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La Parentesi di Elisabetta del 17/12/2014 "Inventarsi la giornata"

Data di trasmissione
“Inventarsi la giornata”

  Immagine rimossa.Il capitalismo nella sua essenza autoespansiva ha la necessità di distruggere le economie di autosussistenza e marginali.

La distruzione delle economie di sussistenza comporta le “guerre umanitarie”, maniera elegante per giustificare il furto delle materie prime dei paesi del terzo mondo e la strumentalizzazione del tema dei diritti civili e in particolare di quelli delle donne perché con questa scusa vengono scatenate in quegli sfortunati paesi guerre interetniche e religiose che mandano al potere governi obbedienti ed asserviti all’occidente, quasi sempre integralisti e fondamentalisti con l’affossamento dei tentativi di costruzione di società che rivendicano laicità ed indipendenza.

La distruzione dell’economia marginale, invece, viene attuata soprattutto  nei paesi a capitalismo avanzato e qui da noi si manifesta con la criminalizzazione dei lavori di risulta che servono alla sopravvivenza materiale e immediata di persone e famiglie.

Naturalmente con “nobili motivazioni” .

I parcheggiatori abusivi sarebbero violenti e vengono equiparati a quelli che chiedono il pizzo, ma, guarda caso, vengono sostituiti con società che sono “autorizzate” a gestire i parcheggi e che, a loro volta, magari, fanno parte di filiere che si occupano dei campi più disparati. I bagarini, che non si sa che danno possano fare, vengono denunciati, multati e i loro biglietti sequestrati. Lo spettatore, però, non ha nessun vantaggio, anzi non può più comprare un biglietto all’ultimo momento, bensì ha l’aggravio del costo del diritto di prevendita che viene d’autorità incluso nel biglietto stesso.

Poi ci sono i così detti venditori abusivi che non sono altro che povera gente che cerca di sbarcare il lunario mettendosi ai margini dei mercati e che sono oggetto di veri e propri raid con sequestro della mercanzia, con scene di disperato dolore che sfociano qualche volta nel suicidio anche con modalità forti come il darsi fuoco.

Queste situazioni sono molteplici e si trovano negli ambiti più disparati, ma il tratto che le unifica è la necessità, non la scelta, di mettere insieme il pranzo con la cena e magari di mangiare almeno una volta al giorno.

La lettura della società divisa in classi è espulsa dal linguaggio e dall’immaginario. La povertà è una colpa dovuta a incapacità, indolenza, indole indocile e asociale.

E l’umana pietà è stata asfaltata in nome della logica del profitto.

I lavavetri sono letti come assillanti scansafatiche, chi chiede l’elemosina come partecipe di fantomatici racket malavitosi con quantità di denaro nascoste sotto il materasso, i Rom come ladri, asociali, sfruttatori di bambini. Ma pensate veramente che a qualcuno/a faccia piacere andare in giro tutto il giorno con la pioggia e con il sole a prendersi gli insulti della gente?

Gli africani/e, scappati/e dai loro paesi, dove la piccola proprietà agricola è stata smantellata dalla rapacità delle multinazionali occidentali, dove le bidonvilles delle città si sono ingrandite a dismisura per la fuga da campagne ormai incoltivabili, approdano da noi nella speranza di trovare occasioni per sopravvivere e magari per aiutare la famiglia, anche perché abbiamo fatto loro credere che siamo paesi felici, buoni e ricchi. E, invece, trovano rastrellamenti, detenzione amministrativa, rimpatri forzati e guerra fra poveri.

Ma in un crescendo, non rossiniano, ma osceno e violento, si dà una vera e propria  caccia ai falsi invalidi o a chi continua a riscuotere la pensione della nonna morta, come se ci fosse qualcuno che non preferirebbe un vero lavoro al vivere di espedienti.

Ma, guarda un po’, la maggior parte di questi casi si trovano al sud, come se questo fosse dovuto ad una caratteristica propria della gente meridionale. Si introduce, così, oltre alla condanna sociale anche un forte connotato di razzismo e si dimentica che tutto ciò è legato al ritardo economico di quelle aree geografiche nato in concomitanza con l’unità d’Italia che ha ridotto e trattato quei luoghi come colonie interne.

E allora? Una volta smascherati e tolto il sussidio dell’invalidità civile, di cosa campano?

Andranno a ingrossare la schiera di quelli/e che non hanno casa, che sono costretti a vivere nelle roulotte, nei campi di accoglienza che tanto accoglienti non sono?

Le economie marginali vengono perseguitate come vere e proprie forme delinquenziali e il neoliberismo instaura business sugli emarginati attraverso onlus e ong, associazioni e centri studi…… perché tutto viene perseguito, inglobato, controllato e messo a profitto. Ma i veri delinquenti sono quelli che dirottano le ricchezze del paese, che pure ci sono, verso gli apparati industriali-militari…..le forze di sicurezza…. le missioni all’estero ….. il mantenimento delle truppe americane nascoste dietro la sigla Nato….

Il neoliberismo è metabolismo sociale e si è infilato in ogni anfratto della vita…..ha destrutturato la capacità di indignarsi…attraverso il linguaggio politicamente corretto, legalista e violento dei sindaci del Pd che hanno la responsabilità maggiore nell’ aver introdotto la cultura poliziesca del sociale. La maggior parte della gente non si domanda più perché tante/i si rifugiano nelle stazioni, dormono negli aeroporti o negli ospedali, non si chiede perché, vuole soltanto non vedere, non essere disturbata da questa umanità dolente e non si rende conto che il crinale che divide emarginati e cittadini/e legittimi/e si assottiglia sempre più.

Solidarietà affettuosa e partecipe alle povere e ai poveri, a chi è costretto a sfidare tutti i giorni la miseria e ad inventarsi la giornata.

 

http://coordinamenta.noblogs.org/post/2014/12/18/la-parentesi-di-elisabetta-del-17122014/