Radio Africa: Etiopia, Marocco, Sudafrica
Etiopia: a quasi quattro anni dalla firma di un fragile accordo di pace a Pretoria nel novembre 2022, la guerra è tornata nel nord dell'Etiopia. La nuova coalizione all'offensiva in Tigray, Afar e Amhara è il risultato di un'inaspettata riconfigurazione delle alleanze tra gruppi armati che si sono scontrati in passato. Tutti condividono un unico nemico: il Primo Ministro Abiy Ahmed, contro il quale promettono una "guerra totale". La ripresa dei combattimenti
sta già suscitando i peggiori timori. Con oltre 600.000 vittime, il precedente conflitto tra il braccio armato del Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF) e le Forze di Difesa Nazionali Etiopi (ENDF) è stato considerato uno dei conflitti più sanguinosi dell'inizio del XXI secolo. Ex nemici, i gruppi armati ora alleati sembrano intenzionati a seguire le orme della coalizione formata dal TPLF, che rovesciò l'ex dittatore Mengistu Haile Mariam, nel 1991. Il comunicato che annuncia la formazione dell'Alleanza delle Forze Popolari Etiopi per la Sopravvivenza descrive il governo di Abiy Ahmed come un "regime personalista, dittatoriale e genocida". La ripresa dei combattimenti s’inserisce in un quadro regionale estremamente complesso, che rischia di far esplodere la regione del Corno d’Africa.
Marocco: il Marocco si sta risvegliando in un panorama politico in fermento, dopo le elezioni legislative del 23 settembre caratterizzate da un'affluenza alle urne ai minimi storici. La partecipazione ha superato di poco il 38%; bisogna risalire al 2007 per trovare una cifra inferiore. Il voto ha confermato la crisi di fiducia che affligge da anni il rapporto tra i marocchini e la classe politica. A causa della mancata risposta della classe politica ai problemi sociali che affliggono la popolazione marocchina come disoccupazione, perdita del potere d'acquisto, servizi pubblici insufficienti, molti elettori sono rimasti a casa. Questo drastico calo ha favorito il Partito Autenticità e Modernità (PAM), legato alla monarchia ma anche, e soprattutto, il Partito Giustizia e Sviluppo (PJD). Il partito islamista, spazzato via alle elezioni parlamentari del 2021, dove era sceso a 13 seggi, ha visto quadruplicare la propria rappresentanza. Ma i problemi del Marocco, dalla disoccupazione giovanile alle disparità dello sviluppo rimangono irrisolti.
Sudafrica: i migranti africani in Sudafrica temono nuove proteste e possibili violenze alla scadenza del 30 settembre, fissata dal movimento anti-immigrazione March and March per chiedere agli stranieri senza documenti di lasciare il Paese. L’ultimatum ha accresciuto la preoccupazione soprattutto a Durban, dove nelle ultime settimane si sono già verificati scontri tra attivisti del movimento, rifugiati e richiedenti asilo. L’ostilità nei confronti degli stranieri starebbe colpendo anche persone regolarmente presenti nel Paese. Il movimento March and March ha organizzato proteste ben coordinate in tutto il paese. I suoi leader provengono dal KwaZulu-Natal, la roccaforte politica di Zuma, l’ex presidente. In Sudafrica, una serie orribile di femminicidi ha sconvolto la regione di Johannesburg. In soli tre mesi, otto donne sono state trovate morte, in un raggio di poche decine di
chilometri. Questa ondata di omicidi ha suscitato indignazione e numerose richieste di intervento, soprattutto perché la lotta contro la violenza di genere è stata dichiarata una priorità nazionale dal presidente sudafricano.

