Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !

Giovani obiettori di coscienza israeliani

Data di trasmissione

Obiezione di coscienza militare: politiche di apartheid, neoliberismo e negazione della Nakba, queste alcune delle motivazioni che hanno spinto un gruppo di adolescenti israeliani a pubblicare una lettera aperta per ribadire il diritto a non arruolarsi nell’esercito. Non è la prima volta che esponenti della società civile israeliana rifiutano pubblicamente il servizio militare. Nel giugno del 2020 altri 400 adolescenti avevano inviato una lettera al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, per manifestare aperta opposizione ai piani di annessione della Cisgiordania.

Ancora nessun vaccino per i palestinesi

Israele ha già somministrato 4 milioni di dosi ai suoi 10 milioni di abitanti, mentre nei territori occupati la campagna non è iniziata. Le dosi destinate da Covax e dalla Russia sono ancora bloccate.
Nel frattempo iniziano le manovre per impedire la candidatura di Marwan Barghouti alle elezioni per la presidenza dell'Autorità Nazionale Palestinese.
Ne parliamo con Michele Giorgio, corrispondente da Gerusalemme per il quotidiano Il Manifesto.

Criticare Israele non è antisemitismo

Data di trasmissione

L’11 gennaio scorso, in Spagna, otto attiviste ed attivisti,che rischiavano di finire in carcere per aver promosso una campagna nel 2015 di boicottaggio nei confronti di un artista filo israeliano, sono stati prosciolti dalle accuse che avrebbero potuto costar loro dai quattro ai sei anni di reclusione.La causa è stata definitivamente archiviata dopo l’accoglimento da parte del Tribunale di Valencia del ricorso presentato dalla difesa.

Intervista a Khalil

Data di trasmissione

Khalil è un giovanissimo compagno ghazawo, militante per la campagna BDS – Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni – e attivista per i diritti umani.  È uno studente di scienze politiche che vuole proseguire i suoi studi con un master sull’apartheid imposta dal governo Israeliano. Oltre allo studio si occupa dell’insegnamento della lingua inglese e collabora con dei musicisti (Gaza Blues) con cui hanno rifatto delle canzoni popolari palestinesi, collezionate in un album che si chiama ‘Tyrants’ Fear of Songs’.