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Argentina: imponenti mobilitazioni e proteste contro le politiche del governo Macrì

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Approfondimento sulle proteste in corso in Argentina contro il governo Macrì con Tomas, compagno e giornalista di Buenos Aires.

 

Parliamo delle ragioni delle proteste, della gestione del governo Macrì, delle implicazioni del governo in sporchi affari finanziari e corruzione.

 

Mercoledì 20 dicembre il Parlamento Argentino ha approvato oggi la contestatissima riforma delle pensioni con 128 favorevoli e 116 contrari. Voluta dal governo del presidente conservatore Mauricio Macri che non ha la maggioranza assoluta al Congresso, è stata però votata anche da una parte dell’opposizione peronista.

Fin da giovedì scorso manifestazioni e scontri con la polizia avevano accompagnato il dibattito parlamentare fino allo sciopero generale di lunedi quando le proteste erano arrivati fino in Plaza del Congreso nella capitale Buenos Aires e in decine di altre città si erano svolte mobilitazioni imponenti, soffocate con violenza dalla polizia. Oltre 80 gli arresti in una settimana.

Sono stati documentati numerosi episodi di abusi e violenze poliziesche, come il video di una motocicletta della polizia militare che schiaccia un manifestante fermo a terra o le immagini di alcuni agenti provocatori infiltrati nei cortei.

Dopo aver represso violentemente la piazza, il Governo si appresta ora a votare un altre due riforme strettamente connesse a quella del sistema previdenziale: la riforma del mercato del lavoro e del sistema contributivo in senso ultraliberaista come indicato dal Fondo Monetario Internazionale.