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Palestina

Genocidio made in Italy: esportazioni militari ed energetiche in Israele

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Rimandiamo la registrazione della presentazione del dossier MADE IN ITALY PER L’INDUSTRIA DEL GENOCIDIO: ESPORTAZIONI MILITARI ED ENERGETICHE PER ISRAELE che si è svolta il 29 marzo al CSOA Ex Snia viscosa organizzata da GIP (Giovani palestinesi Italia) e da People's embargo for Palestine 

Il dossier è visibile 
https://static1.squarespace.com/static/68f39f06eb2e2f1e3c961bee/t/69c6d0f1993a237d51d1837a/1774637297572/Made+in+Italy+per+l%E2%80%99Industria+del+Genocidio.pdf

L’audio è in ordine 

- introduzione di due Giovani Palestinesi Italia
- Kaleem from USA di PYM (Palestinian Youth Movement) 
- Carlo Tombola di The weapon watch - https://www.weaponwatch.net/en/weapon-watch-observatory-on-weapons-in-e…
- CUB sulle lotte negli aeroporti
- USB sulle lotte nei porti
- Raffaele di BDS italia
- SICOBAS sulle lotte nella logistica
- Fabio Marcelli dei giuristi avvocati per la palestina sulle denunce ai ministri italiani per complicità nel genocidio
- conclusioni di una compagna GPI 

I Punti Chiave del dossier sono: 

Almeno 416 spedizioni legate a materiale militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante originati in Italia sono stati consegnati a Israele dall’ottobre 2023. Questi trasferimenti sono proseguiti nonostante le ripetute dichiarazioni pubbliche del Governo Italiano secondo cui le esportazioni di armi verso Israele sarebbero state sospese o limitate.

Le spedizioni includono armi, componenti per caccia, avionica, attrezzature legate ai droni e altri beni militari essenziali per l’offensiva israeliana su Gaza e nella regione. Le forniture di carburante dall’Italia sono state effettuate in modo occulto, con navi che utilizzano manovre di spegnimento dell’AIS e cambi di destinazione per nascondere le consegne verso Israele.

Invitiamo lavoratori e lavoratrici, tutte e tutti, e le istituzioni in tutta Italia ad adottare tutte le misure necessarie affinché nessuna arma, componente militare o carburante lasci il territorio italiano verso Israele.

Palestina: il battito della terra

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In questo redazionale abbiamo avuto come ospite allo studio di Via dei Volsci a Lucy, compagna di Bread and Roses Bari dell'Associazione Solidaria, che lavora nel ambito dell'agroecologia. Con lei abbiamo parlato del proggetto di solidarietà internazionalista che Solidaria porta avanti insieme al PAC (Popular Art Center), di Ramallah, che si occupa di cultura palestinese e agricoltura supportando una rete cooperativa agroecologiche. 

Lucy ci ha raccontato del loro viagio in Cisgiordania, tra ottobre e novembre del 2025, e di com'è la resistenza del popolo palestinese attraverso la protezione e cura della propria terra, come forma di sostentamente per le persone ma anche come una forma di lotta contro l'occupazione sionista.

Oltre ai proggetti nell'ambito dell'agroecologia, la collaborazione tra Solidaria e PAC ha prodotto un documentario chiamato "The heartbeat of the land", con voci e immagini della resistenza quotidiana in Cisgiordania.

 

Good News 3x07

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Good News 3x07 
A conclusione del suo tour, dedichiamo una puntata all'artista italo-palestinese Laila Al Habash, con una selezione dei brani che più ci hanno coinvolto e qualche consiglio di ascolto da parte dell'artista stessa. 

Laila Al Habash - Fumantina
Laila Al Habash - Che lavoro fai? 
Bob Marley & The Wailers - Waiting in vain 
Laila Al Habash - Desiderio
Sade - Kiss of life
A tribe called quest - Vibes and stuff 
Laila Al Habash - Timido
Baby do Brasil - Menino do Rio
Laila Al Habash - Come quella volta 

Corrispondenze dal corteo NoKings

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Corrispondenze dal corteo contro le guerre "No Kings" che è partito dalle 14 da piazza della repubblica, doveva fermarsi a Piazza San Govanni ma le 100mila partecipanti hanno deciso di proseguire fino ad occupare la tangenziale e ritornare a san lorenzo. Una ampia partecipazione che ha visto la solidarietà alla palestina come collante sia nelle bandiere sia negli slogan. 

Libano un aggiornamento sui bombardamenti al sud

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Con Michele Giorgio, giornalista de Il manifesto facciamo un aggiornamento degli attacchi di Israele contro il Libano. Pesticidi e fosforo bianco stanno costringendo la popolazione del sud del Libano all'evacuazione tanto che l'esercito israeliano è riuscito ad avanzato per 8 km ad est, per avendo incontrato una fortissima resistenza. La zona ad est è quella confinante con la Siria che quindi ampia la zona di occupazione. 

Israele vorrebbe avanzare anche verso Tiro cioè la roccaforte di Hezbollha, città che ha una storia importante e che la sua distruzione raderebbe al suolo una città millenaria. 

Civitavecchia: domenica corteo per la Flotilla

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Domenica alle 1130 al vecchio porto di Civitavecchia ci sarà una conferenza stampa e poi carteo per la partenza della Flotilla verso Gaza. 

Il 29 marzo saremo a Civitavecchia per una giornata di mobilitazione e partecipazione collettiva. 
In quella data verrà lanciata la nuova missione della Global Sumud Flotilla: un’iniziativa che nasce dalla volontà dei popoli di rompere l’assedio e l’embargo militare, arrivando dove i governi non arrivano, mettendo in gioco i propri corpi, la propria presenza e la propria solidarietà.

Il 29 marzo è anche la giornata dedicata allo Yom al-Ard – il Giorno della Terra, che commemora gli avvenimenti del 30 marzo 1976. In quel giorno, durante uno sciopero generale e manifestazioni nelle città arabe dalla Galilea al Negev contro l’annuncio di un piano di esproprio di centinaia di ettari di terra palestinese, l’esercito e la polizia israeliana uccisero sei cittadini palestinesi disarmati, ferendone decine e arrestando migliaia di persone.

Per il popolo palestinese la terra non è solo uno spazio geografico, ma identità, memoria e radici. 
Non a caso uno dei simboli più profondi della Palestina è l’ulivo: un albero antico e resistente, con radici saldamente ancorate al suolo. Come l’ulivo, i palestinesi continuano a resistere al tentativo di sradicamento materiale e culturale che colpisce le loro comunità e i loro territori.

La questione palestinese è anche una questione ambientale. 
Le operazioni militari, i bombardamenti e la distruzione delle infrastrutture hanno conseguenze gravi e durature sul suolo, sull’aria e sulle risorse idriche. 
Allo stesso tempo, l’espropriazione delle terre, lo sradicamento degli alberi, la trasformazione forzata del paesaggio e l’inquinamento dei territori rappresentano forme di devastazione che incidono profondamente sugli equilibri naturali e sulla possibilità stessa di vivere e coltivare.

Per questo crediamo che la solidarietà con la Palestina sia anche una battaglia che riguarda la difesa della terra, dell’ambiente e dei diritti dei popoli. 
Le lotte contro le oppressioni sono intrecciate e si sviluppano su più piani: umano, sociale, politico ed ecologico.

Invitiamo tutte e tutti a partecipare al corteo del 29 marzo a Civitavecchia, per commemorare il Giorno della Terra, sostenere la missione della Global Sumud Flottiglia e ribadire che la mobilitazione dal basso può costruire percorsi di giustizia, solidarietà e autodeterminazione.

Dossier made in italy: domenica presentazione a ex-Snia

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Dall'inizio del genocidio in corso a Gaza nell'ottobre 2023, l'Italia ha mantenuto un flusso strategico e continuativo di equipaggiamenti militari e risorse energetiche verso Israele, favorendo direttamente l'infrastruttura tecnica dell'aggressione. Nonostante le ripetute rassicurazioni pubbliche del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo cui l'Italia avrebbe limitato le esportazioni di armamenti verso Israele, questa ricerca rivela una realtà sostanzialmente diversa. Una fitta rete di aziende italiane, enti collegati allo Stato e infrastrutture logistiche ha consegnato a Israele almeno 416 spedizioni di carattere militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante provenienti dall'Italia – quantitativi confermati attraverso registri di spedizione che rappresentano probabilmente solo una frazione della reale portata dei trasferimenti.

In qualità di firmataria delle Convenzioni di Ginevra, del Trattato sul Commercio di Armi (ATT) e della Convenzione sul Genocidio, l'Italia è vincolata legalmente e moralmente a garantire che le proprie esportazioni industriali e statali non favoriscano gravi violazioni del diritto internazionale. Le prove presentate in questa ricerca indicano che tali obblighi sono stati pesantemente violati, attraverso catene di approvvigionamento che hanno eluso il controllo pubblico e contribuito a sostenere l'industria del genocidio; da ciò derivano implicazioni a cascata, che suggeriscono anche un ruolo italiano nell'attuale guerra contro l'Iran.

Oltre ai produttori e fornitori, le spedizioni analizzate coinvolgono i principali aeroporti e porti marittimi italiani, inclusi Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Genova e Ravenna. Sono inoltre coinvolti i terminal carburanti di Taranto e della Baia di Santa Panagia, vettori marittimi quali Mediterranean Shipping Company (MSC) e ZIM, e compagnie aeree tra cui EL AL, ITA Airways e Challenge Air Cargo.

 

Ne parliamo con un compagno dei giovani palestinesi italia. 

Qui il link al dossier