Onda Rossa parla a Blackout su articolo Espresso sulla diserzione
Si parte da un articolo dell'Espresso su una frase che ROR avrebbe detto che veniva riferita secondo ROR non alla diserzione ma all'amnistia visti i numerosi arresti. Non ci piace la parola diserzione che si riferisce ad una guerra che nel nostro paese non c'è stato. Andrebbe fatto un dibattito sul terrorismo di sinistra dal 1978 senza subire il ricatto del fiancheggiamento e di essere incriminato per quello che si dice. Quindi bisogna trovare lo spazio per fare questo dibattito.
"Il terrorismo ha spinto nel tunnel la lotta di classe, ben vengano tutte le iniziative che possano far uscire da questo tunnel." A partire da questa affermazione apparsa sull'Espresso si sviluppa la linea politica dei compagni di Radio Onda Rossa, che aderiscono alla proposta di socialisti e sinistra indipendente di depenalizzare i reati associativi per coloro che avessero deciso di abbandonare spontaneamente la lotta armata. Era una periodo particolarmente delicato per i compagni di Radio Onda Rossa, perché nel gennaio del 1980 la radio era stata chiusa dalla magistratura, le attrezzature sequestrate e i suoi dirigenti arrestati. Qui l'articolo dell'Espresso del 15 giugno 1980 al quale si fa riferimento nel nastro -- https://archive.org/details/espresso-15-giugno-1980-diserzione
Dal 7 aprile in poi c'è stata un'accelerazione alla repressione. Andrebbe fatta una discussione su cosa voglia dire lotta armata, per il compagno di ROR non c'è stata lotta armata ma propaganda armata ma non di lotta armata perchè non c'erano le condizioni politiche perchè larghi strati di proletari anche coscienti e organizzati dentro i posti di lavoro o la società non hanno scelta questa via. C'è stata una scelta soggettività che poi non ha retto dentro uno scontro di classe. Non vogliamo stare nel coro dell'antiterrorismo neanche quando ci dicono che siamo quelli ambigui che giocano su due tavoli: non ci interessa buttare nella pattumiera della storia nessuna esperienza che riguarda la classe, ma vogliamo recuperare la possibilità della critica anche sulla violenza proletaria, sul concetto di contropotere e non attacco allo stato che da troppa centralità allo stato.
Va riposto al centro del dibattito anche la carcerazione preventiva portata avanti dallo stato e protagonista di questa discussione deve essere il movimento che ne ha pagato il prezzo più alto. Va data anche una salvaguardia da parte dello stato su come compagni vogliono uscire dalla clandestinità. Critica totale all'antiterrorismo.

