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#Stand4Madalina PETIZIONE DI SOLIDARIETA' PER MADALINA!

Data di trasmissione

Maurizia Ruso Spena presenta ai nostri microfoni l'appello per Madalina, l'attivista del movimento per il diritto all'abitare di Roma colpita da un provvedimento di espulsione a causa del suo impegno politico e sociale.

#Stand4Madalina

PETIZIONE DI SOLIDARIETA' DEL MONDO ACCADEMICO, GIORNALISTI, ESPERTI DI MIGRAZIONI PER MADALINA!

L’allontanamento dal territorio nazionale di Madalina perché attivista è contro la partecipazione politica degli stranieri e la cittadinanza europea.
In quanto esponenti del mondo scientifico impegnati a vario titolo nella ricerca sulle migrazioni e i processi di integrazione chiediamo la revoca del provvedimento del Prefetto di Roma che dispone l’allontanamento dal territorio nazionale di Madalina Gavrilescu. cittadina rumena, attivista dei movimenti per il diritto all’abitare di Roma.
Il Prefetto le ordina di lasciare l’Italia entro 30 giorni «per motivi di sicurezza non imperativi», motivando la decisione con le seguenti parole: «gli atti e i comportamenti posti in essere, anche reiteratamente, dal soggetto (…) evidenziano la mancanza di integrazione».
Gli atti e i comportamenti contestati sono stati tutti compiuti nella sua attiva partecipazione al movimento del diritto all’abitare e per nessuno di questi è stata condannata penalmente. La sua partecipazione ai movimenti sociali per i diritti, dunque, sarebbe indicativa di una sua “mancata integrazione”.
Madalina, tuttavia, da oltre dieci anni vive, studia e lavora precariamente a Roma; comunica in tre lingue, consolida legami sociali e cultura della solidarietà attraverso consistenti esperienze di lavoro civico nei servizi educativi rivolti a bambini e nel sostegno alla genitorialità per famiglie svantaggiate e fragili.
La più aggiornata letteratura scientifica internazionale e le stesse istituzioni nazionali e internazionali indicano nel percorso della partecipazione sociale e politica uno dei requisiti più importanti nel valutare i processi di integrazione delle persone immigrate. In assenza del diritto di voto attivo e passivo, i non cittadini si trovano a vivere i rispettivi percorsi di partecipazione civica e politica intervenendo in tutti quei movimenti della società civile tesi a individuare nell’allargamento dei diritti sociali un orizzonte condiviso con i cittadini italiani.
Indicare nel percorso biografico di Madalina una “mancata integrazione” significa, a nostro avviso, smentire quanto affermato con forza dalle stesse istituzioni italiane e internazionali. Il Parlamento italiano, l’Ocse, l’Unione Europea, la Commissione Europea, le Nazioni Unite hanno ribadito in numerosi documenti – facilmente reperibili – che uno degli indicatori più importanti per misurare l’integrazione è proprio la partecipazione politica.
Madalina ha declinato la partecipazione politica attraverso il diritto alla casa, costruendo numerose mobilitazioni in cui i movimenti di cui ha fatto parte sono stati individuati come interlocutori dagli organi competenti in occasione di vertenze che hanno previsto l’apertura di tavoli di confronto interistituzionali. Le sue azioni in difesa del diritto all’abitare ne provocherebbero la mancata inclusione?
La partecipazione politica sempre più ampia e diffusa dei cittadini stranieri alla vita sociale e alle scelte delle comunità rappresenta un elemento che non può in alcun modo essere
criminalizzato; anzi, si tratta di un supporto fondamentale alla coesione sociale e alla creazione di una società più giusta e più equa.
Madalina è inoltre cittadina europea, titolare della libertà di circolazione e soggiorno. Da oltre dieci anni, vive, studia e lavora a Roma, e ora riceve un ordine di allontanamento perché lotta per il diritto alla casa. È legittimo svuotare di ogni senso la titolarità della cittadinanza europea? È legittimo ridurre l’integrazione a passiva accettazione della privazione dei diritti? Noi riteniamo di no.
Per queste ragioni, chiediamo che il provvedimento venga ritirato.
 
 
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Per sottoscrizioni (includendo nome e affiliazione): 1) Petizione Change.org: https://www.change.org/p/prefetto-di-roma-attivista-e-integrata-madalina-deve-restare-in-italia-stand4madalina 2) Sottoscrizione mandando una mail a: stand4Madalina@gmail.com
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The estrangement of Madalina from Italy because of her activism is against the political participation of migrants and European citizenship.
As members of academia who are variously engaged in research about migration and processes of integration we demand the withdrawal of the provision issued by the Prefect of Rome (Italy) who is asking the estrangement from the national territory of Madalina Gavrilescu, Romanian citizen, and activist of Housing Rights Movement in Rome.
The Prefect is imposing her to leave, effective in 30 days, «because of non-imperative security reasons», explaining the deliberation with the following: «the acts and behaviours enacted, also repeatedly, by the person in question (…) display her lack of integration».
The notified acts and behaviours were all enacted during her active participation to the Housing Rights Movement, and none of them has been penally sentenced. Therefore, her participation to social movements advocating rights would indicate her ‘lack of integration’.
Nevertheless, Madalina has been living, and working precariously, in Rome for over ten years; she speaks three languages, consolidated social bonds rooted into the culture of solidarity through remarkable experiences of civic work, especially in the educational services directed to children, besides supporting the parenthood of fragile and disadvantaged families.
The more updated international academic literature, as well as national and international institutions, indicate social and political participation as one of the more important requisites for assessing migrant people’s processes of integration. Whereas active and passive vote cannot be exerted, non-citizens find themselves experiencing pathways of civic and political participation by joining those civil societies movements that seek to expand social rights in conjunction with national citizens.
In our opinion, considering Madalina’s biography as lacking integration means retracting what is powerfully established by Italian and international institutions themselves. The Italian Parliament, OSCE, the EU, the European Committee as well as the UN repeated in different documents – easy to track – that one of the main indicators for measuring integration is precisely political participation.
Madalina articulated political participation through the right to housing, contributing to manifold mobilisations during which the Movements she has partaken in have been appointed as interlocutors by public authorities during negotiations that entailed the opening of inter -institutional tables. How would her action in defence of right to housing cause her lack of inclusion then?
The wider and spreading political participation of migrant citizens to social life and community decision-making represents an element that cannot be criminalised in any way. On the other hand, it represent a fundamental support to social cohesion, and the creation of a fairer, and more equal, society.
Furthermore, Madalina is an European citizen, entitled to freedom of movement and stay. She has been living, studying and working in Rome for over ten years, and now she has received an order of estrangement because she is struggling for housing rights. Is it legitimate to empty altogether the entitlements of European citizenship? Is it legitimate to downplay integration to the passive acceptance of being deprived of essential rights? We think this is not the case.
For all these reasons we demand the withdrawal of the Prefect’s deliberation, effective immediately.
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For subscriptions (please include name and affiliation): 1) Change.org petition: https://www.change.org/p/prefetto-di-roma-attivista-e-integrata-madalina-deve-restare-in-italia-stand4madalina 2) Email subscription at: stand4Madalina@gmail.com

Lotta per la casa a Roma, lo stato dell'arte.

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Insieme a una compagna dei movimenti per il diritto all'abitare di Roma facciamo il punto su diverse questioni, dalla situazione di Madalina, attivista di origine romena che rischia di essere espulsa in Romania a causa del suo impegno politico e sociale, fino al calendario delle prossime iniziative.

Questo pomeriggio intanto, a partire dalle ore 17, presidio in piazza dell'Esquilino

Siamo tutt* Madalina!

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Nella corrispondenza di questa mattina dal presidio organizzato dai movimenti per il diritto all'abitare abbiamo avuto modo di raccontare la vicenda di Madalina, un'attivista del Movimento per il diritto all'abitare di Roma che si è vista recapitare, a causa del suo impegno, un provvedimento di allontanamento dal territorio italiano per cinque anni.

DI seguito, il comunicato del Movimento per il diritto all'abitare di Roma.

Con Madalina!
Pochi giorni fa Madalina, una nostra compagna rumena e attivista del Movimento per il diritto all’abitare, ha ricevuto un provvedimento di allontanamento dal territorio italiano per cinque anni, per motivi di pubblica sicurezza.
Con apposito decreto disposto dal Prefetto di Roma sulla base di un rapporto redatto dai carabinieri e di varie segnalazioni di polizia, a Madalina viene intimato di lasciare l’Italia entro 30 giorni considerato che “gli atti e i comportamenti posti in essere, anche reiteratamente, dal soggetto sopra generalizzato evidenziano la mancanza di integrazione”.
In tutte le segnalazioni di polizia utilizzate per costruire il profilo criminale di Madalina, ricorrono la radunata sediziosa e la violazione sulle disposizioni su riunioni in luogo pubblico, retaggi del regime fascista nel codice penale con cui si sanziona, anziché l’azione commessa, il carattere del singolo considerato non disponibile alla sottomissione.
Madalina vive a Roma da più di dieci anni. In questo periodo di tempo non solo ha studiato, lavorato, dato vita progetti sociali e culturali costruendo la propria vita, le proprie amicizie e gli affetti più cari. E’ un’attivista che si è battuta per il diritto alla casa. Dunque una donna perfettamente “integrata”, che ha deciso di non accettare passivamente le condizioni di sfruttamento ma di schierarsi per difendere la libertà e i diritti di tante persone in questa città.
Il provvedimento di allontanamento nei suoi confronti è dunque un vero e proprio atto di violenza poliziesca che mira a sradicare Madalina dalla realtà sociale, affettiva, lavorativa cui è legata. Il tutto in mancanza di sentenze di condanna e anche sulla base di indagini archiviate. Madalina deve essere quindi allontanata per quello che è e per il suo attivismo sociale.
Siamo consapevoli che questo atto repressivo nei confronti di Madalina è la punta dell’iceberg di una serie di dispositivi che in questi anni e anche in questi giorni hanno colpito decine di attivisti e attiviste non solo a Roma, ma in tutta Italia. Con le sorveglianze speciali, i daspo urbani, i fogli di via, gli avvisi orali si è ormai bypassato il piano dei processi e della giustizia penale, privilegiando il piano amministrativo per colpire chi in questi anni di crisi si è battuto per una vita degna, decorosa e per i diritti di tutti.
Dispositivi confezionati su misura per prendere di mira gli attivisti sul piano personale, come accaduto recentemente in Giambellino e a Cosenza, criminalizzandoli e delegittimando le istanze sociali di cui si fanno portatori come problemi di criminalità comune e di ordine pubblico.

Nei giorni del trionfo del populismo penale e giudiziario, ribadiamo che non faremo un passo indietro per difendere la legittimità delle lotte che portiamo avanti, il nostro diritto all’autodeterminazione e la libertà di movimento.

Parafrasando de André tanto citato in questi giorni, chissà se fossimo stati al loro posto….Ma al loro posto non ci sappiamo stare. Ma ai nostri posti, in compenso, ci troveranno.
Perché non accetteremo che Madalina venga allontanata dall’Italia e posta al confino. La difenderemo con ogni mezzo necessario!

Siamo tutt* Madalina!