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La caduta del cielo: un messaggio dalla foresta amazzonica

Data di trasmissione
Durata 1h 16m 58s

Dopo l'elezione di Bolsonaro in Brasile le comunità indigene stanno subendo un nuovo attacco. Nella puntata di oggi vi proponiamo una testimonianza che pensiamo arrivi nel momento giusto, quando nel giudizio sempre più consensuale degli specialisti siamo entrati nell'epoca dell'Antropocene, epoca geologica in cui gli effetti dell'attività umana hanno acquisito la dimensione di una forza fisica dominante e distruttiva sul pianeta. 

Dalla foresta amazzonica Davi Kopenawa, sciamano Yanomami e portavoce delle lotte indigene, ci racconta la cosmologia del suo popolo, le loro lotte di resistenza e una profezia sciamanica sul nostro futuro: la caduta del cielo, ovvero la catastrofe ambientale che si sta abbattendo sulla terra. Attraverso le sue parole e il suo sguardo una nuova prospettiva sull'agire politico nell'epoca della catastrofe. 

"Quando ero piú giovane, mi chiedevo spesso: “I Bianchi possiedono parole di verità? Possono diventare nostri amici?” Da allora, ho viaggiato spesso nelle loro terre per difendere la foresta e ho imparato a conoscere un po’ ciò che chiamano politica. Questo mi ha fatto diventare ancora piú diffidente! Questa politica, sono solo parole confuse. Sono le parole di quelli che vogliono la nostra morte per potersi impadronire delle nostre terre33. La gente che le proferisce ha cercato spesso di ingannarmi dicendomi: “Siamo amici! Segui il nostro cammino e ti daremo del denaro! Avrai una casa e potrai vivere in città, come noi!” Non le ho mai dato ascolto. Non voglio perdermi tra i Bianchi. Il mio spirito è veramente calmo solo quando vivo nella bellezza della foresta vicino alla mia gente. In città, sono sempre ansioso e impaziente. I Bianchi ci trattano da ignoranti solo perché siamo gente diversa da loro. Ma il loro pensiero è corto e oscuro. Non riesce a estendersi e a elevarsi perché vogliono ignorare la morte. Sono in preda alla vertigine perché non smettono di divorare la carne dei propri animali domestici che sono i generi di Hayakoari, l’essere tapiro che rende le persone altre. Bevono in continuazione la cachaça e la birra* che riscaldano e affumicano il loro petto. Ecco perché le loro parole diventano cosí cattive e ingarbugliate. Non vogliamo piú sentirle. Per noi, la politica è un’altra cosa. Sono le parole di Omama e quelle degli xapiri che ci ha lasciato. Sono le parole che ascoltiamo durante il tempo del sogno e le preferiamo perché sono davvero le nostre. I Bianchi, invece, non sognano lontano come noi. Dormono molto ma sognano solo se stessi. Il loro pensiero resta ostruito e sonnecchiano come tapiri e tartarughe. Ecco perché non riescono a capire le nostre parole." 

La caduta del cielo, Davi Kopenawa Yanomami, Bruce Albert