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E' morto Ernesto Cardenal

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E' morto domenica 1 marzo a Managua, all'età di 95 anni, Ernesto Cardenal, poeta, sacerdote e teologo della liberazione nicaraguense. Militante del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, partecipò alla rivoluzione che nel 1979 abbatté la dittatura di Anastasio Somoza e divenne Ministro della cultura, incarico che gli costò la sospensione a divinis da parte di papa Wojtyla nel 1985. Cardenal promosse, fra l'altro, una grandiosa campagna di alfabetizzazione, che strappò all'analfabetismo centinaia di migliaia di nicaraguegni. Nel 1994, in polemica con la deriva autoritaria e corrotta presa dai sandinisti, abbandonò il FSLN.

Nel dicembre 2018, dopo aver ricevuto il Premio internazionale Mario Benedetti, volle dedicare l'onoreficenza al popolo nicaraguense e al 15enne Álvaro Conrado, una delle prime vittime delle manifestazioni popolari che hanno avuto luogo in Nicaragua nel 2018

Il 17 febbraio 2019, su ordine di papa Francesco, a Cardenal è stata concessa "l'assoluzione da ogni censura canonica imposta", cioè la revoca della sospensione a divinis.

Vaticano, che aria tira?

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Dopo le polemiche suscitate dalla pubblicazione del libro del cardinale ultraconservatore Sarah, in collaborazione con il Papa emerito Ratzinger, che si è poi dissociato dalla pubblicazione, è stato pensionato padre Georg, segretario personale di Ratzinger e personaggio centrale per la fazione più conservatrice della curia. Sul versante dell’abolizione del celibato per i preti si registra una frenata da parte di Bergoglio, che ha voluto incontrare privatamente l’ex presidente brasiliano Lula mentre continuano gli attacchi al papato da parte di ambienti legati alle destre nord e sudamericane.

I due papi

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E' stata, per qualche tempo, la notizia del momento: il contrasto fra il papa ufficiale e il papa emerito, fra Francesco e Benedetto XVI, sul tema del celibato dei preti, dovuto alla firma, poi revocata, di Ratzinger su un libro firmato da un cardinale africano ultraconservatore contraddistinto da pesanti critiche alla linea attuale del vaticano. Continua dunque l'attacco della curia e delle fazioni cattoliche più conservatrici a Bergoglio, in un contesto segnato da una stretta consonanza di intenti fra queste aree e gli interessi di realtà legate ad alcuni fra i regimi politici più reazionari dello scenario internazionale, dagli Stati Uniti al Brasile