L'ANOMALIA GIUDIZIARIA MODENESE

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Durata 13m 24s

Negli ultimi dieci anni il tribunale di Modena si è andato intasando di centinaia e centinaia di processi contro uomini e donne sindacalisti, lavoratori, attivisti e studenti impegnati nei movimenti sociali.

Per finire alla sbarra basta aver scioperato pacificamente davanti alla propria azienda, aver distribuito volantini o partecipato ad una manifestazione. Le denunce cadono a pioggia su cittadini e lavoratori che esercitano i propri diritti costituzionali, trasformandosi poi in lunghi anni di udienze e, talvolta, in aspre condanne.

Stiamo parlando di 593 imputati tra lavoratori e sindacalisti (circa 520 persone fisiche, dato che i funzionari sindacali hanno più procedimenti) per il periodo 2017-2022, oltre a circa 150 imputati per reati politici e sociali (manifestazioni, volantinaggi, occupazioni dimostrative, ecc), e ai 13 procedimenti a carico di giornalisti che hanno raccontato quelle vicende o semplici cittadini che hanno scritto qualche commento critico sui social.

Lo zelo del tribunale modenese nel perseguire operai e attivisti stride con l’immobilismo di fronte alle decine di denunce sugli abusi, anche gravissimi, commessi dalle forze dell’ordine. I casi più eclatanti riguardano le recenti richieste di archiviazione per i 120 agenti accusati di torture e lesioni al carcere Sant’Anna durante la rivolta del 2020, così come la frettolosa archiviazione per 8 dei 9 detenuti morti in quei giorni.

Marcello, del SI cobas di Modena, ci parla dell'iniziativa su questa vicenda che si tiene proprio a Modena nel pomeriggio di sabato 25 novembre