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Morte di un anarchico- Francesco Mastrogiovanni

Data di trasmissione
Durata 53m 52s

 Francesco Mastrogiovanni ucciso dallo Stato in regime di ricovero coatto presso l'Ospedale San Luca di Vallo della Lucania

(Salerno) lo scorso 4 agosto 2009.

La storia giudiziaria di Francesco comincia nel 1972. Giovanni Marini stava indagando

sulla misteriosa morte dei coraggiosi cinque anarchici 'della baracca' avvenuta nei pressi

della tenuta di Valerio Junio Borghese il 26 settembre 1970 e mai spiegata a oggi.

L’incontro con un gruppo di missini scatena una rissa – Carlo Falvella muore poco dopo,

Giovanni Marini, pur avendo agito in legittima difesa, viene condannato a 14 anni di

reclusione, Francesco, dopo un anno scontato in diverse carceri, inizia un lungo percorso

di processi, intimidazioni fasciste, ricoveri coatti fino all'isolamento e alla morte.

Il 5 ottobre '99, per un banale litigio con un carabiniere, Franco è condannato a tre anni

di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, malgrado la testimonianza in

suo favore di sei persone. Assolto in appello, ma segnato come 'pericoloso anarchico',

distrutto dai maltrattamenti subiti in caserma, piantonato mattina e sera, Franco subisce

per ordine del Comune di Pollica il primo T.S.O. nel 2002 per motivi tuttora da chiarire.

Il 1 agosto 2009 è di nuovo il Comune di Pollica, nella persona del Sindaco Angelo

Vassallo, a ordinare senza prove né denunce il TSO che lo porterà alla morte. L'atroce

supplizio vissuto da Francesco, più di tre giorni senza cibo né acqua, è stato ripreso dalle

telecamere del reparto e nel corso del dibattito ne sarà proiettato un breve estratto.

Il processo iniziato lo scorso 28 giugno presso il Tribunale di Vallo della Lucania vede 18

imputati per sequestro di persona, delitto doloso in concorso, negligenza, imperizia e

imprudenza, falso in cartelle cliniche e tentato occultamento di prove. Suscita profonda

preoccupazione in tutti noi il passaggio d’ufficio del ‘caso Mastrogiovanni’ allo stesso PM

che nel 1999 ottenne una detenzione ingiusta per Franco. Il Comitato e i compagni

anarchici ribadiscono con forza la richiesta di approfondire le circostanze e le motivazioni

che hanno portato al TSO che ha poi causato la morte di Franco e auspicano che

l’imminente processo abbia tempi brevi, stante l’inoppugnabile prova video che attesta i