Si è svolta oggi l'udienza di secondo grado per il processo a Tarek, accusato degli scontri avvenuti a Piramide a Roma il 5 ottobre del 2024 in occasione di una manifestazione per la Palestina. La condanna è di un anno e 8 mesi, 3 anni in meno di quanto richiesto in primo grado. Sentiamo un compagno.
Con un compagno del Comitato Antirepressione Milano, diamo un aggiornamento sul processo che si sta svolgendo a Budapest a Maja e ad altri/e compagni/e, per la mobilitazione antifascista contro il cosiddetto "Giorno dell'Onore" della capitale ungherese. Tutti gli/le imputati/e sono accusati di reati molto gravi e rischiano anni e anni di reclusione. Come sappiamo, Maja è l'unica persona ad essere stata estradata dalla Germania all'Ungheria, con una procedura del tutto illegittima. Maja si trova da mesi in detenzione nelle carceri ungheresi, in condizioni disumane; tempo fa ha intrapreso uno sciopero della fame che l'ha portata al ricovero in un ospedale militare. Il processo a Maja. che dovrebbe terminare a gennaio, si sta svolgendo in completa violazione di tutte le norme di uno stato di diritto, in un clima di pesantissime intimidazioni. Le mobilitazioni e le iniziative di solidarietà per Maja e per tutti/e gli/le altri/e però continuano, come pure le raccolte per il sostegno delle spese legali.
Marjan Jamali ci racconta la sua storia; appena sbarcata col figlio a Roccella Ionica (RC) nel 2023, dopo un viaggio partito dall'Iran verso l'Europa, fu subito arrestata e detenuta in carcere con l'accusa di "favoreggiamento all'immigrazione irregolare". Dal maggio 2024 ottenne gli arresti domiciliari, nel marzo 2025 venne liberata e lunedì 16 giugno finalmente è stata assolta con formula piena. In collegamento telefonico è direttamente la sua voce a raccontare i dettagli di un viaggio in cui ha subito anche molestie sessuali e del processo che ha dovuto ingiustamente subire.
Una vicenda che fa emergerge, attraverso la criminalizzazione delle\dei migranti e della libertà di movimento, il profilo razzista delle istituzioni italiane.
Un collegamento con una compagna dell'Askatasuna con cui parliamo insieme della requisitoria da parte dei pm Manuela Pedrotta ed Emilio Gatti del 17 Dicembre 2024 nel processo contro 28 militanti di Torino e Val Susa.
La scorsa settimana si è aperto il processo d’appello per un gruppo di eritrei accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (un "favoreggiamento" legato alla solidarietà diretta prestata: aver comprato biglietti del treno o del bus, aver offerto cibo o ospistalità) la cui prima udienza è stata convocata per il 10 marzo prossimo. Si tratta di una storia che ha una lunga genesi iniziata a Ponte Mammolo nel 2015 . Con avvocate e solidali, che hanno seguito tutto il procedimento di primo grado, entriamo nello specifico della genesi del processo e delle contestazioni riferite facendo il punto su quanto è stato e su quello che sarà.
Venerdì 5 luglio andiamo tutte all'Aquila per sostenere le tre donne denunciate dall’avvocato Antonio Valentini con l’accusa di concorso e diffamazione artt 81 e 595 ter (con qualsiasi altro mezzo di pubblicità" diverso dalla stampa), nel quadro più ampio del processo per stupro commesso da un militare difeso dall'avv. Valentini.
Il 31 maggio si svolgerà all'Aquila il processo contro 3 femministe accusate da un avvocato di diffamazione. Per andare in pullman ciriguardatutte@inventati.org
Il 25 maggio alle 20.30 alle Cagne Sciolte cena di sottoscrizione.
Con un compagno facciamo il punto sul processo d'appello e un' ampia riflessione circa le stragi rimaste impunite, la mancanza di sicurezza delle infrastrutture, le iniziative dell'associazione dei familiari delle vittime della strage.
Rilanciamo l'appuntamento di venerdì 25 gennaio alle ore 9.30 davanti alla Cassazione in Piazza Cavour per sollecitare la conclusione del processo affinchè non cada in prescrizione così che i responsabili della Strage non rimangano impuniti.