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Siria: l'attacco al Rojava

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Il cosiddetto "Rojava" costituisce un terzo del territorio siriano ed è la parte più piccola del grande Kurdistan. Il nuovo anno è stato tristemente inaugurato da un’escalation di violenze contro l’AmministrazionecAutonoma della Siria del Nord-Est da parte dell’HTS di Al jolani (l’organizzazione per la liberazione del Levante). Il 10 marzo 2025 è stato firmato tra Al Jolani e i curdi un accordo che doveva essere attuato entro la fine del 2025. Si parlava di integrazione dell’SDF nell’esercito siriano riconoscendo all’esercito curdo una certa autonomia: l’SDF sarebbe stato scorportato in 3 divisioni, i suoi dirigenti avrebbero mantenuto posti di rilievo, l’esercito delle donne sarebbe stato mantenuto. Questo accordo per l’integrazione è rimasto sulla carta e nei mesi successivi Al Jolani si è dedicato pricnipalmente al rafforzamento della sua immagine a livello internazionale, sopratutto con gli Stati Uniti e Israele.
Passaggi chiave sono stati gli incontri a Washington (a novembre 2025, dopo che a luglio 2025 gli Usa avevano deciso di rimuovere le sanzioni contro il nuovo governo siriano) e i colloqui di Parigi con Israele (6 gennaio) in cui Al Jolani ha di fatto accettato il rafforzamento della presenza israeliana sulle alture del Golan. Entrambi i Paesi hanno espresso il desiderio di raggiungere un accordo sulla sicurezza in linea con la visione del Presidente Donald Trump per il Medio Oriente.
Durante i colloqui, gli Stati Uniti hanno offerto a Israele e Siria di istituire una “cellula di fusione” congiunta americano-israeliana-siriana ad Amman, la capitale della Giordania.
La delegazione statunitense ha inoltre proposto la creazione di una “zona economica disarmata” nel sud della Siria. 

Ne parliamo con Tiziano di UIKI