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Sono a casa le persone fermate in Libia

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In una corrispondenza con Tony , diamo innanzitutto un aggiornamento sulla situazione degli attivisti e delle attiviste che sono stati liberati ieri dalle carceri libiche: tutti e tutte sono arrivati a Tunisi nella prima serata di ieri sera, mentre stamani Matias, Dina e Domenico sono atterrati a Fiumicino, esattamente un mese dopo il sequestro avvenuto al confine di Sirte. Domenico e Dina hanno raccontato quanto è accaduto durante il periodo di detenzione, vissuto senza alcun contatto con l'esterno. Grande pressione diplomatica, per la loro liberazione, è stata esercitata soprattutto da parte della Turchia, nonostante non ci fossero persone turche sotto sequestro;  nessuna forma di condanna, invece, è stata espressa da parte del governo italiano, anche a causa della forte influenza esercitata nel nostro paese dall'entità sionista. Passiamo quindi a tracciare un bilancio delle ultime due missioni della Sumud che, a causa delle politiche repressive e della violentissima propaganda, non hanno conosciuto gli stessi livelli di sostegno e di indignazione di massa dell'autunno scorso. D'altra parte, l'unica maniera di fare argine quando le istituzioni falliscono è la mobilitazione dal basso, che deve continuare con forza per contrastare tutte le violazioni del diritto internazionale e umanitario, soprattutto In Italia, dove, in generale, il livello di mobilitazione e di consapevolezza su quanto accade in Palestina è potenzialmente abbastanza elevato.