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Palestina

Carovana di terra per Gaza: 10 persone fermate in Libia

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Con un'attivista della Global Sumud appena rientrata dalla Libia, diamo un aggiornamento sull'esperienza della Carovana di terra per Gaza, il convoglio umanitario organizzato dalla Global Sumud, partito da Tripoli e bloccato a Sirte. Il convoglio, costituito da delegazioni di 25 paesi, con camion, mezzi sanitari ed auto, è rimasto bloccato nel deserto per nove giorni, a 10 km dal confine. Sono quattro giorni che si è perso qualsiasi tipo di contatto, anche a livello diplomatico, con 10 attivisti staccatisi dal gruppo per portare avanti delle trattative e posti in stato di fermo nella Libia Est senza alcun tipo di base legale. L'ultimo contatto diretto con loro risale al primo pomeriggio di domenica 24 maggio. La situazione, ad oggi, è in divenire ma è molto importante mobilitarci tutte e tutti e tenere alta l'attenzione 

 

Buon vento, Flotilla!

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In studio con Ilaria, una compagna dei Sanitari per Gaza, raccontiamo la sua esperienza di partecipazione all'ultima Flotilla. Il viaggio di Ilaria è iniziato ben prima dell'effettiva partenza ed è stato caratterizzato da un costante stato di allerta per il timore del boicottaggio israeliano. Il primo attacco vero e proprio da parte delle forze armate di Israele è iniziato nei pressi di Creta; sull'isola, sebbene in condizioni difficili, gli equipaggi hanno sperimentato la solidarietà delle attiviste/i greche e sono poi riusciti a raggiungere Marmaris, in Turchia. Dopo che tutti gli equipaggi sono stati intercettati, sequestrati e trasportati ad Ashdod, sono stati fatti oggetto di violenze da parte delle forze armate israeliane, che si sono accanite soprattutto nei confronti delle persone razzializzate, di quelle "con passaporto debole", delle donne o delle persone LGBTQ. Particolarmente crudele è stato il momento della detenzione, vissuta in condizioni di assoluto sovraffollamento, in un susseguirsi di pratiche vessatorie, senza cibo, senz'acqua, sotto la costante minaccia di cani feroci, nelle celle in precedenza occupate dai prigionieri palestinesi. La partenza da Israele è stata possibile solo grazie a tre aerei turchi, senza che ci sia mai stato alcun intervento delle autorità italiane.

Passiamo quindi a parlare delle forme di boicottaggio nei confronti di Israele, soprattutto della campagna contro TEVA, la multinazionale che opera nel settore dei farmaci generici ma intrattiene una documentata complicità con il regime Israeliano. Le forme di boicottaggio che è possibile esercitare per tutte e tutti nel quotidiano, del resto, sono moltissime, come documenta anche il sito di BDS Italia consultabile qui. Il comunicato di BDS-Italia in merito alla chiusura di quattro stabilimenti TEVA, non imputabile alle pressioni civili degli ultimi anni può invece essere letto qui .

Castelli Romani per la Palestina: manifestazione il 29 maggio ad Ariccia

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Il venerdì 29 maggio, alla Piazza di Corte di Ariccia, si svolgerà una manifestazione con artisti, letture, musica, attivisti della Flotilla e diversi interventi "per la liberazione della Palestina, contro guerre e genocidio, per rompere i rapporti tra Italia ed Israele."

In comunicazione telefonica con un compagno del Movimento per la Palestina Libera dei Castelli Romani, abbiamo parlato della necesità di portare avanti questa manifestazione nel contesto dello "sciopero generale di tutte le categorie, contro le guerre e i tagli alle spese sociali."

A continuazione il loro comunicato:

I CASTELLI ROMANI ANCORA IN PIAZZA PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA, CONTRO GUERRE E GENOCIDIO, PER ROMPERE I RAPPORTI TRA ITALIA ED ISRAELE, PER LA FINE DELL'ASSEDIO DI GAZA, PER LA LIBERTA' DEI 10.000 PRIGIONIERI PALESTINESI DALLE CARCERI SIONISTE E DA QUELLE ITALIANE, CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DI SCUOLE E UNIVERSITA', PER IL RITIRO DEL DL SICUREZZA E DEL DDL ANTISIONISMO, PER RINGRAZIARE LA FLOTILLA E CHI RESISTE CONTRO GLI INTERESSI COLONIALI ED ECONOMICI DI GOVERNI E MULTINAZIONALI.

Da sempre i Castelli Romani si sono mobilitati contro il fascismo che ogni tanto si ripresenta sotto forma di manifestazioni razziste, presentazione di libri revisionisti e di interessi speculativi che sfruttano persone e luoghi a noi vicini. In questi ultimi casi, la differenza con il centrosinistra ormai è svanita, a dire il vero.

Scendiamo nuovamente in piazza perché il volto gaudente del sadico ministro israeliano BenGvir è quello che meglio rappresenta l'immagine di uno stato genocida e punta del colonialismo occidentale in Medio-Oriente.

Ma i volti dei governi occidentali non sono così diversi dal suo, perché in tutti i modi hanno fornito sostegno ad Israele, varato leggi speciali e usato il pugno duro contro ogni forma di dissenso.

Merito della Flotilla è stato quello di riportare il focus sulla Palestina, scomparsa dai maggiori media in questi mesi in cui Israele e USA hanno messo in piedi un organismo indegnamente chiamato "Board of Peace".

La nuova concezione di "tregua" ha già provocato circa 800 palestinesi uccisi dai sionisti, su oltre 70.000 morti accertati, in Libano 700 uccisi dalla "tregua" di aprile su 3.000 totali, altre migliaia in Iran, per proseguire con il colpo di stato in Venezuela ed il quasi certo prossimo attacco anche a Cuba.

L'UE continua a voler proseguire la guerra in Ucraina, riempiendo di soldi le industrie di armi e reinserendo la leva obbligatoria in diversi Paesi. Una trattativa di pace con la Russia non viene neanche ipotizzata.

In Italia, il governo più fascista dal ventennio ad oggi, consente l'invio di armi ad Israele, arresta palestinesi su mandato dello stato ebraico condannando la loro Resistenza contro l'occupante e loro stessi ad anni di carcere duro, manda avanti i suoi lacché a reti unificate per attaccare ogni forma di solidarietà con chi vive a Gaza e in Cisgiordania, fa soggiornare i militari dell'IDF in località turistiche affinché si riposino da loro sporco lavoro.

Intanto approva "leggi sicurezza" e "leggi antisemitismo" che imporranno una forte censura e repressione per tutti coloro i quali, specie nelle scuole e nelle università, non si adeguino al nuovo "standard di democrazia".

Continuiamo a mobilitarci contro le guerre imposte dal sistema capitalista che necessita di tutto questo

Venerdì 29 maggio in piazza ad Ariccia, mandiamo un messaggio forte, con le nostre voci, i nostri corpi, la musica, l'arte che trasformi la nostra rabbia in un impegno per la libertà di tutti i popoli oppressi.

Liberare la Palestina, rompere le catene che ci legano agli interessi della NATO e degli industriali, veri nemici di ogni forma di pace e di giustizia sociale, per una società completamente diversa da quella attuale.

Sarà chi pianifica le guerre ed un mondo costruito sulla violenza del più forte ad essere messo all'angolo.

Facciamo appello a tutti/e, perché venerdì 29 maggio, lo sciopero generale di tutte le categorie, contro le guerre e i tagli alle spese sociali, abbia la più larga partecipazione per poi vederci in piazza ad Ariccia in tante e tanti.

Free Palestine! Lo grideremo in faccia a tutti i BenGvir del mondo, perché il ministro israeliano rappresenta solamente la punta dell'iceberg, purtroppo.

Ci saranno artisti, letture, musica, attivisti della Flotilla e interventi su tutte le questioni citate ma anche il microfono aperto per chi volesse contribuire con ulteriori spunti di riflessioni e proposte.

I Castelli Romani sono solidali ed in lotta contro chi resiste alla barbarie, in ogni angolo del pianeta, con ogni mezzo necessario!

MOVIMENTO PER LA PALESTINA LIBERA - CASTELLI ROMANI

Palestina: la Carovana di terra verso il checkpoint di Sirte

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Con una compagna raccontiamo la carovana id terra partita per sostenere la Global Sumud Flotilla. Si trova ora in Libia e dopo una settimana in cui gli è stato vietato di proseguire oggi hanno deciso di proseguire compatte verso il checkpoint di Sirte.

Sono circa 300 attivisti internazionali della Land Convoy. 

23 Maggio: a Parco Nomentano Boxe contro l'assedio

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Con Giulio di boxe contro l'assedio ricordiamo l'appuntamento di Sabato 23 Maggio a Parco Nomentano, un triangolare di pugliato tra Palestina, Italia e Irlanda. 

"Sabato 23 maggio 2026 al parco Nomentano ci sarà uno storico Triangolare di pugilato tra Palestina, Italia e Irlanda!

Saranno con noi le squadre di boxe di Ramallah @Elbarrio Gym, Aida Lajee Center - مركــز لاجىء e Irlanda St Pauls Antrim A.B.C con la collaborazione di The Shamrock & Olive Tree Boxing Project.
La giornata inizierà alle 15 e sarà arricchita da un dibattito su sport popolare e Palestina con @Valerio Nicolosi e tanti ospiti.
Dalle 17 alle 20.30 ci sarà il Triangolare di pugilato
dalle 21.00: Concerto con @leofulcro e @Borghetta Stile
Saranno con noi anche Anna Foglietta e Paola Caridi.
La realizzazione dell’evento è stata possibile grazie al supporto arrivato in questi anni da ogni angolo del mondo, alle tante iniziative organizzate con la rete Internazionale di supporto allo sport palestinese - sport beats border e da tante singole persone e realtà.
Questa è la cosa più incredibile, la forza della solidarietà espressa attraverso lo sport."

La cancellazione della memoria storica in Palestina

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Insieme ad Andrea, un fotografo che è stato più volte nella Palestina occupata, e a Chiara, un'archeologa specializzata in Asia occidentale, raccontiamo innanzitutto la sua esperienza di viaggio e i cambiamenti intercorsi nel tempo sul territorio, soprattutto a seguito del 7 ottobre 2023. Ci focalizziamo quindi sulle diverse forme di repressione attuate da Israele, soffermandoci in particolare sull'aspetto dello spossessamento identitario e culturale. A questo proposito, è emblematico il caso dell'area archeologica di Sebastia, vicino a Nablus, dove Israele ha requisito più di 180 ettari di territorio, destinati a essere riconvertiti in un gigantesco "parco a tema" funzionale al solo sfruttamento turistico. Il sequestro di una porzione di territorio così vasta ha evidenti implicazioni anche sotto il profilo economico, in quanto priva le comunità locali di importanti fonti di sostentamento e di prospettive di futuro. In termini più generali, del resto, l'archeologia viene piegata da Israele alla mera ricerca di "testimonianze bibliche" che possano legittimare la presenza coloniale, cancellando qualsiasi altra forma di sopravvivenza storica.

Antisionismo non è Antisemitismo

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Il 23 maggio lo spazio sociale di 100celle Aperte ospiterà la prima assemblea contro il DDL Antisemitismo: un disegno di legge che equipara l’antisemitismo all’antisionismo, approvato alcuni mesi fa al Senato e che nei prossimi mesi arriverà alla Camera per l’approvazione definitiva. L'assemblea rappresenta un primo passo nella costruzione di una rete cittadina capace di opporsi all’ennesima legge liberticida, finalizzata a reprimere le mobilitazioni e le manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese. Il DDL colpisce in particolare la scuola e l'università attraverso una serie di misure: dall’obbligo di delazione all’istituzione di commissioni incaricate di monitorare e sanzionare le espressioni di solidarietà verso la Palestina; fino alla revisione dei testi scolastici, orientata a ripulire l’immagine colonialista e genocidaria dello Stato di Israele. Si tratta inoltre di un provvedimento organico che rappresenta una vera e propria forma di intimidazione nei confronti dell’intera società. Lo dimostrano la definizione di antisemitismo come fenomeno “specifico” e l’individuazione di una strategia triennale per il suo contrasto, presieduta da un generale dei carabinieri e dalle comunità ebraiche, da sempre sostenitrici del sionismo. Gli elementi principali del disegno di legge verranno illustrati dal collettivo CAOS e da un compagno del Coordinamento per la Palestina, che presenterà l’opuscolo sul DDL redatto insieme alla Rete Liberi di Lottare. Il secondo intervento — a cura di una compagna dell’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole — approfondirà il processo di progressiva trasformazione degli istituti scolastici in luoghi sempre più militarizzati, nei quali i dirigenti scolastici assumono funzioni sempre più vicine a quelle degli organi prefettizi. Infine, il terzo intervento racconterà le mobilitazioni universitarie promosse dal gruppo di docentɜ e ricercatorɜ “Rete Ricerca e Università per la Palestina”. Al termine ci sarà una restituzione assembleare per discutere i prossimi passi da fare.

Vi aspettiamo sabato 23 maggio alle 18:00 a Centocelle Aperte