Sciopero dei trasporti in Grecia
Dalla Grecia, un compagno della redazione racconta le conseguenze dello sciopero dell'autotrasporto che sta mettendo in ginocchio il paese e illustra la situazione alla vigilia di un agosto caldissimo
Dalla Grecia, un compagno della redazione racconta le conseguenze dello sciopero dell'autotrasporto che sta mettendo in ginocchio il paese e illustra la situazione alla vigilia di un agosto caldissimo
Dopo una settimana di mobilitazione e la mancata presenza della Governatrice del Lazio, Renata Polverini all'incontro con le levoratrici/i della Casa del Parto previsto per ieri, oggi la notizia della riapertura dei servizi della Casa Del parto presso l'ospedale Grassi di Ostia.
In occasione dell'approvazione del bilancio 2010 del comune di Roma, i movimenti si sono mobilitati dalle 15,00 di questo pomeriggio. Già due settimane fa si erano ritrovati in massa sempre di fronte alla sede del Comune, contro l'approvazione di questo bilancio lacrime e sangue. Ascolta una corrispondenza che traccia le conclusioni della giornata di mobilitazione.
La 'Peace Mom' Cindy Sheehan, figura simbolo del movimento 'No War' americano, riflette sulla crisi del pacifismo nell'epoca di Obama
Di Cindy Sheehan
Corrispondenza con l'avvocato che difende Samir, che non è più sul tetto ed è uscito dal Cie. L'avvocato ricostruisce la vicenda di un uomo che nel suo paese d'origine rischia una condanna a 20 di carcere in alta sorveglianza e ha presentato richiesta d'asilo da soli due giorni. Samir è ora fuori dal lager, tuttavia la sua vicenda non si è ancora conclusa.
Ieri notte Samir è salito sul tetto di una baracca del Cie di Ponte Galeria.
Non vuole scendere perché non si fida (gli hanno detto che lo libereranno oggi). Anche l'avvocato teme sia una trappola e oggi andrà al Cie per verificare la situazione.
Scoccate le 24.00 di stanotte, Samir avrebbe dovuto lasciarsi alle spalle le mura infernali del Cie di Ponte Galeria perchè i sei mesi di prigionia erano scaduti.
A Ponte Galeria era arrivato da poco meno di una settimana, perchè trasferito dal Cie di Torino in seguito alla rivolta.
A Roma, una cinquantina di antirazziste antirazzisti hanno occupato il consolato tunisino per sostenere la lotta di Sabri contro la deportazione.
Sul cancello é stato affisso uno striscione con la scritta: «Prima sfruttati/e, poi recluse/i e deportate/i. UE + Frontex: assassini» (guarda la foto dello striscione).
Stanno aspettando il console tunisino e non se ne andranno finché i funzionari non forniranno loro notizie certe sulle condizioni di salute di Sabri e su dove si trova.
A Milano, intorno alle 11.00 di questa mattina, un gruppo di compagni solidali con la lotta di Sabri è entrato dentro al cortile del consolato tunisino dove è stato appeso uno striscione contro le
deportazioni e sono stati distribuiti volantini. Gli impiegati del consolato, durante tutta una
serie di animatissime discussioni, hanno sostenuto di non essere responsabili delle deportazioni dei senza documenti e di essere lì solo per fare i passaporti!
Nuovamente impedito lo sgombero della storica sede delle femministe e lesbiche romane.
Il proprietario non è passato.
Audio dal presidio, durata 3'35''