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Crisi. Bliz dei Movimenti per il Diritto all'Abitare alla festa di Architettura

Data di trasmissione

 

COMUNICATO STAMPA   «Abitare a Roma, cambiare le periferie»?
Nella vetrina della Festa dell'Architettura si materializzano i fantasmi della metropoli e prendono parola
«Abitare a Roma: cambiare le periferie»: questo il titolo della tavola rotonda fra architetti, istituzioni accademiche e amministrazioni locali in programma stamattina nell'ambito della “Festa dell'Architettura". L’ennesimo convegno, grandi “archistar” a raduno accanto ad architetti emergenti in cerca di gloria, insieme per discutere il futuro di Roma. Per dare logica e lustro alle mirabolanti uscite del Sindaco di Roma e soprattutto ai suoi desideri ormai non più tanto nascosti: servire ancora una volta Roma su un piatto d’argento al gran banchetto della rendita e della speculazione, i soli che fanno “festa"; S/VENDERE insomma la città e il suo oro, cioè le sue risorse pi&ugra ve; preziose, nel grande circo globale.
In lungo in largo o in alto… con il saccheggio dell'Agro o con l'attacco ai cieli, la Fiera del cemento è ripartita. Dal GP di Formula 1, ai parchi a tema del vicesindaco Cutrufo, dalle troppe cubature private piazzate nell’area della ex Fiera di Roma, al lungomare di Ostia con annessi grattacieli, isole artificiali e deportazioni all’idroscalo; dalle piscine scandalo dei mondiali annegate nel vortice della speculazione, all’aggressione dell’agro romano mascherata da housing sociale, fino alla valorizzazione /svendita che si profila sulle aree demaniali.
   Ma dove sono finiti i reali problemi della città e delle periferie? E soprattutto: è importante solo decidere come realizzare o cosa? E, magari, per chi? E inf ine: chi DECIDE?
Per questo siamo qui a dire che non lasceremo seppellire la realtà sociale di Roma insieme alle «emergenze» ora oscurate dall'ombra dei grattacieli sognati da Alemanno, che dimentica ancora una volta le aree dismesse, caserme in testa, e chiarisce definitivamente d'avere in testa una sola soluzione: il CEMENTO. Per questo vogliamo dire al Sindaco che il nostro REFEReNDUM DAL BASSO è già partito: movimenti, comitati, reti sono già in cammino, per ribaltare un disegno del territorio che diffonde nocività e moltiplica disagio e conquistare invece parchi, trasporto pubblico e mobilità ciclabile, spazi sociali e culturali, scuole e servizi pubblici; per resistere a sfratti e sgomberi, agli aumenti degli affitti e alle dismissioni mentre l'enorme patrimonio pubblico è gettato alle ortiche, per battere disoccupazione e precarietà e conquistare invece reddito, diritti e dignità.
Per questo vogliamo dire ad architetti ed urbanisti che non si può essere complici di nuovi scempi, non ci si può nascondere dietro dorate conferenze ed un dibattito sterile sulle forme: se vogliono ragionare sul futuro di Roma lo facciano a partire dalle esigenze e dalle proposte di chi la città la abita, delle cittadine e dei cittadini, prima di tutto ascoltando. E chiediamo loro di rispondere; di farci capire se si vuol essere parte della soluzione, o del problema.


Roma, 11 giungo 2010

Movimenti per il Diritto all’Abitare – Coordinamento di Lotta per la Casa e Blocchi Precari Metroplitani,
Multivercity – libera università dal basso,
Acrobax - Laboratorio del precariato metropolitano,
Generazione Precaria,
Rete delle e degli Indipendenti