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etiopia

Fermiamo i rastrellamenti e la xenofobia in Libia. Manifestazione a Roma

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Negli ultimi giorni in Libia si stanno verificando gravi rastrellamenti contro migranti e rifugiati. Molte persone, soprattutto donne, sono state portate via e da allora non si hanno più notizie della loro sorte.

Numerose famiglie vengono cacciate dalle case che avevano regolarmente preso in affitto. In questo clima di paura e persecuzione, milizie e trafficanti stanno approfittando della situazione per sfruttare ulteriormente le persone migranti. Anche per le strade si registrano episodi di violenza e aggressioni da parte di gruppi di giovani contro migranti e rifugiati.

Di fronte a questa emergenza umanitaria, chiediamo all’Italia, all’Unione Europea, all’Unione Africana, alle Nazioni Unite e a tutte le organizzazioni internazionali competenti di fare pressione sul governo libico affinché:

  • fornisca informazioni immediate sulle persone scomparse e detenute;
  • garantisca la sicurezza di migranti e rifugiati;
  • ponga fine ai rastrellamenti e alle espulsioni forzate dalle abitazioni;
  • contrasti ogni forma di xenofobia, discriminazione e violenza.

Per questo invitiamo cittadini, associazioni, attivisti e tutte le persone sensibili ai diritti umani a partecipare alla manifestazione del 26 giugno.

 

Refugees in Lybia

Radio Africa: RDCongo. Kenya, Somalia, Etiopia

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Congoquesta epidemia di Ebola è la diciassettesima a colpire la Repubblica Democratica del Congo, a soli cinque mesi dalla fine della precedente. Le province della RDC dove si registrano gran parte dei casi, sono teatro di una guerra pluriennale da parte di decine di gruppi armati, milizie locali e movimenti ribelli per il controllo di immense ricchezze minerarie. La guerra ha provocato milioni di sfollati interni, costringendo la popolazione a continui spostamenti alla ricerca di sicurezza e cibo. In questo scenario, il monitoraggio epidemiologico diventa estremamente complicato. La fragilità delle infrastrutture sanitarie rappresenta un ulteriore elemento critico e si creano così le condizioni per lo sviluppo dell’epidemia. Anche le false notizie e le credenze fallaci a proposito dell’epidemia contribuiscono a creare un clima sfavorevole al lavoro dei sanitari, costretti spesso ad affrontare aggressioni ed attacchi.

KenyaTrump vuole esternalizzare la cura dell'Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, trasferendola in Kenya .In collaborazione con Nairobi, Washington ha pianificato di aprire un centro di quarantena in Kenya per i pazienti americani infetti da Ebola. Questo progetto è stato portato avanti , senza tenere conto della società civile e del sistema giudiziario del Paese dell'Africa orientale. È stato principalmente a causa di una fuga di notizie giornalistica che il popolo keniota ha appreso di questo progetto ,secondo il Wall Street Journal del 26 maggio, l'amministrazione americana ha annunciato l'imminente invio di 30 operatori sanitari e 50 posti letto ospedalieri. Il comprensibile panico scatenato dall'Ebola ha inevitabilmente spinto i kenioti in piazza, in particolare a Laikipia, 190 km a nord di Nairobi, la città dove doveva essere allestito il centro di quarantena,non a caso vicino a una base militare. Per diversi giorni, centinaia di manifestanti hanno contestato le autorità, chiaramente indignate anche dalla recente contrattazione degli aiuti americani al sistema sanitario keniota,Gli Stati Uniti hanno detto che contribuiranno con 13,5 milioni di dollari alle spese di prevenzione del Kenya.

Somalia: nella notte tra il 3 e il 4 giugno, a Mogadiscio sono scoppiati violenti scontri tra le forze governative somale e i gruppi di opposizione. Video, mostrano sparatorie nei pressi delle residenze di diverse figure dell'opposizione, tra cui l'ex Primo Ministro Hassan Ali Khaire. Khaire ha accusato il Presidente Hassan Sheikh Mohamud di aver ordinato un attacco alla sua abitazione. Queste violenze si inseriscono in un clima di forte tensione politica. A marzo scorso, il Parlamento ha approvato una riforma costituzionale che ha introdotto il suffragio universale diretto e ha esteso il mandato presidenziale da quattro a cinque anni. L'opposizione interpreta questa decisione come un tentativo di rimanere al potere. L’esplosione della violenza è il risultato inevitabile di una totale assenza di compromesso politico. In Somalia, le istituzioni statali faticano a imporsi come attori neutrali, l’esercito regolare risente pesantemente delle affiliazioni claniche. La mossa del presidente Mohamud ha accentuato ulteriormente queste linee di frattura.

Etiopial'Etiopia si è recata alle urne lunedì 1° giugno per le sue settime elezioni generali. L'esclusione del Tigray, la persistenza del conflitto armato e la frammentazione dell'opposizione gettano dubbi sulla credibilità del voto. Diverse ombre incombono sui seggi elettorali. Il Partito della Prosperità (PP) si presenta alle elezioni come il favorito assoluto: il Primo Ministro Abiy Ahmed e il suo partito controllano già il governo federale e tutte le amministrazioni regionali, ad eccezione del Tigray. D'altro canto, i partiti di opposizione, dilaniati da divisioni interne, rimangono frammentati, indeboliti da arresti, pressioni da parte delle forze di sicurezza e una presenza disomogenea sul territorio nazionale.

Radio Africa : venti di guerra in Etiopia,Senegal legge omofoba

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Crescono le tensioni fra Etiopia ed Eritrea ,da oltre 12 mesi si registrano ripetute avanzate e spostamenti di forze armate e una crescente retorica bellicista . Le rivendicazione da parte di Addis Abeba di uno sbocco al mare verso il porto di Assab sono considerate dall'Eritrea una minaccia alla propria integrità territoriale .L'Etiopia denuncia un alleanza tra i militari eritrei che ancora sono in Tigray e le milizie ahmara Fano ,mentre aumenta il coinvolgimento dei due paesi nella disastrosa guerra in Sudan .

In Senegal si sta scatenando una vera e propria caccia all'omosessuale dopo che il governo del Pastef ha confermato una legge di stampo omofobo che aveva promesso in campagna elettorale .Le difficoltà sul piano economico con la crisi del debito e la repressione verso le proteste degli studenti a Dakar con la morte di un giovane probabilmente ucciso dalla polizia, inducono iil governo di Sonko a stornare l'attenzione da questi problemi solleticando la base del partito con leggi contro la comunità gay.  

Radio Africa: Etiopia, Costa d'Avorio, Burkina Faso, Sudafrica

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Etiopia: ad Addis Abeba è stata inaugurata la cosiddetta Diga della Rinascita (Grand Ethiopian Renaissance Dam – GERD). La diga più grande del continente africano, posta sul corso del Nilo Azzurro che, all’altezza di Khartoum, si unisce al Nilo Bianco formando il fiume più lungo del mondo. Costata quasi 5 miliardi di dollari. Egitto e Sudan hanno sempre accusato l’Etiopia di non tenere conto delle conseguenze di un’opera del genere sul comparto agricolo e sulle riserve idriche dei due Paesi a valle, affermando che la costruzione e il riempimento del bacino, da 74 miliardi di metri cubi, sono avvenuti in maniera unilaterale senza che ci fosse un accordo tra le parti per quanto riguarda la gestione del bacino e dei conseguenti flussi d’acqua. Le tensioni tra i tre Stati sono continuate fino alla settimana scorsa, quando Egitto e Sudan hanno rilasciato una dichiarazione congiunta affermando che la diga rappresenta «una minaccia alla stabilità della regione».

Costa D'avorio: In vista delle elezioni il Consiglio Costituzionale ha selezionato quattro candidati oltre al Presidente uscente Alassane Ouattara, la cui posizione di chiaro favorito rimane salda. Sono rimasti esclusi i due maggiori concorrenti , Laurent Gbabo e Tidjane Thiam mentre il presidente uscente Ouattara punta ad un terzo mandato forzando la costituzione .

Burkina Faso: lunedì il paese ha adottato una legge che prevede pene detentive fino a cinque anni per gli "autori di pratiche omosessuali", una novità assoluta nel Paese. Finora, nessuna legge prendeva specificamente di mira gli omosessuali in Burkina Faso, che tuttavia vivono in modo discreto. Il disegno di legge è stato adottato all'unanimità dai 71 membri non eletti dell'Assemblea Legislativa di Transizione (ALT), che ha svolto le funzioni di parlamento da quando la giunta ha preso il potere quasi tre anni fa.

Sudafrica: la Procura ha annunciato mercoledì 10 settembre che avrebbe presto riaperto le indagini sulla morte dell'attivista anti-apartheid Steve Biko in una cella di Pretoria, quasi cinquant'anni dopo gli eventi. Steve Biko, fondatore del Black Consciousness Movement, morì all'età di 30 anni nel 1977 dopo essere stato picchiato fino al coma dalla polizia che lo aveva arrestato un mese prima.

Radio Africa. Sudan, Sud Sudan, Etiopia, Senegal

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Sudan: dopo due anni di conflitto la capitale Khartoum torna sotto il controllo della giunta militare. Le milizie RSF si ritirano verso il Darfur.
 
Sud Sudan: arrestato a Juba il vicepresidente Rieck Machar, dopo che nell'ultimo periodo erano aumentati gli scontri armati tra il South Sudan People’s Defence Forces (SSPDF) e il partito del vicepresidente, lo SPLA-IO nella capitale e nello stato dell’Upper Nile.
 
Etiopia: dopo gli Accordi di Pretoria, che davano per conclusa la guerra nel Tigray, la situazione si è nuovamente complicata; infatti, Il conflitto che si è aperto in seno al Fronte Popolare di Liberazione del Tigray (TPLF) ha riacceso le tensioni tra Etiopia ed Eritrea.
 
Senegal: a un anno dalla vittoria elettorale del Pastef, il presidente Faye ha fatto un audit sui conti pubblici e ha scoperto che l'ex presidente Macky Sall aveva nascosto sette miliardi di debiti del paese. Ciò ha determinato una crisi finanziaria e una trattativa con il FMI per un nuovo prestito.
 

Memorie e (R)esistenze – Settimana dello Yekatit 2025

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In collegamento con Silvano, della Rete Yekatit12-19febbraio presentiamo l'iniziativa che si è svolta oggi, 19 febbraio 2025, presso la biblioteca Guglielmo Marconi di Roma, nella ricorrenza della strage di Addis Abeba

A seguire, Silvano ci presenta una serie di iniziative, che si svolgeranno nei prossimi giorni, tese promuovere una riflessione consapevole sui diversi aspetti assunti dal colonialismo italiano.

Di seguito il Comunicato di lancio della settimana dello Yekatit 2025:

Un intreccio di storie, voci e battaglie che attraversano epoche e confini. Sullo sfondo, le strade di Napoli vibrano della resistenza antifascista. A destra, Addis Abeba ricorda le sue vittime con il Monumento allo Yekatit 12, memoria indelebile della violenza coloniale italiana. A sinistra, a Palermo, un gesto di riscatto: la targa di una via cambia nome, strappando all’oblio la storia di Destà, bambina eritrea ridotta in schiavitù da Montanelli. In primo piano, una donna alza la voce negli Stati Uniti degli anni ‘70, gridando contro la segregazione razziale. E poi, ci sono le sagome. Figure senza volto che attraversano il tempo, simbolo di chi è stato cancellato dalla storia ufficiale, di chi ancora oggi porta il peso degli assetti coloniali del mondo. Un passato che non è mai davvero passato, di cicli che si ripetono, ma anche della necessità di resistere, di ricordare, di riscrivere la memoria collettiva.

La III edizione di Memorie e (R)esistenze della Rete Yekatit12-19febbraio sarà uno spazio per riflettere sulla memoria dei crimini coloniali, sulla resistenza anticoloniale e sulla necessità di risignificare le tracce del colonialismo nelle nostre città e nei nostri spazi pubblici.

Gli eventi completi all’interno del programma saranno condivisi mano mano nei canali social della Rete.

Radio Africa: Etiopia, RD Congo

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Etiopia: ricordiamo uno dei più spaventosi crimini del colonialismo italiano: la strage di Addis Abeba, compiuta tra il 19 e il 21 febbraio 1937 da civili italiani su ordine di Rodolfo Graziani, che provocò la morte di più di 19.000 persone.

RD Congo: un aggiornamento sulla situazione del paese, dove i ribelli dell'M23 sono entrati a Bukavu, mentre si registra un rischio concreto di allargamento del conflitto.

Racconti dal Tigray

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In questo redazionale abbiamo avuto come ospite nello studio di Via dei Volsci a un compagno della diaspora tigrina a Roma che, tornato da un recente viaggio nella sua regione, ha raccontato come ha trovato la zona del Tigray, attraversata dal conflitto bellico con il governo federale etiope e dalla conseguente crisi umanitaria. 

Con lui abbiamo fatto un riassunto della situazione attuale del conflitto e abbiamo fatto anche l'invito per la giornata di solidarietà con il popolo tigrino e per aiutare ai bambini sfollati del Tigray che si svolgerà a Spin Time Labs il 21 aprile a partire dalle ore 12:30.

Musica dell'Etiopia

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Scaletta della puntata:

- Aalemu Aaga - Sele Sene Seqlet
- Seleshe Damessae - The Eldest Of AII (The Nile)
- Tilahun Gessesse - Aalegentaye
- Mulatu Astatke - Yegelle Tezeta
- Abyssinia Infinite feat. Gigi - Aba Alem Lemenea
- Addis Acoustic Project - Mashena
- Aster Aweke - Kabu
- Mulatu Astatke - Mulatu
- Abyssinia Infinite feat. Gigi - Ethiopia
- Addis Acoustic Project - Etitu beredegn
- Aster Aweke - Tchewata
- Gigi - Guramayle
- Mulatu Astatke - Hager Fiker
- Addis Acoustic Project - Anchim end e lela
- Abyssinia Infinite feat. Gigi - Gela