In questo redazionale abbiamo avuto come ospit* nello studio di via dei Volsci a Valerio e Margherita, membri del collettivo Vogliamo tutt'altro, l'assemblea di lavorat* dello spettacolo. Con loro abbiamo parlato dell'occupazione temporanea dell'ex Circolo degli Artisti, a Roma, come forma di protesta e denuncia contro la situazione di precarietà e abbandono di chi lavora nel settore della cultura, l'arte e lo spettacolo dal basso e di forma autonoma.
La precarietà è lacondizione contemporanea del lavoro e della vita. Ha cominciato a esserlo a partire dalla metà degli anni '90, si è consolidata negli anni 2000, con la crisi è divenuta condizione generalizzata. In tal senso la pandemia ha solo svelato (e fatto precipitare) le condizioni materiali di vita di milioni di persone. Ci sono almeno quattro elementi comuni che, all'interno dell'attuale frammentazione, uniscono figure lavorative - anche a suon di retorica ritenute "essenziali" - così diverse tra loro come i riders e i lavoratori e lavoratrici dello spettacolo: assenza di diritti, salari bassi o da fame, mancato accesso al welfare, bassi livelli di sindacalizzazione e di organizzazione collettiva sui luoghi di lavoro (in cui a volte più forte è la logica di fedeltà al padrone, all'azienda, più che la solidarietà e reciprocità dal basso). Inoltre i contratti di settore applicati, richiamano a un principio di autonomia nello svolgimento delle prestazioni che è nella maggior parte dei casi pura utopia perchè la libertà del rider o del lavorat* dello spettacolo di scegliere se e quando lavorare, su cui si fonda la natura autonoma della prestazione, non è reale ma solo apparente e fittizia appunto. Di questo e altro parliamo con l'avvocato del lavoro Alessandro Brunetti delle CLAP - Camere del Lavoro Autonomo e Precario.
Insieme a tante altre categorie oggi sono scesi in piazza a Roma anche lavoratori e lavoratrici dello spettacolo. Per loro oggi manifestazione a piazza barberini, in previsione dell'iniziativa di domani che si terrà invece di fronte al teatro argentina.
Due corrispondenze su Roma e Milano lanciano la manifestazione che ci sarà in queste due città il prossimo 30 maggio dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo.
Continua la mobilitazione dei lavoratori dello spettacolo che la scorsa settimana hanno occupato il cinema Metropolitan e che scelgono la giornata dello sciopero generale, per scendere in presidio davanti al Ministero dei beni e delle attività culturali. Durante la corrispondenza, una delegazione è stata ricevuta; restiamo in attesa di informazioni.