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Radio Africa: Marocco Guinea Sankara

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Oggi parliamo delle elezioni politiche  svolte l’8 settembre in Marocco che hanno visto la sconfitta elettorale degli islamici del Pjd dopo 10 anni di governo e la vittoria del Raggruppamento nazionale degli indipendenti (Rni);diamo un aggiornamento sulla situazione in Guinea Conakry ed infine parliamo del processo che inizierà 11 ottobre per l'assassinio di Thomas Sankara, politico, rivoluzionario e patriota burkinabé, avvenuto il 15 ottobre 1987.

Radio Africa: Marocco, Camerun, Tanzania

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Marocco: Parliamo della manifestazione organizzata dal Fronte sociale Marocchino la scorsa domenica, in cui migliaia di persone sono scese in piazza per richiedere la liberazione dei detenuti politici e lo stop alle attuali politiche economiche.

Camerun: Analisi e considerazioni circa la bassa affluenza alle elezioni di domenica, annullate nelle zone anglofone.

Tanzania: si susseguono le proteste internazionali contro la repressione in atto nei confronti dei giornalisti indipendenti e della comunità LGBT.

RadioAfrica: Algeria, Marocco, Tunisia, Uganda

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Algeria ieri cariche al corteo degli studenti, 80 arresti la repressione si fa sempre più forte.
Marocco condannata per procurato aborto e relazione extra coniugale Hajar Raissouni, giornalista della redazione del quotidiano indipendente “Akhbar al-Yaoum”, fermata il 31 agosto mobilitazioni a sostegno.
Tunisia:la crisi economica e l’atavico problema della corruzione hanno spinto molti tunisini/e ad astenersi alle presidenziali o a votare per candidati fuori dai principali partiti.
Uganda: Vietati i berretti rossi, simbolo dell' opposizione a Museveni

Marocco: condannati attivisti delle proteste popolari del 2016 nel Rif

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Durata 48m 10s

Pesantissime condanne sono state pronunciate dal Tribunale di Casablanca nei confronti di leader e attivisti delle proteste popolari del 2016 nel Rif. Al pronunciamento della sentenza gli imputati hanno boicottato l'udienza.

Con Massimo Lauria, giornalista già autore con Gilberto Mastromatteo di un reportage dal Marocco per Internazionale, riannodiamo i fili delle proteste del Rif, la zona più povera dello Stato marocchino.

In chiusura, qualche segnalazione dalla stampa sul Marocco che potete leggere qui (Saharawi) e qui; infine il reportage di Mastromatteo dalla Turchia.

Per recuperare la precedente trasmissione sul Rif, ascolta qui.

Saharawi: la ferita del Sahara occidentale

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Dopo aver parlato della zone del Rif, continuiamo a parlare del Marocco e, in particolare, dei territori saharawi. Lo facciamo con Bernardo Consiglio, studente in Medicina che ultimamente ha visitato i territori saharawi occupati dal regime marocchino.

Stasera verrà presentato un documentario sul popolo saharawi a Scup, mentre è in costruzione un'altra iniziativa sul tema, prevista a maggio, all'ex51 (Valle Aurelia).

Qui trovate il reportage di Gilberto Mastromatteo (già nostro ospite qui) che abbiamo parzialmente riprodotto.

Le canzoni che abbiamo trasmesso sono di Mariem Hassan, ma di musica saharawi abbiamo già parlato qui e qui.

Marocco: la rivolta dei berberi del Rif

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Durata 37m 15s

Con Massimo Lauria e Gilberto Mastromatteo, autori di un reportage dal Marocco per Internazionale.it, analizziamo genesi e caratteristiche della rivolte nel Rif, zona settentrionale del Marocco.

La rivendicazione dei diritti sociali ha incontrato la dura repressione del governo marocchino. Ad un anno circa dall'inizio delle proteste sono già oltre quattrocento gli arresti. Molti degli arrestati hanno denunciato di aver subito torture nel corso degli interrogatori.

Tra i pochissimi media italiani a seguire le vicende del Rif marocchino c'è globalproject.info.

 

Musica e lotta dalla popolazione Saharawi

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Durata 30m 36s

 Nel l960 1’Assemblea Generale dell'ONU riconosce il diritto dei popoli all’autodeterminazione.

A partire dal 1963, anche il Sahara Spagnolo viene incluso nella lista dei territori cui tale principio deve essere applicato. Sotto gli auspici delle Nazioni Unite, la risoluzione del l972 include per la prima volta anche il diritto all’indipendenza.

Nell’agosto 1974, il governo di Madrid informa il Segretario generale dell'ONU dell’intenzione di tenere un referendum, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, entro i primi sei mesi dell’anno successivo, e nell’autunno del 1974 procede al primo censimento della popolazione.

Violenta è la reazione del re del Marocco Hassan II, che all’annuncio del referendum vede vanificati i suoi disegni di estensione della sua sovranità anche sul Sahara.

Il re, per bloccare iniziative di indipendenza del popolo Saharawi, annuncia una marcia popolare di occupazione pacifica di 350000 persone. I marciatori reclutati in tutto il paese, ricevono la consegna di una copia del Corano e bandierine verdi, il colore dell’Islam: da qui l'appellativo di “marcia verde” dato all’operazione. In realtà si tratta di una vera invasione nel territorio Saharawi con forze di polizia e militari.

La preoccupazione principale del Polisario diventa la protezione della popolazione civile dagli attacchi dell’esercito marocchino. Migliaia di persone si danno alla fuga attraverso il deserto fino al confine algerino, dove, nei pressi di Tindouf, viene allestita una prima tendopoli di accoglienza. L’esodo di massa avviene sotto i bombardamenti dell’aviazione marocchina.