I nostri primi 40 anni. Terza puntata
In questa puntata: reazioni ed atmosfera durante il caso Moro; l'attentato a Vittorio Bachelet; il confino ed altre misure repressive.
In questa puntata: reazioni ed atmosfera durante il caso Moro; l'attentato a Vittorio Bachelet; il confino ed altre misure repressive.
La tesi del libro "Doveva morire" di Ferdinando Imposimato, ripresa da Ulderico Pesce nell'allestimento dello spettacolo teatrale "Moro" non ci convince e speghiamo il perchè.
Leggono uno scritto sulle carceri con tutte le torture che venivano fatte. Parlano delle carceri speciali come strumenti di divisione dei proletari tra buoni e cattivi. Serve una politica di difesa dei compagni reclusi per la distruzione delle galere e del capitalismo. I compagni dell'autonomia operaia già prima di Moro denunciarono che quello che si sarebbe scatenato dopo Moro già era presente durante la vicenda Moro: esercito nelle perquisizioni e blocchi stradali, possibilità della perquisizione a tappeto di quartieri interi. struttura carceraria molto più dura con l'affidamento a Dalla Chiesa della costruzione, prima di Moro, dei carceri speciali.
Leggono dei comunicati dei collettivi autonomi del Sud per la compagna Jose rinchiusa a Pozzuoli. Parlano del compagno Onofrio e della montatura per banda armata che è stata tirata su accusando tutta l'autonomia del sud che si era riunione a Palermo.
Quindi vogliono porre una discussione su questa fase repressiva e sullo sciopero della fame dei compagni e delle compagne in carcere.
Parlano della liberazione di Valitutti.
48 minuti
Conferenza stampa indetta dopo il divieto della manifestazione notificato a ROR per come scriveva anche L'Unità fiancheggiamento alle BR. La trasmissione smentisce dicendo che la manifestazione era stata decisa il giorno prima durante l'assemblea a Economia, di carattere sociale e di massa. Il 3 aprile è scattata una operazione che ha colpito non fiancheggiatori delle BR ma ha colpito militanti di questo movimento la cui attività era pubblica e conosciuta alla polizia. Nessuno era clandestino. Da qui la necessità della manifestazione contro retate e rastrellamenti al movimento di massa. "Non vogliamo rinunciare a tutti gli spazi operai che ci siamo conquistati".
Non siamo d'accordo con la decisione delle BR alla clandestinità ma difendiamo tutti i compagni colpiti dalla repressione.
Parlano delle perquisizioni al compagni dell'ENEL, uno per possesso di pistola ad aria che era regolarmente denunciata. 30 compagni del Policlinico perquisiti.
Parlano delle due assemblee del giorno prima di 100 persone a Lettere e di 2500 a Economia. Ad Economia si era deciso di fare la manifestazione domani anniversario uccisione Mario Salvi, il divieto ha fatto si che il movimento si dovrà riunione di nuovo e decidere cosa fare. Stamattina è stata convocata una assemblea degli studenti medi ma ancora non sappiamo cosa hanno deciso. Litigano sulle due assemblee con una giornalista. Si vuole creare da parte della borghesia una divisione che in realtà non c'è. I CAO sono stati chiari sulla lotta armata e sulla clandestinità quindi questo divieto non si capisce. C'è un libro dell'autonomia edito da Savelli dove c'è un capitolo proprio lotta armata, partito e soviet e sui prossimo numero de I Volsci ci sarà proprio un articolo ancora più chiaro sulle BR, la stampa se lo potrà andare a leggere. Non prendiamo le distanze per perbenismo da nessuno, c'è una azione terroristica dello stato nei confronti di questi compagni, non vogliamo delegare allo stato o alla stampa borghese la discussione politica, pensiamo che questi compagni che si sono riuniti a Lettere subiscano un po' il fascino della borghesia benpensante e non hanno un pensiero autonomo.
Parlano Tavani, Miliucci, Scalzone.
1ora e 48 minuti
Trasmissione dopo il sequestro Moro di arresti indiscriminati dei compagni e delle compagne considerate fiancheggiatori delle BR. Perquisizioni a tappeto e massicci fermi in tutta Italia in particolare a Genova, Pescara, Roma senza mandati e accuse.
Si fa il parallelo ad un periodo storico di 100 anni prima denunciando sia la ferocia della repressione sia lo sbaglio di classe dell'azione fatta. Si fa riferimento al libro Brigantaggio Meridionale e si accusa la borghesia italiana di quanto accade ripetutamente in Italia. A 18 giorni dal rapimento Moro lo Stato non ha nulla in mano se non i volantini delle BR, quindi questo spettacolo dei posti di blocco e delle perquisizione avvengono solo per richiedere più mezzi contro il terrorismo. Ma il vero terrorismo è quello dello stato contro la repressione. Lo Stato vorrebbe spingere il movimento alla clandestinità ma il movimento si è dimostrato maturo e non ci è cascato per questo arresti indiscriminati per mettere paura. Molti arresti anche tra studenti medi.
C'è una telefonata su quanta repressione avviene in Sardegna come apripista di quella del continente.
Moro e non Moro il disegno repressivo c'era già nella borghesia.
Cercano Moro e poi arrestano Simonetta Crisci di Soccorso Rosso, ai TG viene anche dato spazio al suo lavoro come impiegata di banca. Tra gli arrestati anche Franco Bonacore, Vittoria Pasquini, Rosanna del Policlinico, Sandro Olivarez, Sergio Bartolini, Ruggero De Luca, Gigi Zanchè, Marcello Blasi, Manlio Grillo, Beppe Biancucci, Fabrizio Grillenzoni, Andrea Simoncini, Renato Belardi, Ivano Martinelli, Livio Paciotti.
Telefonata dal quartiere Portuense sui fermi di persone che neanche hanno mai fatto politico.
Telefona una compagna sudamericana paragonando la repressione italiana a quella del suo paese, il Cile.
In studio con Magistratura Democratica, Osvaldo.
Nella trasmissione del 10 aprile 1978 Magistratura Democratica parla dell'amnistia (1 ora e 18 minuti) e della legge che tutti quanti si aspettano. Parlano delle detenute di Rebibbia dove ci sono 180 detenute su una capienza di 130 di cui solo 28 solo sono state condannate.
In studio anche Renata appena uscita da Rebibbia femminile.
Spiegano la differenza tra indulto e amnistia
1h19'