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USA

Minneapolis: aggiornamenti e riflessioni sulle ultime settimane

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Prima e dopo l'uccisione di Renée good il 7 ottobre a Minneapolis la resistenza contro l'assedio di ICE alla città si organizza e radicalizza. Un vasto movimento popolare che in un processo di acculturazione collettivo, di contaminazione tra città diverse impara a riconoscere le macchine in borghese, identificare e seguire gli agenti, cercando di rallentare, o quando possibile impedire, le deportazioni.
Una resistenza alla normalizzazione di un corpo paramilitare iper violento nelle strade delle città del Nordamerica, una lotta contro l'autoritarismo di Trump e l'organizzazione di nuove forme di vita. 

Ne parliamo con una compagna da Minneapolis.

Gira tutto intorno all'IA?

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Le richieste assurde di Musk ad OpenAI ci mostrano che il business dell'IA potrebbe essere più fragile di quanto sembra; una puntata in cui tutto sembra girare intorno ai voleri delle grandi aziende statunitensi, dagli emendamenti europei al GDPR a... la violazione del copyright?

Elon Musk cerca di destabilizzare OpenAI - rivale della sua xAI - tramite una richiesta di fondi smisurata. Non è detto che ci riuscirà, ma è un altro dato che ci conferma che le dinamiche azionarie prevalgono sulla reale capacità di queste aziende di fare profitti tramite la cosiddetta Intelligenza Artificiale.

Anna's Archive incassa alcuni provvedimenti contrari: viene tolto il suo dominio dal DNS, e viene ordinata la cancellazione dei dati provenienti da WorldCat.
Cogliamo l'occasione per fare qualche riflessione sull'uso di Anna's Archive da parte delle Big Tech nel contesto della configurazione degli LLM.

Nell'Unione Europea, il Digital Omnibus si dimostra sempre più un provvedimento a misura di grandi aziende, con molti provvedimenti frutto del lavoro di lobbying. In contemporanea, la Francia spinge la commissione europea a ricercare soluzioni open source per sviluppare soluzioni tecnologiche che non dipendano dagli Stati Uniti.

Notiziole:

  • In California una nuova legge sulla privacy rende più facile cancellare i dati presenti e futuri.
  • I tagli di Trump portano la CBS (corporation finanziata dal pubblico che raccoglieva le emittenti radio e tv pubbliche) all'autoscioglimento.
  • Il Vietnam vieta gli spot non-skippabili più lunghi di 5 secondi
  • Nell'Idaho, USA, una legge per cercare nuove materie prime nel sottosuolo include una lunga lista di minerali, tra cui alcuni inesistenti
  • Nel North Dakota, USA, il servizio meteorologico sperimenta l'uso di Intelligenza Artificiale, e si ritrova con le previsioni per città che non esistono
  • Roblox prova ad usare un sistema automatico per verificare l'età dell* utenti, ma il sistema fallisce in un gran numero di modi

 

L'Asia in Sud America, la Cina in Venezuela (ma non solo)

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La trasmissione affronta le interdipendenze economiche tra Sud America e Asia, anche nell'ottica di contribuire a spiegare perchè gli Usa siano così preoccupati di perdere la loro sfera d'influenza. Ci concentriamo in particolare sulla Cina, allargando però il discorso anche alla Russia e ad altri paesi asiatici portati in Sud America dal vemto dei Brics. 

Gli Usa rimangono di gran lunga il primo partner commerciale del continente ma negli ultimi quindici anni la Cina è entrata in Sud America certamente anch'essa con obiettivi coloniali ma con l'interesse di far crescere le economie locali: la sua strategia è la connettività intermodale costituita da porti, ferrovie, digitale. 

Nella trasmissione approfondiamo in particolare le economie di Brasile, Cile e soprattutto Venezuela. 

Aggiornamenti dal Libano

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Mandiamo in onda una corrispondenza registrata da Elisa Gestri, giornalista free lance e fotoreporter che si trova nel Sud del Libano, devastato dai bombardamenti quotidiani dell'IDF, nonostante la tregua entrata in vigore a novembre 2024. In Libano, solo negli ultimi giorni: sono state uccise almeno 5 persone, accusate di appartenere ad Hezbollah; diverse pattuglie dell'IDF sono penetrate nel paese; ci sono stati attacchi con droni che hanno distrutto infrastrutture produttive; alcuni villaggi al confine con Israele sono stati fatti oggetto di distruzioni; il portavoce in lingua araba dell'IDF ha diramato ordini di evacuazione agli abitanti di alcune località nel Sud del paese e nella valle della Becqa, che sono poi state affettivamente bombardate. Nel frattempo, aumentano i timori per una nuova invasione israeliana del paese, fatto che determina paura, incertezza e instabilità in tutto il Libano.

Mamdani e Democratic Socialists of America (DSA) vincono a New York

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Marina Catucci, corrispondente de Il Manifesto da New York, racconta la vittoria sotto gli occhi dei media di tutto il mondo, di Zohran Mamdani che ha infiammato le generazioni più giovani con politiche socialiste. Ver* protagonist* della vittoria, anche sul palco del Brooklyn Paramount, quartier generale del comitato elettorale di Mamdani, l* attivist* che sostengono il neosindaco.

No Kings Day

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Con Marina Catucci, inviata negli USA per Il Manifesto, ci racconta cos'è successo la settimana scorsa negli USA dove si è tenuta una mobilitazione che ha visto oltre 7 milioni di cittadine/i partecipare alle oltre 2600 manifestazioni organizzate nel paese. L’evento ha rappresentato un importante banco di prova per valutare l’intensità della rabbia popolare nei confronti del secondo mandato del presidente, a pochi mesi da una precedente ondata di proteste, lo scorso giugno, che aveva già portato milioni di persone nelle strade.
In chiusura un racconto della rivolta contro l'operazione dell'ICE a Chinatown (New York) quando circa una trentina di agenti federali, mascherati e armati, hanno preso di mira i venditori ambulanti, e sono stati accolti da una piccola folla di newyorkesi accorsi in quell’isolato, dando vita a una vibrante protesta spontanea contro gli arresti.

Durata 20' ca.

Sull'accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian

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L'8 agosto 2025, Armenia e Azerbaigian hanno siglato uno storico accordo di pace mediato dagli Stati Uniti, ponendo fine a decenni di conflitto nel *Nagorno Karabakh. La nuova intesa include capitoli sulla cooperazione economica e i rapporti commerciali, segnando un punto di svolta nelle relazioni tra Armenia e Azerbaigian. Le implicazioni di questo accordo di pace sono nuove e di vasta portata, poiché implicano un maggior coinvolgimento degli USA in Asia con un ruolo ancora più importante della Turchia, con il disappunto dell'Iran che vede tagliati ancora di più i suoi rapporti con la Russia. L'accordo è stato accolto bene anche da Israele. 

Vi riproponiamo un audio con il giornalista Murat Cinar. 

Il genocidio a Gaza e l'arroganza di Israele nella regione

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In una corrispondenza con Michele Giorgio, da Gerusalemme, diamo gli ultimi aggiornamenti sulla situazione a Gaza, dove solo stamani sono state uccise almeno una trentina di persone in attesa di aiuti umanitari, nella quasi completa indifferenza della comunità internazionale, che interviene solo quando vengono toccati particolari interessi, soprattutto religiosi, come nel caso del bombardamento della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza. Si passa poi a analizzare lo scandaloso piano della realizzazione della cosiddetta "città umanitaria" a Gaza, un vero e proprio campo di internamento dove dovrebbero essere richiusi almeno 600.000 palestinesi, nonché l'intervento israeliano in Siria, avvenuto con il sostanziale sostegno degli USA e dell'UE.

A New York vince Zohran Mamdani: prove di socialismo?

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Zohran Mamdani ha ufficialmente vinto le primarie del Partito Democratico per le elezioni a sindaco di New York, con il 56%, una vittoria inaspettata per l'establishment dei dem Usa ma assolutamente prevedibile nei giorni precedenti, anche analizzando l'avvicinamento, soprattutto delle generazioni de* millennials e della generazione z al socialismo negli Stati Uniti.

Marina Catucci, giornalista de Il manifesto e autrice di Manifesto americano. Il socialismo e le nuove forma di lotta politica negli Stati Uniti (Paesi Edizioni, 2024) ricostruisce le politiche e le pratiche di un outsider, nato in Uganda da genitori indiani, musulmano, che vince dichiarandosi socialista e proponendo politiche anticapuitaliste e contemporaneamente pro-lgbtiq

Riflessioni sulle rivolte negli Stati Uniti di giugno 2025

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A Roma, alla Casa di Quartiere di Quarticciolo, martedì 1\07 si terrà un dibattito con un professore dall'università di San Francisco e con compagni da Chicago per confrontarsi sulle rivolte di inizio giugno negli USA contro le deportazioni e il razzismo sistemico. In studio abbiamo avuto un ospite con cui abbiamo ripercorso quei momenti di rivolta e riflettuto sugli spazi di lotta che essi hanno aperto. 

Di seguito il link delle "lezioni seguite alle battaglie di Los Angeles" lette ai microfoni: https://illwill.com/fire-and-ice 

Di seguito il comunicato dell'iniziativa: 

Nell’ultimo mese, diverse città statunitensi sono state attraversate da manifestazioni e rivolte contro i violenti blitz dell’l’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale responsabile delle deportazioni. Di fronte alle remigazioni forzate la risposta spontanea delle comunità è stata quella di ostacolare le retate, bloccare le deportazioni nei luoghi di lavoro e nei quartieri. Sotto lo slogan “Fuck ICE” le manifestazioni si sono diffuse in tutte le metropoli statunitensi, scendendo in strada con coraggio e determinazione, attaccando i centri di detenzione dei migranti e le stazioni di polizia. Nelle proteste, la questione migratoria si è intrecciata con la solidarietà alla Palestina e a un generale rifiuto di Trump e della retorica MAGA, restituendo la realtà di un paese tutt’altro che pacificato. Di tutta risposta l’amministrazione Trump ha continuato a mostrare il pugno duro, schierando la Guardia Nazionale per reprimere le proteste.
In questo ciclo di rivolte, come già accaduto in quelle successive all’omicidio di George Floyd e alla mobilitazione di Black Lives Matter, a emergere non è solo la rabbia verso il dominio del fascismo tardo capitalista, incarnato oggi da Trump, ma la spinta verso una trasformazione radicale del presente, che passa dall’abolizione della polizia all’autogestione delle comunità.
Per comprendere le rivendicazioni e le specificità di queste rivolte parleremo con James Martell (San Francisco State University) e *.
Ci vediamo Martedì 1 luglio alle ore 18 alla Casa di Quartiere di Quarticciolo (Via Trani 1)