Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

Repressione

Trasmissioni su Pasquale Valitutti (Lello): un mostro di regime

Data di trasmissione

Tre compagni anarchici di Valitutti in studio per parlare di quello che viene definito Un mostro di Regime. Decidono di parlare di un compagno specifico perchè colpito da repressione come testimone dell'omicidio di Pinelli e poi perchè è in gravi condizioni di salute. Compito della repressione è intimorire i futuri rivoluzionari, infatti stanno creando un clima per cui i compagni non si riescono neanche a muovere, clima di terrorismo. 

Valitutti è l'unico testimone dell'assassinio di Giuseppe Pinelli, assassinio e non suicidio, che decide per la repressione di lasciare Milano e andare a vivere in campagna. Viene arrestato e mandate a Volterra con l'accusa di partecipazione al sequestro di Neri. Sequestro fallito ma che ha portato a degli arresti. Pasquale non era presente ma viene arrestato perchè conosceva uno degli arrestati, Messana. Parla la mamma di Valitutti, Annamaria, che smentisce il fatto che Pasquale possa essere il basista. Adesso si trova in carcere. La madre di Valitutti fa un ennesimo appello per la liberazione del compagno perchè in carcere le sue condizioni fisiche sono peggiorate. Sono sette mesi che sta nelle carceri speciali in attesa di giudizio visto che non ci sono prove ma solo indizi. 

Leggono una lettera di Valitutti del 5 aprile. 

La seconda trasmissione ha data 5 maggio 1978. 

Valitutti ha scelto volontariamente di andare a morte invece di farsi uccidere da questo stato, infatti dal 30 aprile ha iniziato uno sciopero della fame e della sete. In studio ancora la madre, Annamaria, di Pasquale che legge una lettera di Valitutti che nel frattempo è stato rinchiuso in un manicomio criminale. 

Interviene anche Carla, la compagna di Pasquale. Viene letto un manifesto per i compagni scritto da Pasquale stesso, ha perso 50 kg e sono già sette giorni che sta facendo lo sciopero della fame e della sete. E' un dovere dei compagni a scrivere a Pasquale al manicomio criminale di Montelupo Fiorentino, tempestiamo anche Cossiga, fare delle cartoline per Lello Valitutti. 

 

Conferenza stampa dei CAO sulla repressione dopo il caso Moro

Data di trasmissione
Durata

Conferenza stampa indetta dopo il divieto della manifestazione notificato a ROR per come scriveva anche L'Unità fiancheggiamento alle BR. La trasmissione smentisce dicendo che la manifestazione era stata decisa il giorno prima durante l'assemblea a Economia, di carattere sociale e di massa. Il 3 aprile è scattata una operazione che ha colpito non fiancheggiatori delle BR ma ha colpito militanti di questo movimento la cui attività era pubblica e conosciuta alla polizia. Nessuno era clandestino. Da qui la necessità della manifestazione contro retate e rastrellamenti al movimento di massa. "Non vogliamo rinunciare a tutti gli spazi operai che ci siamo conquistati".

Non siamo d'accordo con la decisione delle BR alla clandestinità ma difendiamo tutti i compagni colpiti dalla repressione.  

Parlano delle perquisizioni al compagni dell'ENEL, uno per possesso di pistola ad aria che era regolarmente denunciata. 30 compagni del Policlinico perquisiti.

Parlano delle due assemblee del giorno prima di 100 persone a Lettere e di 2500 a Economia. Ad Economia si era deciso di fare la manifestazione domani anniversario uccisione Mario Salvi, il divieto ha fatto si che il movimento si dovrà riunione di nuovo e decidere cosa fare. Stamattina è stata convocata una assemblea degli studenti medi ma ancora non sappiamo cosa hanno deciso. Litigano sulle due assemblee con una giornalista. Si vuole creare da parte della borghesia una divisione che in realtà non c'è. I CAO sono stati chiari sulla lotta armata e sulla clandestinità quindi questo divieto non si capisce. C'è un libro dell'autonomia edito da Savelli dove c'è un capitolo proprio lotta armata, partito e soviet e sui prossimo numero de I Volsci ci sarà proprio un articolo ancora più chiaro sulle BR, la stampa se lo potrà andare a leggere. Non prendiamo le distanze per perbenismo da nessuno, c'è una azione terroristica dello stato nei confronti di questi compagni, non vogliamo delegare allo stato o alla stampa borghese la discussione politica, pensiamo che questi compagni che si sono riuniti a Lettere subiscano un po' il fascino della borghesia benpensante e non hanno un pensiero autonomo. 

Parlano Tavani, Miliucci, Scalzone. 

1ora e 48 minuti

Magistratura Democratica sulla repressione dopo il sequestro Moro

Data di trasmissione

Trasmissione dopo il sequestro Moro di arresti indiscriminati dei compagni e delle compagne considerate fiancheggiatori delle BR. Perquisizioni a tappeto e massicci fermi in tutta Italia in particolare a Genova, Pescara, Roma senza mandati e accuse. 

Si fa il parallelo ad un periodo storico di 100 anni prima denunciando sia la ferocia della repressione sia lo sbaglio di classe dell'azione fatta. Si fa riferimento al libro Brigantaggio Meridionale e si accusa la borghesia italiana di quanto accade ripetutamente in Italia. A 18 giorni dal rapimento Moro lo Stato non ha nulla in mano se non i volantini delle BR, quindi questo spettacolo dei posti di blocco e delle perquisizione avvengono solo per richiedere più mezzi contro il terrorismo. Ma il vero terrorismo è quello dello stato contro la repressione. Lo Stato vorrebbe spingere il movimento alla clandestinità ma il movimento si è dimostrato maturo e non ci è cascato per questo arresti indiscriminati per mettere paura. Molti arresti anche tra studenti medi. 

C'è una telefonata su quanta repressione avviene in Sardegna come apripista di quella del continente. 

Moro e non Moro il disegno repressivo c'era già nella borghesia. 

Cercano Moro e poi arrestano Simonetta Crisci di Soccorso Rosso, ai TG viene anche dato spazio al suo lavoro come impiegata di banca. Tra gli arrestati anche Franco Bonacore, Vittoria Pasquini, Rosanna del Policlinico, Sandro Olivarez, Sergio Bartolini, Ruggero De Luca, Gigi Zanchè, Marcello Blasi, Manlio Grillo, Beppe Biancucci, Fabrizio Grillenzoni, Andrea Simoncini, Renato Belardi, Ivano Martinelli, Livio Paciotti. 

Telefonata dal quartiere Portuense sui fermi di persone che neanche hanno mai fatto politico. 

Telefona una compagna sudamericana paragonando la repressione italiana a quella del suo paese, il Cile. 

In studio con Magistratura Democratica, Osvaldo. 

Nella trasmissione del 10 aprile 1978 Magistratura Democratica parla dell'amnistia (1 ora e 18 minuti) e della legge che tutti quanti si aspettano. Parlano delle detenute di Rebibbia dove ci sono 180 detenute su una capienza di 130 di cui solo 28 solo sono state condannate. 

In studio anche Renata appena uscita da Rebibbia femminile. 

Spiegano la differenza tra indulto e amnistia 


 

 

1h19' 

1978. Trasmissioni sulla storia e la politica del PCI

Data di trasmissione

4. puntata sulla storia (9 marzo) del PCI avrebbe dovuto essere dedicata al compromesso storico, ma l'attenzione su alcuni fatti di cronaca ha invece assorbito l'intero dibattito. In particolare si è parlato di un articolo apparso su L'Unita del 14 gennaio 1978 a firma di Fausto Tarsitano, avvocato molto vicino al PCI, in cui il giurista critica Pascolino perchè non fa troppa repressione contro l'eversione e per "un uso smodato del beneficio della libertà provvisoria". Quindi la trasmissione prende il nome di PCI e repressione.
Parlano del processo a 61 lavoratori e lavoratrici del policlinico.
Una telefonata avvisa di un presidio antifascista a Magistero.  
Repressione PCI e Fiat
1 ora e 17 minuti. 

I tre temi trattati:
1. PCI e antifascismo: oggi solo di parola, infatti non è più custode dell'antifascismo, il movimento è la continuità dell'antifascismo. Si parte dal 1921 fino al 1926. Partono dall'autonomia proletaria di quegli anni. Diverse componenti all'interno del PCI (Bordiga astensionista e di boicottaggio della guerra e Gramsci con Ordine Nuovo nel 19-20 con sommovimenti operai). Parlano degli arditi del popolo. 1 ora
2. PCI e movimento: molte politiche repressive.
3. Struttura del PCI partendo da un articolo su Rinascita del 1978 sul salto strategico che ha fatto il partito contro gli operai.
5 Svolta di Salerno, 8 congresso del 56, il Cile, i tre articoli di Berlinguer, accordo programmatico, compromesso storico con DC. 30marzo 1978

L'avvocato Giuseppe Mattina parla del confino preventivo

Data di trasmissione

L'avvocato Mattina parla del confino preventivo per Riccardo Tavani (ENEL), Graziella Bastelli e Vittoria Papale e delle lotte politiche sui luoghi di lavoro che stavano facendo. Sono davanti al Tribunale. 

Dal minuto 19

ore 1630 Conferenza Stampa e assemblea ad Economia e commercio indetta dai CAO di via dei Volsci. Al tavolo l'avvocato Mattina e Marcello Blasi appena liberato. 

E' stato ripristinato il confino e si accusa il PCI delle misure repressive (Vincenzo), si rilanciano manifestazioni di piazza anche contro il divieto ma capire come scendere in piazza. Segue assemblea in cui si rilancia corteo di piazza e pacifica che inizia e finisce in maniera compatta a Piazza Esedra sabato. Se verrà vietata il movimento andrà lo stesso con servizi d'ordine. Si polemizza con Radio città Futura. 

Per Paolo Rotondi e Roberto Mander il Pm De Nicola ha richiesto 3 anni. 

Libertà Paolo e Daddo. 

1 ora

Diretta presidio per repressione AutOp

Data di trasmissione
Durata

Cronaca in diretta di un sit-in di protesta contro i provvedimenti di soggiorno obbligato che hanno colpito alcuni membri di Autonomia Operaia. La manifestazione era stata inizialmente prevista nella forma di corteo, poi vietato dalla questura. Dopo l’intervento di apertura di Vincenzo Miliucci, militante di Autonomia Operaia, si susseguono quelli di un lavoratore del Policlinico, di un membro di Magistratura Democratica, di un lavoratore del Comune di Roma, di un membro del collettivo politico della Facoltà di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma, di un partigiano di San Lorenzo fuoriuscito dal Partito Comunista Italiano, di un occupante di uno stabile in via Calpurnio Fiamma, di un avvocato (si avvertono in questo punto tensioni nella folla dei manifestanti per le provocazioni di un gruppo di fascisti), di una militante dei collettivi femministi, di Raffaele dei collettivi della Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma, di un militante attivo nel quartiere popolare del Tufello, della lettura di un comunicato del Movimento dei militari democratici, di un membro della lista operai disoccupati Alberone, del comitato operaio della Fabbrica Apparecchiature Telefoniche e Materiale Elettrico (Fatme), di un membro del comitato di lotta dei fuori-sede. Chiude la manifestazione Vincenzo Miliucci. Si urlano canti e slogan e si ricordano i prossimi appuntamenti.

Dibattito sul concetto di violenza

Data di trasmissione
Durata

Dibattito, in diretta dallo studio, scaturito dalla disponibilità mostrata da alcuni intellettuali e militanti vicini al Movimento del ‘77 ad intervenire in televisione e sui giornali. Si discute dei mandati di cattura e del provvedimento di soggiorno obbligato emessi il giorno prima per alcuni membri dei Comitati Autonomi Operai. Si pone l’attenzione sullo stato del movimento, sui cambiamenti in atto nelle posizioni politiche delle aree interne ad esso, specie in relazione agli episodi di violenza, dopo la morte di Roberto Crescenzio, l'uccisione del giornalista Carlo Casalegno a Torino e l’omicidio dei giovani attivisti del Fronte della Gioventù in via Acca Larenzia a Roma. L'intervento introduttivo è letto da Osvaldo Miniero, redattore di Radio Onda Rossa, cui seguono gli altri, tra i quali quello di Luca Meldolesi, militante di Lotta Continua.

Un tema affrontato riguarda il Dossier sulla violenza eversiva a Roma, prodotto dalla Federazione romana del Partito Comunista Italiano e consegnato alla questura. In tale documento, rinominato dai membri dei gruppi extra-parlamentari "dossier dell'infamia", erano stati indicati i nomi di molti militanti del Movimento del ‘77. La trasmissione si conclude con la lettura di un comunicato di Magistratura Democratica contro il provvedimento di soggiorno obbligato previsto dalla Legge Reale (Legge 152/1975).