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Quindicesimo giorno di mobilitazione per lavoratori e lavoratrici dei treni notturni

Continua la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici della ex wagon-lits, quindicesimo giorno di occupazione della palazzina di trenitalia sulla via prenestina mentre si avvicina la data in cui è previsto il licenziamento per oltre ottocento persone.

Ieri sera occupati i binari della stazione termini, oggi presidio di fronte alla sede di trenitalia a piazza della croce rossa mentre il tavolo delle trattative sembra essere saltato per l'ennesima volta.

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NO TAV- Riassunto della giornata di oggi

Dai microfoni di Radioblackout, un riassunto della giornata di lotta di oggi in Val Susa e un ulteriore invito per dare man forte ai compagni che si trovano da stamattina ad occupare l'autostrada.

LA RESISTENZA CONTINUA

 

 

 

 

 

Per ulteriori info: http://radioblackout.org/

http://www.notav.info/top/diretta-dai-cortei-dell8-dicembre/

http://infoaut.org/

 

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No TAV - Manifestazione in val di Susa

Lunga corrispondenza con una compagna che ci racconta come si sono svolte le varie manifestazioni nell'arco della giornata. Nonostante le cariche della polizia e lo smodato uso di gas lacrimogeni, il morale è alto, la partecipazione è stata molto numerosa. Una delle prime mosse del Governo Monti è stato di rifinanziare la Tav, a dimostrare come gli interessi sulla questione siano importanti e molteplici, ma la lotta continuerà, non ci muoviamo di un passo.

Si torna verso casa dai sentieri più lunghi, sotto il frastuono degli elicotteri e sotto gli occhi delle guardie.

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Riflessioni a 42 anni da: omicidio Pinelli - Piazza Fontana (collettivo anarchico "Cafiero")

Spazio molto interessante di discussione circa l'omicidio Pinelli a cura del collettivo anarchico "Cafiero" di Garbatella e lancio dell'iniziativa: 12 DICEMBRE 1969 – 12 DICEMBRE 2011 @ ZONA RISCHIO – via di Pietralatella, ROMA Ogni volta che cade l’attenzione, e/o cede la memoria sui fatti attinenti alla strage di stato, emerge un nuovo tentativo di riazzerare la situazione e revisionare la storia ad uso del potere. Far sembrare democratico uno stato di guerra, far sembrare indispensabile lo sfruttamento, ed inasprire sempre di più la condizione sociale collettiva.