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Teva

Buon vento, Flotilla!

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In studio con Ilaria, una compagna dei Sanitari per Gaza, raccontiamo la sua esperienza di partecipazione all'ultima Flotilla. Il viaggio di Ilaria è iniziato ben prima dell'effettiva partenza ed è stato caratterizzato da un costante stato di allerta per il timore del boicottaggio israeliano. Il primo attacco vero e proprio da parte delle forze armate di Israele è iniziato nei pressi di Creta; sull'isola, sebbene in condizioni difficili, gli equipaggi hanno sperimentato la solidarietà delle attiviste/i greche e sono poi riusciti a raggiungere Marmaris, in Turchia. Dopo che tutti gli equipaggi sono stati intercettati, sequestrati e trasportati ad Ashdod, sono stati fatti oggetto di violenze da parte delle forze armate israeliane, che si sono accanite soprattutto nei confronti delle persone razzializzate, di quelle "con passaporto debole", delle donne o delle persone LGBTQ. Particolarmente crudele è stato il momento della detenzione, vissuta in condizioni di assoluto sovraffollamento, in un susseguirsi di pratiche vessatorie, senza cibo, senz'acqua, sotto la costante minaccia di cani feroci, nelle celle in precedenza occupate dai prigionieri palestinesi. La partenza da Israele è stata possibile solo grazie a tre aerei turchi, senza che ci sia mai stato alcun intervento delle autorità italiane.

Passiamo quindi a parlare delle forme di boicottaggio nei confronti di Israele, soprattutto della campagna contro TEVA, la multinazionale che opera nel settore dei farmaci generici ma intrattiene una documentata complicità con il regime Israeliano. Le forme di boicottaggio che è possibile esercitare per tutte e tutti nel quotidiano, del resto, sono moltissime, come documenta anche il sito di BDS Italia consultabile qui. Il comunicato di BDS-Italia in merito alla chiusura di quattro stabilimenti TEVA, non imputabile alle pressioni civili degli ultimi anni può invece essere letto qui .

Roma sa da che parte stare

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CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA DELIBERA POPOLARE

VENERDI' 23 GENNAIO  h 12.00, IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO.

COMUNICATO STAMPA

Interruzione dei rapporti fra Roma Capitale e lo Stato di Israele

Venerdì 23 gennaio 2026 il Comitato promotore "Roma sa da che parte stare" depositerà in Campidoglio una Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare finalizzata all' interruzione immediata di ogni rapporto fra Roma Capitale e lo Stato di Israele. In questi mesi, a partire dalla presunta tregua, il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania e Gerusalemme est non si sono fermati. Centinaia di bombardamenti che hanno ucciso circa 500 palestinesi, di cui cento bambini, blocco dei rifornimenti, espulsione di decine di associazioni internazionali. A Gaza si muore ancora di freddo e per fame. In Cisgiordania continuano gli attacchi dei coloni e dell'esercito. Non intendiamo accettare che la nostra città intrattenga, stante questa situazione, un qualsivoglia tipo di rapporto con lo Stato genocidario di Israele e le sue aziende. Di fronte all'inerzia e alle complicità delle istituzioni, numerose realtà della solidarietà alla Palestina e alcuni sindacati di base hanno deciso di promuovere l'iniziativa popolare, come prevede lo Statuto di Roma Capitale. ?? La raccolta delle firme partirà sabato 24 con banchetti in tutta la città e proseguirà per i prossimi tre mesi nei quartieri, sui posti di lavoro, nelle scuole e nelle università. ? L'obiettivo del Comitato "Roma sa da che parte stare" è quello di raccogliere molte più firme delle 5.000 necessarie affinchè l'Assemblea Capitolina sia obbligata a pronunciarsi sulla rottura di ogni rapporto con lo Stato di Israele a partire da quelli con MEKOROT e TEVA. 

Comitato "Roma sa da che parte stare"  

Sanitari per Gaza: Boicotta i farmaci teva

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Una compagna ed un compagno di Sanitari per Gaza presentano il dossier "La distruzione del Sistema sanitario a Gaza" e perché è partita la campagna di Boicottaggio di tutti i prodotti Teva.

Di seguito l'Appello:

Come tutti sappiamo il farmaco è destinato alla cura delle malattie ed a salvare vite umane; esso è quindi uno strumento particolare, con un alto valore pratico, ma anche con un contenuto etico che lo distingue da tutte le altre merci. Tuttavia, tra i farmaci che il nostro medico ci può prescrivere, alcuni perdono, a nostro parere, questo valore etico perché contribuiscono al profitto di case farmaceutiche di paesi i cui governi si macchiano continuamente e con fredda determinazione di crimini orribili ai danni di popolazioni più deboli.

Noi ci preoccupiamo in particolare di ciò che i governi israeliani da molti anni stanno facendo al popolo pale stinese, che ha solo la colpa di vivere da sempre in quella terra. Recentemente, Israele si è reso protagonista dell’ennesimo atto di genocidio nei confronti della popolazione della Striscia di Gaza, da sette anni sotto assedio. Nell’ultima operazione militare israeliana, denominata Margine Protettivo,” sono stati uccisi più di 2.100 palestinesi, tra cui molte donne e bambini. Oltre 10.000 sono stati i feriti e il personale medico e le infrastrutture sanitarie e delle Nazioni Unite sono stati deliberatamente colpiti.

Crediamo sia un’ipocrisia, quindi, comprare farmaci prodotti da un’industria, quella israeliana, che trae profitto e promuove il brutale regime colonialista di apartheid e di occupazione militare che semina morte e distruzione in Palestina. Le case farmaceutiche israeliane presenti in Italia, la TEVA, la RATIOPHARM e la DOROM, producono essenzialmente farmaci generici (quelli “non di marca”, che costano meno).

Caro/a cittadino/a, che come noi hai a cuore la tua salute e la tua umanità, ti invitiamo a reagire a questa violenza con un gesto pacifico, non diretto contro le persone di religione ebraica (il razzismo, l’antisemitismo e chi se ne macchia ci fanno orrore), ma contro l’economia di una nazione guidata da governi guerrafondai le cui azioni costituiscono crimini di guerra e contro l’umanità:

RIFIUTA

di acquistare i farmaci delle ditte TEVA, RATIOPHARM e DOROM chiedendo al tuo medico ed al tuo farmacista, quando sia possibile, di sostituire il medicinale con altri uguali, ma di ditte diverse; ne hai il diritto ed il costo è esattamente lo stesso.

Un piccolo gesto unito alla consapevolezza di essere tra coloro che hanno il coraggio di denunciare il massacro di cittadini inermi e prigionieri commesso a Gaza, e non vogliono essere complici silenziosi dell’oppressione che da molti anni viene inflitta ai palestinesi nella loro terra.

Agiamo tutti insieme, in tutto il mondo. Cominciamo dalla Teva!

Ogni nostro gesto, da consumatori o da “pazienti”, è importante.

SANITARI PER GAZA