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Assata Shakur

Stati Uniti, la guerra interna oggi a Strike con Silvia Baraldini

Data di trasmissione

giovedì 12 marzo 2026 ore 18.30 Strike c.s.o.a. Via Umberto Partini, 21 Roma

Nel ricordare Assata Shakur, deceduta all’Havana il 26 settembre, 2025, vogliamo soprattutto celebrare il suo spirito rivoluzionario, la sua opposizione all’imperialismo degli Stati Uniti, e la sua profonda convinzione che la liberazione del suo popolo da 400 anni di oppressione sarebbe stata possibile solo in un contesto di lotta anticapitalista nel rispetto del principio dell’autodeterminazione dei popoli.

In un periodo durante il quale l’imperialismo statunitense esprime la sua faccia più aggressiva e repressiva – è notizia di oggi l’aggressione unilaterale contro l’Ecuador, in seguito a quella all’Iran a fianco di Israele – ricordare Assata significa rendere omaggio a una donna che ha dedicato alla lotta antimperialista tutto il suo essere. La scelta di Cuba come sua patria politica e spirituale dopo essere stata liberata dalle carceri statunitensi nel novembre 1979, non è stato un atto casuale ma una dichiarazione che, anche dall’esilio, avrebbe continuato quel percorso rivoluzionario che l’aveva portata alla scelta della lotta clandestina e all’adesione al Black Liberation Army.

Per tutto il periodo della sua carcerazione e dei suoi otto processi, Assata è stata sostenuta dal Black Liberation Movement, dai suoi alleati, in particolare gli altri movimenti di liberazione nazionali presenti in quel periodo storico sul territorio americano. Anche una parte del movimento antimperialista ha lottato per la sua liberazione. Questa alleanza politica basata sulla solidarietà e sul rispetto dell’autodeterminazione dei popoli ha creato le condizioni per la sua liberazione e per la sua incolumità.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di ripristinare il vero significato della sua resistenza a tutto quello che erano e sono gli Stati Uniti. La guerra interna scatenata dal potere imperialista degli Stati Uniti negli anni Settanta e Ottanta, meglio conosciuta come COINTELPRO, contro le forze progressiste e rivoluzionarie di quel periodo, avrebbe dovuto spazzare via per sempre ogni illusione sulla democrazia americana, e sulla possibilità di un cambiamento graduale e pacifista. Ma non sempre le verità più difficili perdurano nel tempo. Le realtà odierne all’interno di quel paese – la lotta spietata contro i migranti e l’uso di formazioni militari come ICE contro di loro, la soppressione del voto di quelle popolazioni invise a Trump, la transfobia e in generale il rifiuto di riconoscere le realtà LGBTQ+, la riabilitazione delle organizzazioni reazionarie che hanno guidato l’assalto del 6 gennaio, etc. – si riverberano e impattano anche sulla nostra società chiedendo delle risposte radicali. Questa serata è un’opportunità per ispirarsi allo spirito di resistenza dimostrato da Assata Shakur, un esempio che brilla tuttora.

Assata Shakur nella lista dell'FBI dei 25 terroristi più pericolosi.

Data di trasmissione

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Il 3 maggio scorso l'FBI ha iscritto Assata Shakur tra i 25 terroristi più pericolosi e lo stato del New Jersey ha aggiunto al milione di dollari di taglia già messa dall' FBI un'altro milione di dollari .

 

Militante del Black Panter Party e della Black Liberation Army, Assata Shakur viene condannata nel 1977 all'ergastolo per l'omicidio mai provato di un agente della polizia del New Jersey. Dopo aver passato due anni in isolamento in un carcere maschile nel 1979 evade e descrive così questa sua scelta: “Nel 1979 ero in grado di scappare con l'aiuto di alcune mie compagne . Ho visto questo come un passaggio fondamentale, non solo perché ero innocente dalle accuse contro di me ma perché sapevo che nel sistema legalmente razzista degli Stati Uniti non avrei ricevuto nessuna giustizia. Ero anche spaventata al pensiero che sarei potuta essere uccisa in prigione.”

Assata è attualmente esiliata a Cuba dove contunua a scrivere e ad essere attiva nelle battaglie per i diritti umani e a fare propaganda contro le politiche Statunitensi.

 

Ma perchè questo accanimento su di lei dopo 40anni?

L'ipotesi più accreditata è quella che gli Stati Uniti vogliano mettere così alla prova la Cuba di Raùl Castro e pressare gli equilibri diplomatici.

Sta di fatto che dopo 40 anni ancora si chiede e si pretende il rispetto di diritti civili economici e politici che negli stati uniti si danno ormai per sdoganati di fronte a dei numeri che testimoniano qualcosa di molto diverso.

 

Qui i commenti (in inglese) dell'avvocato di Assata, Lennox Hinds e Angela Davis:

 

http://m.democracynow.org/stories/13623

 

 

Qui il testo e l'audio della lettera che Assata ha scritto nel 1998 a Giovanni Paolo II .

Il Papa aveva infatti ricevuto una lettera di pressioni da parte della Polizia del New Jersey affinchè, nella sua visita a Cuba, intervenisse per l'estradizione di Assata.

 

http://m.democracynow.org/web_exclusives/1742

 

 

qui la traduzione:

 

https://archive.org/download/AssataShakur2/Assata_Shakur(2).doc