degli ingressi principali cogliendo di sorpresa i reparti di celere schierati a difesa delle navi-lager. Una volta entrato il corteo si è mosso avvicinandosi il più possibile alle prigioni galleggianti tentando di esprimere tutta la solidarietà e l'ammirazione per chi, di fronte ed alle angherie di una fortezza-europa sempre più pronta a recludere ed a massacrare chi non ritiene sufficientemente profittevole, ha preferito lottare.

Il corteo si è infine sciolto intorno alle venti lanciando un altro appuntamento per domani pomeriggio.