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Rom e Sinti a Montecitorio

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Il 2 Agosto dalle 14 alle 17 Rom e Sinti saranno davanti a Montecitorio per:

- ricordare gli ultimi 2.897, donne, uomini e bambini rom e sinti dello Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau uccisi nella notte del 2 agosto 1944 e commemorare con loro più di mezzo milione di fratelli e sorelle morti nei campi di sterminio d’Europa;

- manifestare la propria preoccupazione per il clima di discriminazione con minacce di censimenti etnicie violenza diffusa contro persone e comunità rom e sintee chiedere al governo italiano di promuovere interventi condivisi con la comunità rom e sintae perciò efficaci, lavorando a un vero cambiamento perché non si viva nella paura e nella rabbia, ma con coraggio e speranza. Questa speranza è sostenuta da un movimento europeo che, dopo le mobilitazioni di Spagna e Romania, vedrà manifestazioni davanti alle ambasciate italiane il 31 Luglio in Cechia e nella stessa giornata del 2 Agosto in Bulgaria, Serbia e Slovacchia, per finire il 6 Agosto in Macedonia e Ungheria. Rom e Sinti chiedono il rispetto dei diritti umani, il rifiuto del razzismo e della violenza contro chiunque e un’Europa solidale e accogliente come risposta alle crisi dentro e fuori il continente per agire contro questa onda nera che ci riporta indietro, per proteggere noi e i nostri figli, in difesa di tutti i cittadini, della nostra democrazia.

Abbiamo sentito Dijana Pavlovic.

A Roma una bambina colpita da un proiettile.

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Qualche giorno fa una bambina rom di quindici mesi, mentre si trovava in braccio alla madre, è stata colpita da un proiettile esploso probabilmente da una pistola o un fucile ad aria compressa. La bambina è attualmente ricoverata all'ospedale pediatrico bambin Gesù in gravi condizioni e rischia una paralisi permanente.

In attesa dei riscontri, appare palese il peggioramento di un'atmosfera generale segnata dagli incitamenti al razzismo e alla violenza, verbale e fisica, che arrivano dal governo, ripresi da un'amministrazione cittadina che tenta di mascherare le sue politiche segregazioniste invocando la lotta ai poveri e la deportazione delle persone in emergenza abitativa.

Nel frattempo, come sempre in questi casi, il Messaggero avanza l'ipotesi che i rom si siano sparati da soli, cambiano i protagonisti ma i copioni rimangono gli stessi.

Camping river, prima vennero i vigili urbani, poi Casa Pound.

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Durata 10m 54s

Dopo le devastazioni operate dalla polizia municipale, che ha distrutto dei container pagati dallo stesso comune di Roma, al camping river, che la sindaca Raggi vorrebbe a tutti i costi sgomberare per non sfigurare con il ministro dell'Interno, ieri si sono fatti vedere anche i militanti di Casa Pound.

La cronaca della giornata e la situazione all'interno del campo.

Camping river, la Raggi prosegue gli sgomberi

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Fiaccata dagli episodi di corruzione e dalle faide interne al M5S, la sindaca Raggi reagisce come sempre in questi casi, cercando di sviare l'attenzione prendendosela con i più deboli.

Ieri la polizia municipale ha sgomberato, e poi devastato rendendoli inutilizzabili, alcuni moduli abitativi all'interno del camping river, buttando letteralmente per strada diverse decine di persone. Ci racconta come stanno andando le cose Valerio, che sta seguendo per Fanpage l'intera vicenda.

Piccola integrazione alla corrispondenza, stamattina c'è stata una prima manifestazione di protesta di fronte al Campidoglio, indetta dall'Associazione nazione rom.